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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo sulla sanità umbra e l’ospedale di Terni da tre esperti del tema: Di Bartolo, ex assessore regionale alla Sanità, Giannini, cardiologo dell’ospedale di Terni, Angeletti docente Itis.

di F. Di Bartolo, G. Giovannini, S. Angeletti

La Lista Umbria per la Sanità Pubblica e la Pace ha sostenuto alle elezioni regionali la coalizione di CS e la Presidente Proietti con una campagna elettorale vibrante a difesa di una Sanità Pubblica accessibile a tutti. Un punto politico chiaro, preciso, a tutela di tutti i cittadini umbri. Ora vinte le elezioni con una campagna elettorale incentrata su tale fondamentale diritto dopo cinque anni in cui la giunta di destra ha avuto come unico obbiettivo dichiarato quello di depotenziare il Servizio Sanitario Regionale(SSR) a vantaggio del privato, la attuale giunta ha il non semplice onere di: 

  • Ripensare profondamente il SSR, alla luce dei mutamenti economico-sociali, ponendo attenzione alle scelte organizzative e finanziarie della precedente legislatura regionale;
  • ridare fiducia al personale sanitario, aumentare l’efficacia e l’efficienza del SSR con risposte adeguate ai bisogni degli Umbri attraverso tre azioni sinergiche ed interdipendenti:
  1. corretta allocazione delle scarse risorse disponibili per riequilibrare il sistema, basato prevalentemente sulle cure ospedaliere, a favore di un approccio sanitario più aperto al territorio
  2. implementare un approccio sanitario “proattivo” per governare la domanda e la sua appropriatezza, invece che dover rispondere ad una frammentata e spesso inappropriata richiesta di prestazioni
  3. ripensare profondamente la rete ospedaliera umbra, definendo precisamente numero degli stabilimenti, loro caratteristiche e la funzione cui ciascun nosocomio deve rispondere, nel mutato quadro demografico ed epidemiologico regionale.

Rispetto a quanto in premessa è assolutamente necessario esplicitare alcune considerazioni:

  • non è rinviabile l’abrogazione della DGR 1399/23 che autorizza la realizzazione di una clinica privata da convenzionare a Terni (Progetto definito Clinica-Stadio. SIC!!), perché tale determinazione è palesemente costruita su un calcolo di Posti Letto (PL), diciamo non veritiera, per mettere a disposizione dell’attività sanitaria privata un consistente numero di P. L. finanziati dal SSR. Finché questa DGR con il suo indirizzo politico rimane in vigore, interessi di imprenditori privati nell’area ternana troveranno legittimità nel porre in essere atti di lobbyng per realizzare tale progetto, riguardo al quale è bene precisare non c’è alcuna preclusione “ideologica”. 

E’assolutamente necessario fare attenzione all’accreditamento di strutture private, definendo criteri chiari ed inderogabili rispetto al fabbisogno di assistenza secondo le necessità individuate dal prossimo Piano Sanitario Regionale per garantire livelli essenziali ed uniformi di assistenza.

Non è, quindi, ammissibile mettere a disposizione P.L. accreditati prima che siano verificati reali bisogni assistenziali.

Questo, a nostro giudizio, dovrebbe essere uno dei primi atti da assumere, per varie motivazioni:

  • perché l’atto, per come costruito, mostra evidenti segni di irregolarità. Il rapporto tra P.L. della rete ospedaliera e la popolazione effettiva non sarebbe più quello previsto dal DM 70/15 (3,7 x 1000) ma lieviterebbe al 3,9 x 1000 abitanti. 

Ciò risulta dal rapporto tra i posti letto previsti (3315) e il numero di residenti (854.143). 

Sui conti della Regione Umbria si produrrebbe un incremento di svariati milioni di euro nel macro-livello assistenza ospedaliera a favore del privato.

Il finanziamento del FSR, seguendo rigorosamente un criterio di quota pro capite, determinerebbe inoltre uno squilibrio nella ripartizione interna alla Regione Umbria tra i tre macro-livelli dei LEA con sbilanciamento a favore dell’assistenza ospedaliera.

Inoltre nella non procrastinabile necessità di riordinare il sistema ospedaliero umbro non si può eludere una attenta analisi delle performances dei singoli nosocomi.

Tale analisi deve essere ottenuta attraverso una puntuale verifica del tasso di utilizzo dei P.L. della rete umbra degli ospedali pubblici.

Il tasso di utilizzo del P.L. riportato nella DGR 1399/23 risulta tendenzialmente in linea con quello del 90% previsto dal DM 70/2015, mentre una più attenta analisi mostra dati complessivi di ben altro significato, ben lontani dal tasso tendenziale con una discrepanza tra quanto deliberato e quanto previsto dal DM 70/2015, di una sovrastima pari al 9%. Considerando che negli ultimi anni i ricoveri ospedalieri si sono ridotti di oltre il 25%.

Ciò equivale a dire di avere tenuto vuoto di utenza per un intero anno un ospedale grande come Foligno, ma con i fattori produttivi presenti e regolarmente spesati.

La confusa gestione di tali dati, da un primo sommario controllo, appare interessare tutta la rete dei nosocomi delle due ASL. 

In questo contesto appaiono politicamente meritevoli di attenta analisi le parole ed il giudizio espresso in Consiglio Regionale dall’Assessore allo sviluppo economico, nei confronti dell’Azienda Ospedaliera Ternana.

Giudizio, a nostro avviso non corretto, nell’ottica di non contrapporre territori come quello del ternano e del narnese-amerino specie all’interno di una visione generale di sistema, che va assunto come punto politico qualificante dalla nuova Giunta.

Come più volte affermato dalla Presidente Proietti, anche in un recente incontro col la nostra Lista, la questione dell’Ospedale di Terni deve trovare soluzione solo attraverso il finanziamento pubblico, ai sensi dell’art.20 della L. 67/88. Ed essa rimane, come detto in campagna elettorale, un progetto politico-amministrativo di assoluto rilievo per i prossimi 10-15 anni. Abbiamo detto che Terni dovrà avere uno degli ospedali più all’avanguardia in Italia per restituire a quel territorio una leva sociale, economica e di salute essenziale per il suo rilancio.

Nel frattempo è necessario consentire la normale attività all’attuale struttura finanziando alcuni significativi interventi utili a migliorare:

  • il comfort alberghiero, con il condizionamento delle aree di degenza;
  • la agibilità dell’area del Pronto Soccorso con il suo ampliamento;
  • la viabilità intorno al nosocomio, costruendo un parcheggio multipiano

E’ infine urgente ridefinire il ruolo delle strutture territoriali (Distretti Sanitari, Centri di salute etc.) trasformandole da strutture ormai prevalentemente burocratiche, a “sensori” e primi nodi della sanità di “prossimità” e reale elemento di governo delle prestazioni con la stratificazione della popolazione per livelli di rischio sanitario.

Federico Di Bartolo

Gianni Giovannini

Sergio Angeletti

Lista Umbria per la Sanità Pubblica e la Pace