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di Giuseppe Vittori

Appassionati delle vicende ternane, parlando del licenziamento in tronco dell’intera giunta comunale da parte del sindaco Bandecchi del 12 febbraio, concludevamo che, con i soggetti in campo, nulla era scontato, ma che la sensazione era comunque di un salto di livello nella privatizzazione della gestione del Comune ad opera dello stesso sindaco.

Il dibattito dei giorni successivi e il Consiglio comunale del 18 febbraio nel quale è stata nominata la nuova giunta hanno, se possibile, consegnato uno scenario ancora più preoccupante.

Si è assistito alla nomina in vari ruoli, assessore, amministratore di partecipate comunali e di rami d’azienda della galassia Unicusano, di un gruppo ristretto di fedelissimi, alcuni dei quali, incuranti di potenziali incompatibilità e di macroscopici conflitti d’interesse, escono ed entrano dai vari incarichi, come in  un sistema di porte girevoli.

Non essendo questo il luogo in cui entrare nel merito dettagliato della girandola attivata dal sindaco, si riporta una citazione dalla stampa cittadina che rende l’idea:”Per alcuni ex assessori, in ballo nomine ed incarichi fra ambiti pubblici e privati collegati al Comune ed al sindaco Bandecchi. Per Sergio Cardinali, si aprono le porte alla presidenza di Asm lasciata ‘libera’ da Gabriele Ghione. Per Stefania Renzi l’opzione è la guida della società Pala Ternana Eventi Srl, lasciata da Paolo Tagliavento. Quest’ultimo era (è) anche presidente della Ternana Women, società di calcio femminile che milita in serie A, dove potrebbe sbarcare un altro ex assessore, Marco Schenardi”.

In un contesto simile, a parte le situazioni normativamente sensibili che andrebbero almeno delibate dagli organi competenti, alcune posizioni vanno sottolineate come emblematiche e descrittive del livello patologico raggiunto.

Il nuovo vicesindaco Paolo Tagliavento, finora uomo azienda di Unicusano su Terni, passa da vari incarichi di stretta fiducia tra cui la presidenza di Ternana Women, che è la società proprietaria del terreno su cui dovrebbe essere costruita la clinica privata abbinata al nuovo stadio, direttamente a vicariare le funzioni pubbliche del primo cittadino eletto e diviene assessore allo Sport.

Il nuovo assessore all’urbanistica, lavori pubblici, mobilità, trasporti e molto altro, Sergio Anibaldi, appartenente ad un importante studio tecnico cittadino che con il gruppo Salini ha molto progettato e realizzato in città con la formula del project financing (più recentemente piscine dello stadio, nuovo palasport), è il project manager delle opere più discusse degli ultimi tempi: il cosiddetto stadio-clinica e il nuovo ospedale di Terni in PPP, presentato inizialmente nel 2021 e due volte ritenuto non idoneo dagli organismi di valutazione durante la Presidenza Tesei.

Le due scelte in particolare portano nel cuore dell’amministrazione un soggetto proveniente direttamente da rami d’azienda del sindaco e un professionista multitasking al crocevia con robusti interessi edilizi, in una dirompente sovrapposizioni di funzioni e ruoli, facendo saltare ogni forma di distinzione tra tecnica e politica e di terzietà alla base dei bilanciamenti delle istituzioni democratiche.

Bandecchi: storia e gesta del “trumpismo de noantri”

A volere dare un senso politico a questo traumatico passaggio sull’istituzione cittadina parrebbe emergere  un desiderio di serrare le fila e di attrezzarsi, di schierare le truppe residue e gli interessi sui due importanti fronti in prospettiva elettorale: il progetto  nuovo ospedale di Terni e l’affare stadio-clinica o alla fine della sola clinica, con il loro potenziale evocativo e di impatto sulle risorse pubbliche.

A ben vedere si può trattare di due battaglie estreme, che possono costituire  la ridotta identitaria dell’esperienza bandecchiana, due battaglie che hanno come obiettivo principale la Regione dell’Umbria, qualunque sia il suo orientamento politico e la città, che invece avrebbe bisogno di un dibattito pubblico e di scelte all’altezza.

E’ solo così, cioè alimentando il conflitto campanilistico con Perugia e il senso di frustrazione della città che il sindaco può provare a mantenere in vita l’esperienza che descriviamo.

Capricci, ossimori e affari di Sua Maestà Bandecchi

Un esperimento che alla luce anche della richiesta di rinvio a giudizio del 17 febbraio per una pesante evasione fiscale nella gestione del gruppo Unicusano che, aldilà dell’esito, ne conferma comunque l’anomalia, appare in difficoltà sul piano dell’amministrazione reale e politicamente in fase decisamente involutiva per le pesanti contraddizioni di cui è portatore.

Stiamo ancora aspettando una presa di distanze da tutto questo da parte del centrodestra che in questi anni ha cercato in tutti i modi di corteggiare il rude Bandecchi … ma niente, non pervenuta. Nei giorni scorsi Gabriella Mecucci ha ricostruito su Passaggi Magazine il profilo di Bandecchi come “il Trump de noialtri”, ma spesso la realtà può anche superare l’immaginazione. Trump sta facendo male all’America e al mondo, Bandecchi già ha fatto molto male a Terni e all’Umbria.