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di Giuseppe Vittori

Il licenziamento in tronco  da parte del Sindaco Bandecchi dell’intera giunta comunale e le dichiarazioni a corredo pongono nuove, ulteriori,  interessanti quanto preoccupanti considerazioni sulla situazione ternana.

Dal punto di vista politico pare bizzarro, da una parte affermare che “Terni ha avuto il miglior governo cittadino degli ultimi ventanni” o ancora “siamo riusciti a fare quello che ci eravamo posti come obiettivi” e poi licenziare l’intera giunta con decorrenza dalle 24 del 12 febbraio 2026  con l’obiettivo di “gestire il secondo tempo della partita con nuove energie, nuove passioni, e una nuova capacità operativa sulle problematiche che affliggono la città”.

Si tratta di un simpatico, dispotico ossimoro, con cui affliggere un gruppo di persone, i componenti della giunta,  che comunque ci ha messo impegno e la propria immagine.

Siamo di fronte ad un’amministrazione comunale concepita come affare personale, un po’ capriccio, un pò concessione, una giunta di dignitari scelti dal sovrano in base al sentimento del momento, una istituzione senza contraddittorio e senza dibattito. Niente a che vedere con la trasposizione a Palazzo Spada della cultura d’impresa e…proprio da “snob liberale”.

Qui però  sia concessa una piccola digressione sull’applicabilità delle categorie di analisi, per quanto consunte, della politica all’esperimento messo in piedi  a Terni dall’attuale sindaco attraverso la  filiera Unicusano, Alternativa Popolare, Dimensione Bandecchi, Terni con il cuore, informazione varia e via discorrendo…, ma tant’è.

Pare che un’esperienza simile di commistione di sport, finanza e politica sia in corso a Trapani e non propriamente con successo.

E’ invece  dal punto di vista della “natura” che progressivamente acquisisce l’esperimento che fa capo alla filiera descritta e  che ha come organizzatore il Sindaco Bandecchi che vengono le note più serie.

Un passaggio emblematico dal comunicato ufficiale così conclude in un empito di mecenatismo che salva tutte le vittime: ”Sottolineo, per chi avesse voglia di fare tante chiacchiere, che molti componenti dellattuale giunta continueranno a collaborare con la mia persona per i molteplici affari che io gestisco come imprenditore, questo accadrà a conferma della mia stima nei confronti degli assessori uscenti”.

In questo caso siamo anche oltre il conflitto di interessi, finora manifestatosi in maniera insanabile in molti passaggi e in particolare sulla vicenda clinica-stadio,  sottolineati dalle opposizioni e mai rilevato.

Siamo ad una visione del Comune come  gestione  di un ramo d’azienda,  che ricorda  quello passato di mano varie volte nelle recenti vicende societarie della Ternana calcio per complicare il progetto stadio-clinica e tenere in equilibrio i bilanci delle ultime gestioni, di un’azienda con “molteplici affari”, in cui il personale passa da un settore all’altro del business a piacimento del CEO.

Comunque vada a finire nello specifico e, con i soggetti in campo, nulla è scontato, la sensazione è di un salto di livello, di una privatizzazione dell’istituzione presentata come esercizio di  leadership, di un rapporto con la società locale basato sull’acquisto delle professionalità disponibili, di una scalata ottenuta a suon di investimenti di denaro che rendono ogni tipo di dialettica politica di tipo tradizionale difficilmente sostenibile.

Una strategia che viene sempre più sostenuta attraverso una comunicazione ridondante e sopra le righe, caratterizzata dalla creazione  del nemico, dalla derisione degli oppositori e  alimentata da doti istrioniche non comuni.

Per la città di Terni e per  la politica umbra è questa la riflessione, come rendere contendibile e reversibile questa situazione attraverso una politica alta, concreta, partecipata ed eticamente qualificata, per ritornare alla fisiologia del funzionamento delle istituzioni democratiche e alla disintossicazione del dibattito pubblico cittadino.