di Porzia Corradi
Cucinelli rilancia. Ha chiuso il 2025 con una crescita del fatturato superiore al 10 per cento toccando il miliardo e 408 milioni. I dati di bilancio sono risultati tutti positivi. Nonostante ciò, Solomeo ha vissuto un anno sull’ottovolante: successi, ma anche cadute in Borsa. E i primi 50 giorni del 2026 hanno avuto un andamento analogo: discese rapide e risalite un po’ più lente. Si prevede un ulteriore aumento del 10 per cento dei ricavi che si avvicineranno al miliardo e 550 milioni. Il tetto dei 2 miliardi è dunque sempre più prossimo e potrebbe essere raggiunto entro il 2030.
Tre nuovi profumi
Solomeo passa al contrattacco. Lo farà su due piani: il primo riguarderà i prodotti e il secondo l’immagine. Il Sole 24 ore ha anticipato qualche giorno fa che, in collaborazione con Exilorluxottica, metterà sul mercato nuovi occhiali in oro massiccio al prezzo stellare di 5-9mila euro. E, subito dopo, arriveranno anche tre nuovi profumi, settore che già va benissimo. Intanto, dopo gli schiaffoni presi, sembra che a Piazza Affari sia iniziata una seconda risalita. La scorsa settimana le azioni hanno chiuso sfiorando gli 88 euro. Ce ne vorrà però prima di raggiungere i valori abbacinanti– oltre quota cento – toccati nella prima parte del 2025.
Le accuse, i crolli in Borsa e le risalite
La prima caduta del titolo si era verificata in agosto quando Morpheus, fondo di investimenti e società di analisi finanziaria americana, aveva denunciato Solomeo per comportamento scorretto perché avrebbe venduto i propri capi in Russia violando le sanzioni della Ue. Il capitombolo borsistico che ne seguì fu superiore al 20 per cento. Dopo un paio di mesi c’era stato un forte recupero sino a superare i 95 euro. Ma i guai non erano ancora finiti.
Di recente Banck of America, il secondo istituto di credito degli Usa, ha abbassato infatti il rating delle azioni a neutral. Sono bastate poche ore perché il titolo precipitasse a 78 euro. E’ dovuta intervenire in soccorso la grande banca d’affari Morgan Stanley. Ha infatti fissato il rating a overweight, cioè “consigliabile” e ha determinato in pochi giorni una risalita di quasi dieci euro.
Il problema apertosi per Cucinelli, a seguito dell’attacco di Morpheus, è quello della credibilità del suo “capitalismo umanistico”. Se davvero Solomeo avesse violato le indicazioni della Ue per accrescere i propri guadagni, il colpo sarebbe duro. L’immagine dell’imprenditore “per bene” è infatti alla base del suo successo, almeno quanto la qualità dei prodotti.
Le critiche di Selvaggia Lucarelli e le risposte su facebook
Sulla fenditura aperta dal report di Morpheus si sono infilati anche altri attacchi. Uno particolarmente pesante lo ha portato un lungo articolo di Selvaggia Lucarelli apparso su “Il Fatto”. La giornalista-influencer ha trascritto le testimonianze di alcune decine di dipendenti o ex dipendenti che hanno coperto Cucinelli di improperi: sarebbe un tipo, aggressivo, gran bestemmiatore con un eloquio sgradevole e sboccato. Irrispettoso e arrogante, chiederebbe alle segretarie di portargli il caffè e non vorrebbe essere salutato dai propri collaboratori. E via con una serie di particolari che lo dipingono come un uomo tutt’altro che “garbato”. Quanto al “capitalista per bene”, sempre secondo la velenosa inchiesta di Lucarelli, sarebbe una definizione troppo generosa: i sindacati infatti non avrebbero mai potuto metter piede in azienda. A questa raffica di denunce hanno però risposto su facebook centinaia di dipendenti della “Brunello Cucinelli spa” che hanno difeso il patron a spada tratta.
La frase su Valentino e la polemica successiva
Prima che venisse fuori l’inchiesta di Lucarelli, c’era stata la battuta di Cucinelli su Valentino che aveva irritato l’amico-socio, Giancarlo Giammetti. Un incidente antipatico anche perché avvenuto nel corso dei funerali del “Maestro”. A margine di questi, il re del cachemire aveva raccontato che il grande stilista frequentava le sue boutique, vestiva i suoi abiti e che, in qualche occasione, gli aveva chiesto scherzosamente lo sconto. Giammetti ha risposto che non era vero niente e che i due non si erano mai incontrati.
Sempre risalendo all’indietro qualche critica era partita anche contro il film “Brunello visionario garbato” – regia di Giuseppe Tornatore e colonna sonora di Nicola Piovani, entrambi vincitori in passato dell’Oscar. Sia Marco Giusti su Dagospia che la stessa Lucarelli avevano giudicato quella pellicola “autocelebrativa”. Il primo aveva polemizzato anche col Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che aveva finanziato il film con ben 4 milioni.
Questa gragnuola di colpi ha indubitabilmente aperto qualche ferita nell’immagine, sin qui mai scalfitta, di Cucinelli che ha deciso di non rispondere alle accuse. Si è solo limitato ad esprimere la sua grande stima verso “il Maestro Valentino”.
Ora ha deciso di contrattaccare. Il film infatti verrà portato in giro in mezzo mondo: in aprile ci sarà la “prima” negli Usa, alla quale ne seguiranno altre in diverse capitali. D’altronde gli incassi della pellicola sono stati sin qui niente male e segnalano un buon gradimento del pubblico. Cucinelli dunque persevera in uno stile che è stato vincente, senza farsi condizionare da critiche e polemiche. Sin qui gli è andata sempre bene. Oltreché un grande imprenditore, è diventato anche un personaggio di primo livello. Gli occhiali più preziosi del mondo e l’arte di Tornatore faranno del 2026 un nuovo anno d’oro?


