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di Antonio Bellucci e Giampiero Rasimelli

Ahi! Che guaio per il Grifo a fine anno!! Un periodo più nero non poteva capitare!

L’ inchiesta aperta negli ultimi giorni di dicembre a Buenos Aires dal Giudice Federale Luis Armella nei confronti di Javier Faroni, attuale Presidente e proprietario del Perugia Calcio, sta facendo molto rumore in Argentina, è una cosa seria, al centro di un serrato scontro politico tra Governo e Federazione calcistica di quel paese (AFA) presieduta da Claudio (Chiqui) Tapia strettamente collegato a Faroni. E’ un’inchiesta per riciclaggio di denaro secondo la quale 42 milioni di dollari, degli oltre 260 gestiti da Faroni per conto dell’AFA, sarebbero stati irregolarmente dirottati a società fantasma su conti esteri e dei quali  6,2 milioni sarebbero stati utilizzati da Faroni per l’acquisto del Perugia Calcio. I maggiori quotidiani argentini, a partire dal Clarin e da La Nacion, e tutti i media di quel paese da giorni parlano diffusamente di questa inchiesta e dei suoi contorni. Si tratta infatti di un business gigantesco che investe i vertici del calcio argentino che in quel paese conta molto e che ha ricadute importanti sulla vita politica entrando nello scontro fra il Presidente Milei, iperliberista, e i peronisti, un tempo e lungamente al governo.

Un’accusa grave dalla quale speriamo che il Presidente Faroni possa difendersi, ma che certo rischia di incidere in modo non secondario sulle vicende del Perugia a breve e medio termine, sulla sua stabilità finanziaria. Intanto perché i tempi della Giustizia argentina sono molto lunghi e poi perché non è prevedibile nel corso del procedimento giudiziario, qualora dovesse essere formalizzato, quali e quante limitazioni di carattere giuridico e finanziario possano essere imposte, eventualmente, a Faroni. Il che potrebbe avere conseguenze dirette sulla gestione del Perugia calcio e dei suoi problemi attuali. Il prossimo 19 gennaio il Giudice Armella sentirà direttamente Faroni e da lì si capirà meglio quale potrà essere il destino del Perugia nei prossimi mesi.

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Ma andiamo con ordine. Due società facenti riferimento a Faroni, la TourProdEnter LLC e la Deportick, sono assegnatarie di due importanti gestioni. La prima gestione riguarda i ricavi all’estero dell’AFA, derivanti dallo sfruttamento del marchio della Nazionale di calcio e cioè partite amichevoli, campagne pubblicitarie, sponsor, eventi o qualsiasi altro tipo di accordo commerciale che richieda il pagamento in dollari USA. La seconda gestione riguarda la vendita dei biglietti per le partite della Nazionale Argentina, entrambi i contratti sono stati sottoscritti a fine 2021. La cifra complessiva di queste gestioni si aggira all’incirca intorno ai 300 milioni di dollari. Nel 2024 Faroni acquista il 100% del Perugia Calcio. La Nacion asserisce che Javier Faroni ha trasferito più di 5,7 milioni di ricavi della Federazione Calcistica Argentina alla sua società Sports Next Gen LtD (parte del gruppo imprenditoriale che ha acquistato il Perugia) secondo quanto rilevato nei registri bancari riservati USA, nella registrazione aziendale inglese e nella documentazione ufficiale italiana, informazioni e dati che sarebbero stati ottenuti e analizzati dal quotidiano argentino. I fondi AFA in questione provenivano da un conto della Bank of America intestato alla TourProdEnter LLC controllata da Erica Gillette, moglie di Faroni. Altri due trasferimenti da 250.000 dollari ciascuno sarebbero poi arrivati dalla TourProd Enter Llc alla Beagle Capital Management LLC, altra società che figura nell’elenco delle controllanti il Perugia calcio. Tutti questi trasferimenti provenienti dalla TourProdEnter LLC alle due società coinvolte nella proprietà del Perugia proverrebero da conti in cui erano depositati i redditi esteri dell’AFA e si aggiungono quindi ad altri trasferimenti milionari rilevati da La Nacion nei giorni scorsi, fino alla cifra di 42 milioni prima citata. Queste sono le accuse che, ovviamente, debbono essere provate in sede giudiziaria al di là di ogni notizia o scoop giornalistico prodotto in questi giorni. Accuse a cui Faroni ha reagito asserendo che ogni operazione relativa alla gestione dei proventi AFA è stata gestita correttamente, in modo tracciabile e secondo le leggi del paese in cui venivano svolte e da cui provenivano i finanziamenti. Noi possiamo solo limitarci a dare notizia di tutto ciò, poi staremo a vedere cosa succederà e cosa accadrà per il Perugia.

Va valutata anche un’altra faccia di questi avvenimenti che si inseriscono in un contesto politico argentino divenuto nel tempo sempre più infuocato. Faroni prima di entrare nel settore sportivo (2020/2021) è stato un importante promoter e produttore teatrale in Argentina, ma anche persona di importanti relazioni politiche. Nel 2015 Faroni ha ricoperto la carica di deputato provinciale a Buenos Aires (la Provincia più grande e potente del paese) per il partito di Sergio Massa, il Fronte del Rinnovamento, di ispirazione peronista. Nel suo percorso politico è stato anche candidato Sindaco nella città di Mar del Plata. Massa è stato Ministro dell’Economia nel Governo Fernandez e candidato Presidente della Repubblica nelle ultime elezioni Presidenziali nelle quali ha prevalso l’attuale Presidente Javier Milei. Massa è stato sempre strettamente collegato al potente Presidente dell’AFA Claudio “Chiqui” Tapia e con entrambi Faroni ha intrattenuto relazioni preferenziali. Di questi tempi in Argentina lo scontro politico è al calor bianco e l’AFA è entrata in rotta di collisione con Governo Milei che vorrebbe togliere i sussidi alle società calcistiche facendole diventare società per azioni. L’ AFA si oppone a questa traiettoria, con largo consenso sin qui delle società calcistiche. Ma ci sono movimenti di soggetti importanti che tentano di dar forza all’azione del Governo Milei e tra questi L’Estudiantes di Mar del Plata guidato dal leggendario Juan Sebastian Veron (mediano e mezz’ala del Parma, della Sampdoria, della Lazio e dell’Inter). Poi c’è l’azione incessante dell’imprenditore e agente sportivo Guillermo Tofoni che gestiva parte dei ricavi AFA prima dell’arrivo di Faroni e che ha intentato diverse azioni giudiziarie nei suoi confronti, sinora sempre respinte dai tribunali, e promosso una campagna battente contro l’AFA di Tapia. Insomma, la situazione è veramente bollente e il calcio è cosa importantissima in Argentina. Milei ci ha abituato a un modo di fare politica in cui non si fanno prigionieri e questo sicuramente incide e potrà incidere sulla vicenda in corso che riguarda Faroni.

C’è infine da rilevare come la gestione finanziaria da e verso l’estero sia un tema particolarmente rilevante nella vita argentina, afflitta negli ultimi decenni da una esplosione senza freni dell’inflazione. L’acquisto dei dollari è diventato un costume diffuso al livello dell’economia familiare e figuriamoci cosa accade nella gestione delle transazioni internazionali dove il confine tra il lecito e l’illecito e’ sempre più sottile. Ciò che dà luogo alla rabbia incontenibile dei più poveri e che diventa una ragione di vita per il ceto medio. In questo la vita delle imprese percorre un sentiero sempre grigio nel quale non è facile districarsi. Questo spiega la forza dei populismi, la dollarizzazione dell’economia e le difficoltà dell’investire in Argentina.

Abbiamo sin qui cercato di dare un quadro sintetico della vicenda Faroni e della sua portata per informare i lettori in attesa del 19 gennaio, il giorno del confronto diretto tra Faroni e il Giudice Armella, quando speriamo possano arrivare da Buenos Aires notizie più certe sull’inchiesta e segnali, speriamo non negativi, per il futuro del Perugia.

Intanto una cosa è certa, Il Grifo non può restare fermo sul mercato, deve obbligatoriamente agire. Questo è nell’interesse dello stesso Faroni, che, come abbiamo detto altre volte, non crediamo possa permettersi un fallimento calcistico del Perugia, tanto più in questa situazione. Ed è soprattutto nell’interesse della squadra che deve conquistarsi la salvezza e il futuro di ognuno innanzitutto sul campo, con orgoglio e serenità. Novellino, Gaucci e Tedesco sono la cosa migliore sin qui fatta da Faroni, i tifosi e la città devono stringersi intorno a loro per salvare il Grifo, per non perdere il futuro che sarà, in un modo o nell’altro, ben oltre queste vicende.

Antonio Bellucci

Giampiero Rasimelli