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di Fabio Maria Ciuffini

Come forse saprete di recente ho scritto per l’associazione Perlumbria e per Passaggi Magazine un libretto in cui propongo alcune idee di miglioramento del sistema dei Mezzi Pubblici di Perugia. E mi sono impegnato con la direttrice Gabriella Mecucci a dare qualche ulteriore approfondimento sul tema del  sistema BUS e sul BRT che ne farà parte. Per farlo, cominciamo con un tubo infilato in terra e un cartello con su scritto BUS.  Un’umile palina con una funzione importante: indicare dove il bus si fermerà e dove aspettarlo. E per dire quando il bus arriverà e dove andrà potreste trovare indicate con diversi gradi di dettaglio quali linee passano per quella fermata e magari anche una mappa del sistema bus. Ed ecco alcune foto.

Sono buone interpretazioni del tema. Sembra Perugia, vero?

Accanto alla palina poi ci potrebbe essere anche una panchina per non stare ad attendere il bus in piedi.

Infine, la palina può essere accoppiata ad un riparo da vento e pioggia. Qui da noi è in uso il termine “Pensilina” o anche semplicemente “Fermata”. Sottinteso “attrezzata”.

 

Le ultime arrivate sono poi le “paline intelligenti” dette anche totem capaci di dare informazioni in tempo reale su quando veramente il bus arriverà “Linea 12 tra 3 minuti, linea 5 tra 8 minuti, etc come nell’immagine qui sotto.

Versioni ancora più evolute sono queste della London Transport, che uniscono paline intelligenti, sedute, ripari ed altro ancora con cui il sistema Bus informa in tempo reale e fa star comodi e protegge dagli eventi climatici i suoi clienti.

Ma c’è una ulteriore funzione – la visibilità. Paradossalmente serve più a chi non usa il sistema e va in auto piuttosto che agli utenti di tutti i giorni che sanno tutto a memoria. La piena visibilità delle fermate bus è infatti la migliore forma di propaganda del sistema bus nei confronti di chi, in auto lungo la sua strada percepisce la presenza di un sistema alternativo di mobilità. Visto mai potrebbero servire, no? Magari quando si rompe l’automobile … E invece le paline di Perugia oltre ad essere quasi invisibili perchè spesso sommerse da altri cartelloni pubblicitari o dalle auto in sosta, oltre a non fornire informazioni se non da misteriosi foglietti formato A4, sono spesso maltenute.

Da quel che so la messa in opera delle paline – questo primo indispensabile tassello informativo – spetta al Comune e la manutenzione informativa a Busitalia. Penso che il primo passo di un rilancio del sistema generale di pubblico trasporto sia la loro messa in ordine. Magari dandogli anche un tocco di colore per renderle più visibili. Mettiamo poi in ciascuna fermata la mappa delle linee e gli orari precisi di passaggio fermata per fermata. E magari qualcosa che le renda distinguibili anche di notte e di notte leggibili le informazioni, in attesa di renderle intelligenti. Credo sarebbe il minimo da fare, ma purtroppo il Comune in questi 21 mesi ha avuto ben altro a cui pensare.

E cioè al BRT che sarà finito entro questo giugno. Sulla cui utilità si potrà dire tutto e il contrario di tutto tranne però che le fermate non siano visibili.

Dopo mesi e mesi di traffico sconvolto, negozi in sofferenza, interi tratti di strada requisiti e scavi non previsti alla ricerca di sottoservizi di cui nel progetto si era ignorata l’esistenza e che sembra abbiano fatto levitare i costi dai 90 milioni a circa 110, sono emersi – liberati dalle recinzioni che li hanno ricoperti – gli enormi scheletri delle “fermate” del Metrobus. E come balza evidente nel confronto con una normale fermata bus, sono addirittura monumentali!

Così come monumentali saranno i Mostrobus (perdonate la licenza!)  che vi si fermeranno. Lunghi 18,75 metri, il doppio dei normali medibus da 9 metri in uso a Perugia e tre volte un minibus. Quelle fermate si potevano fare in modo diverso?  Vediamo come è interpretato lo stesso tema nei BRT di Bari e di Bolzano e lasciamo parlare le immagini.

Tutto molto più semplice e affatto grandioso a Bari dove ci sono quattro linee di BRT. Con un costo di poco superiore a quello di Perugia. E in molti casi una semplice seduta e una palina “intelligente”.

 

Ed ora guardiamo quelle del BRT di Bolzano.

Il concetto progettuale è lo stesso in ambedue i casi: massima semplicità, una fermata tipo autobus, come il BRT di fatto è agli occhi di chi lo prenderà. Si potrà dire che le fermate di Perugia sono così alte per via delle dimensioni delle vetture. No, in tutti e tre i casi sono le stesse enormi vetture. Più che giustificate in una città di circa 330mila abitanti come Bari.  A Perugia molto probabilmente no e a Bolzano francamente non so.

Ed ecco il confronto tra a le fermate perugine del BRT e una fermata di Bolzano.

Magari la ricostruzione non sarà assolutamente precisa ma esprime un preciso concetto: leggerezza contro monumentalità. E ciò significa anche poter posare la fermata direttamente sul suolo, dunque senza dover sconvolgere i sottoservizi, senza rinunciare alla funzione di riparo.

Però, visto che il BRT ormai c’è e non potremo fare altro che usarlo al meglio e magari migliorarlo, potremmo aggiungere questi ripari ora senza alterare la valenza architettonica dell’insieme.

Ma permettetemi ora un’osservazione. Questa Amministrazione ha fatto tutto il suo dovere: ha ereditato un progetto al quale le componenti politiche che la compongono erano tutte contrarie ed ha subito constatato che – allo stato degli atti – non era possibile rinunciarvi. Si sarebbero dovute pagare onerosissime penali e si sarebbe dovuto rinunciare al finanziamento non utilizzabile per altro che non fosse il BRT. Che era ed è comunque, un sistema di trasporto pubblico. E, una volta al governo la nuova Giunta lo ha portato avanti senza esitazioni, cercando di recuperare il tempo perso dalla Giunta Romizi – Scoccia che aveva appaltato l’opera ma non l’aveva iniziata. Per non perdere voti nelle zone della città che avrebbero più di altre sofferto dei disagi creati dalla sua esecuzione? Dunque, è assolutamente inaccettabile oggi che le parti politiche che hanno varato il progetto cerchino di strumentalizzare a loro vantaggio tutti i problemi che alla città ha provocato la sua esecuzione e che siano già pronte a cavalcare tutte le possibili critiche che emergeranno man mano che le sue componenti diverranno visibili e quando il BRT comincerà a funzionare.

No! Gli scheletri di quelle fermate sono usciti, nel bene e nel male, dall’armadio della giunta precedente, non di questa …

E credo che, oltre a fare una capatina a Bari e a Bolzano per vedere magari come fare il prolungamento del BRT, dovremo presto trovare alcune risposte per capire meglio come sia ulteriormente migliorabile l’integrazione del BRT con il Minimetrò e quella delle singole fermate con il quartiere.

Se ne potrà parlare presto quando finalmente saranno visibili e visitabili tutte le opere accessorie utili a questo riguardo.

E dovremo subito capire se il Fondo Nazionale Trasporti finanzierà la gestione del BRT senza dover rinunciare ad altre corse autobus. Sarebbe un bel problema no? Già oggi al Minimetrò vengono negati quei fondi, potrebbe succedere lo stesso. E con sempre la stessa cifra a disposizione dovremmo fare delle scelte e tagliare vecchi rami in cambio di quelli nuovi.

Forse dovremmo cominciare a protestare no? E infine, vedere come sarà possibile integrare tra loro al meglio FS, FCU, Minimetro, BRT con Busitalia (o chi altro sarà) cioè i sistemi che innervano Perugia e reggono la sua mobilità ma che fanno capo a soggetti di governo diversi e che dovrebbe invece formare un sistema unitario.