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 di Giuseppe Vittori

Con qualche giorno di ritardo sul temine ordinatorio di 45 giorni per rendere nota la decisione adottata nella seduta del 27 gennaio scorso il Tar dell’Umbria ha pubblicato l’attesa sentenza relativa all’affaire clinica-stadio, accogliendo il ricorso della Regione Umbria e quindi annullando per illegittimità la determinazione del Comune di Terni che dava il via al progetto.

Si tratta di una decisione complessa e articolata, 38 pagine di argomentazioni necessarie a fronte di una vasta produzione di atti delle parti, che si sono confrontate su un tema privo di produzione giurisprudenziale, in larga misura inedito per la combinazione di riferimenti normativi interessati.

Senza entrare nelle argomentazioni giuridiche, la sentenza ribadisce il primato  della regione in materia di programmazione sanitaria, in particolare riguardo l’autorizzazione alla realizzazione delle strutture sanitarie e conferma l’orientamento preso dagli uffici regionali fin dall’inizio, dando un’interpretazione autentica della conferenza dei servizi conclusa con determinazione regionale n.11253 del 4.11.2022, nel senso del diniego alla realizzazione della clinica privata convenzionata.

Di fatto viene escluso che sia possibile finanziare opere pubbliche (lo stadio) con i proventi di una clinica convenzionata non prevista dalla programmazione sanitaria e  ancora da costruire.

La decisione conferma orientamenti e atti regionali maturati durante la gestione della precedente giunta, peraltro mai del tutto convinta della proposta della Ternana calcio   e rappresenta una conferma della fragilità dell’impianto normativo e finanziario su cui si basa tutto il progetto.

In attesa di un possibile ricorso in appello al Consiglio di Stato la decisione del Tar impone alcune riflessioni alla città:

  • sul “tempo perso” dietro ad un progetto che si scopre non realizzabile, perché nella sua configurazione procedurale illegittimo, con alcuni rischi, frutto di forzature e fantasie amministrative prive di ancoraggi solidi;
  • sulla differente e contrapposta visione dello sviluppo tra le forze politiche cittadine, le forze del Patto avanti concentrate sullo sviluppo della sanità e sul nuovo ospedale pubblico cittadino e gran parte della destra che vede il progetto  stadio-clinica privata come un occasione  di sviluppo e la sanità pubblica come asset finanziario da utilizzare;
  • sulla comunque eccessiva centralità del calcio e dei suoi interessi, compresi i conflitti d’interesse, tanto che lo stesso calcio si è fatto partito con la sindacatura di Stefano Bandecchi, e sul fatto che  nelle decisioni da prendere per la città c’è da tenere comunque conto dei destini della Ternana calcio.

La decisione del Tar ha il positivo effetto di mettere un punto di chiarezza e nello stesso tempo riposiziona le priorità dei vari livelli di governo.

Nuovo Piano sanitario regionale che ridisegni i servizi, compreso il ruolo dei privati, previsione e cronoprogramma del nuovo, moderno ospedale pubblico  cittadino, creazione delle condizioni di sostenibilità  per la proprietà della Ternana calcio, a partire dalla possibilità di utilizzare l’attuale stadio Liberati.

Molto urgente  l’avvio di un dibattito pubblico e di un clima di dialogo tra le forze politiche  per dipanare una matassa così intrecciata e complessa ma strategica per il futuro di  tutto il comprensorio ternano.