di Giampiero Rasimelli
Le tante notizie negative pervenuteci dal Perugia Calcio in queste prime settimane del 2026 sono tornate a far preoccupare seriamente i tifosi e la città. Da una parte le complicate vicende giudiziarie del Presidente Faroni in Argentina, dall’altra un nuovo ciclo di risultati negativi maturati sul campo che ha riportato il Grifo in una zona di classifica a rischio retrocessione. L’ultimo ad Ascoli, domenica scorsa, ancora una volta nei minuti conclusivi della partita. Non va proprio bene, bisogna fare tutto il possibile per invertire la rotta, subito !
Il Perugia di Tedesco aveva mostrato un apprezzabile avanzamento nella condizione fisica e nel gioco, poi improvvisamente, si è prodotto un nuovo tonfo. Che la squadra sia stata assemblata male dall’inizio lo si sapeva, che questo avesse portato ad un cedimento psicologico di fronte all’incredibile serie di risultati negativi dell’autunno, lo avevamo capito, ma con l’arrivo della triade Tedesco, Novellino, Gaucci la situazione era sembrata migliorare sensibilmente. Che cosa è successo dal derby perso in casa con la Ternana in poi? Capisco gli sfoghi di Giovanni Tedesco perché la situazione è incredibile e pesante, ma non credo che il Grifo oggi abbia altre risorse oltre la squadra, la triade e lo scorcio difficile di mercato che ancora resta prima della chiusura.
Credo che sara’ determinante far capire alla squadra che ogni componente della società Perugia Calcio e della città vuole con forza la salvezza. Che questo obbiettivo concreto sia l’unica cosa che conta, l’unica cosa capace di dare al Grifo una credibile prospettiva di futuro. Che la retrocessione sarebbe un disastro, dal punto di vista economico, professionale e nel rapporto con la città. Solo con la forza di questa unità di intenti si può trasmettere energia alla squadra e chiederle di dare più del massimo per conquistare sul campo la permanenza nella categoria. Confidando nella capacità di mister Tedesco, nei pochi miracoli che potrà ancora fare Gaucci a fine mercato e nella capacità di Novellino di tenere unito l’ambiente in un frangente tanto delicato. Anche dal mercato di recente non sono venute buone notizie: sarebbe infatti saltato l’acquisto del terzino del Trapani Niko Kirwan, ma Gaucci è tenace e vuole migliorare la squadra entro il fine settimana. Non è destituto di fondamento quindi coltivare qualche speranza.
D’altra parte si comprende che la vicenda giudiziaria del Presidente Faroni in Argentina preoccupa tutti e certamente incide sul generale clima di scarsa tranquillità. Diciamo che non aiuta, ma bisogna saper lasciare le suggestioni che provengono da questa vicenda argentina al loro posto, a lato delle vicende calcistiche del Perugia. Senza salvezza anche queste risulteranno poco rilevanti per la squadra e per il Grifo. Bisogna avere consapevolezza che molto probabilmente questa storia argentina durerà abbastanza a lungo, che è molto complessa, al centro di un fortissimo scontro politico e istituzionale alla vigilia dei mondiali di calcio negli USA, con la nazionale biancoceleste che dovrà difendere il suo titolo mondiale.
E’ anche a questo scopo che di seguito pubblichiamo un nuovo, pregevole articolo di Antonio Bellucci che cerca di farci vedere da Buenos Aires il quadro ampio e complesso della vicenda che coinvolge la Federazione Calcistica Argentina e, tra gli altri, il Presidente del Perugia Faroni che ha svolto funzioni importanti per conto di questa.
Ma adesso bisogna salvare il Perugia dalla retrocessione, tutti uniti, poi si dovrà fare il punto e con molta chiarezza, ma con qualcosa di conquistato in mano, con un valore positivo sul quale ragionare … altrimenti non ce ne sarà per nessuno. Questo sforzo ci farà stare sul filo fino all’ultimo respiro. L’abbiamo sempre sostenuto, anche dopo l’avvento della triade, non sarà per nulla facile salvarci, sarà una scalata molto difficile, che non permetterà soste, ne’ illusioni, né abbattimenti e nella quale si vedrà il valore di tutti.
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Il lungo scontro fra Milei e il calcio argentino
di Antonio Bellucci
La Federazione Calcio Argentina (AFA) al centro dell’inchiesta per presunta evasione fiscale.
In questi ultimi giorni, i media argentini si sono soprattutto concentrati su una nuova indagine della magistratura riguardante la Federazione Calcio Argentina (AFA) sospettata di aver evaso il fisco per svariati milioni di pesos.
Secondo il quotidiano La Nacion, l’attuale Governo, presieduto da Javier Milei avrebbe attaccato, attraverso l’Agenzia di Riscossione e Controllo Doganale (ARCA Agencia de Recaudacion y Control Aduanero) l’AFA, presieduta dal potente Claudio “Chiqui” Tapia. La Nacion cita un documento di 58 pagine con informazioni molto dettagliate su fatture emesse dal 2023 al 2024; il documento è stato consegnato dall’ARCA al magistrato Diego Amarante.
Si tratta di un fatto di rilievo poiché molti opinionisti argentini si chiedevano come mai Javier Milei non si fosse ancora pronunciato in merito alle varie inchieste che riguardano l’AFA che stanno occupando le pagine di molti quotidiani argentini dall’inizio di dicembre 2025 in poi.
Sempre seconda La Nacion “alla Casa Rosada (Palazzo del Governo argentino) non esitano a ritenere che il materiale presentato dall’ARCA sulla presunta evasione fiscale finirà per diventare una delle principali accuse contro la Federazione Calcio Argentina.”
L’attenzione dell’Agenzia di Riscossione e Controllo Doganale sembra che si sia posata in particolare sull’emissione di fatture probabilmente false per un totale di almeno 376 milioni di pesos che al tasso attuale corrisponderebbero a circa 230.000 euro. Non si tratta di un importo elevato se confrontato al giro di milioni di dollari “movimentato” dalla potente Federazione Argentina e di cui abbiamo ampiamente parlato negli articoli pubblicati nei giorni scorsi su questo giornale. Ma l’importo è sufficiente ad alimentare accuse, illazioni, denunce e verdetti di colpevolezza quando ancora le indagini che riguardano l’AFA e tutti coloro che le ruotano intorno, compreso il Presidente del Perugia Calcio, Javier Faroni e di sua moglie Erica Gillette, a capo della società TourProdEnter sono si sotto inchiesta ma ben lontani dall’essere stati incriminati e condannati dalla giustizia argentina.
È doveroso sottolineare che in questo nuovo filone d’indagine relativo all’emissione di fatture sospette, TourProdEnter non è coinvolta, almeno per il momento.
Ma andiamo per ordine. Nel documento presentato dall’Agenzia di Riscossione e Controllo Doganale alla magistratura argentina si citano fatture che riguardano lavori nelle due sedi della Federazione Calcio a Ezeiza e nella sede di Viamonte; si tratterebbe di lavori di manutenzione e tinteggiatura, illuminazione, schermo LED e impianto audio, spese per Disc Jockey e trasporti; si tratterebbe di spese sostenute dall’AFA che l’ARCA sospetta non corrispondano a lavori o acquisti realmente verificatisi. In totale l’Agenzia avrebbe esaminato 87 fatture emesse dal 2023 al 2024 da 15 imprese ma si sospetta che altre fatture di dubbia provenienza siano state emesse anche nel 2025.
In un precedente articolo, avevamo sottolineato che il Presidente Javier Milei con la pubblicazione del decreto di Necessità e Urgenza (DNU) 70/203 nel dicembre 2023 ha consentito ai club soci dell’AFA di diventare Società Sportive per Azioni (SAD) sottraendo cosi potere alla stessa AFA e al suo Presidente Chiqui Tapia; tale decreto fortemente contestato e osteggiato da Tapia è probabilmente all’origine della guerra tra AFA e Milei. Una guerra condotta senza esclusione di colpi che però aveva perso d’intensità nel corso dell’anno appena trascorso.
Con la presunta frode fiscale, Milei ha rotto gli indugi e ha deciso d’intervenire. Infatti al recente Forum Economico di Davos, Javier Milei e sua sorella Karina Milei sono stati fotografati con Gianni Infantino, Presidente della FIFA. Ricordiamo che alla FIFA fanno capo le sei diverse confederazioni continentali (tra cui l’europea UEFA) e come soci vi fanno parte le associazioni nazionali come la FIGC e l’AFA.
L’incontro tra Milei e Infantino ha destato curiosità in Argentina e ha portato a svariati commenti apparsi in questi giorni sulla stampa secondo cui il Presidente argentino sarebbe tornato a occuparsi dell’AFA a seguito degli scandali in cui è coinvolta la Federazione Argentina. Secondo alcuni media, Milei ha voluto chiarire con Infantino la posizione di assoluta estraneità del suo Governo nei confronti dello scandalo che sta interessando l’AFA e i suoi dirigenti. Milei ha cosi ritenuto necessario e doveroso informare Infantino anche in vista dei prossimi mondiali di calcio di quest’anno che si giocheranno in Canada, Stati Uniti e Messico, dove la Selección Argentina andrà a difendere il titolo di campione del mondo conquistato in Qatar.
In questo contesto e secondo alcuni opinionisti, la denuncia dell’ARCA ai magistrati inquirenti è un chiaro segnale inviato da Milei che vuole prendere le distanze dall’AFA e dalle inchieste in corso che la coinvolgono, soprattutto dopo le recentissime dichiarazioni di una parlamentare, Elisa Carrió, del partito Coalición Civica vicino all’ex Presidente Mauricio Macri, ora molto impegnata politicamente nella lotta contro la corruzione.
La deputata nei giorni passati aveva espresso forti critiche, in merito alla decisione della Camera Federale di San Martin di togliere dal caso riguardante la “tenuta del Pilar” il giudice Marcelo Aguinsky per poi affidare la causa al giudice Adrián Gonzalez Charvay, della giurisdizione di Zarate, nella località Campania dove si trova la tenuta. La nomina di Charvay sarebbe stata di gradimento a Tapia e al tesoriere dell’AFA Toviggino che l’avrebbero fortemente sostenuta. Ma il trasferimento d’ufficio dell’indagine da Aguinsky a Charvay ha destato molti sospetti da parte di quella stampa che da giorni sta attaccando l’AFA, Tapia, Toviggino e i personaggi e le società coinvolte nelle varie inchieste.
Come già accennato, l’entrata in campo dell’Agenzia di Riscossione e Controllo Doganale non lascia dubbi sulle reali intenzioni di Milei anche se, almeno stando ad alcuni commentatori, la presenza di un funzionario, Alejandro Fabián Díaz. nominato dallo stesso Milei a capo del SIGEN (Sindicatura General de la Nación,) il principale organismo di controllo interno dell’amministrazione pubblica argentina potrebbe creare qualche piccolo grattacapo al Presidente della Repubblica Argentina.
In proposito, La Nacion ha pubblicato un articolo dal titolo “La ofensiva de Milei dejó en una posicion incomoda a un funcionario clave” (L’offensiva di Milei ha messo in una scomoda posizione un funzionario chiave): in sintesi, Díaz sarebbe il funzionario attualmente in “scomoda posizione” poiché prima dell’importante nomina a capo del SIGEN, avvenuta a luglio 2025, Díaz aveva un incarico di rilievo presso l’AFA; lavorava a stretto contatto con il tesoriere Toviggino e si occupava del controllo finanziario della Federazione Calcio Argentina. Da notizie di stampa si apprende che Díaz abbia solamente comunicato a Tapia il cambio di competenze senza però licenziarsi della Federazione Calcio Argentina; infatti sembra che Díaz figuri ancora nell’organigramma dell’AFA.
La nomina di Diaz a capo del SIGEN è avvenuto prima che Milei attivasse la sua offensiva contro Tapia e scoppiasse lo scandalo all’interno dell’AFA. Nonostante il fatto che il Governo si stia interessando alle spese della Federazione attraverso l’ARCA e vi sia persino un procedimento penale, Diaz non sembra che abbia intenzione di dimettersi dalla sua carica all’interno dell’AFA. Non si escludono provvedimenti di Milei nei prossimi giorni per risolvere il caso sicuramente imbarazzante.
Ma ritorniamo alla tenuta del Pilar, altra inchiesta giudiziaria che coinvolge l’AFA e che sta tenendo banco in questi giorni; sotto la lente dei magistrati è l’acquisto della tenuta di 5,5 ettari che si trova nella località del Pilar. All’interno si trova una villa, fabbricati vari, una scuderia per cavalli da corsa, maneggio, eliporto, un campo sportivo, campo per il gioco del padel, piscina e un garage con all’interno 45 auto di lusso e da collezione tra cui una Ferrari F 430 valutata più di 500.000 dollari, una Porche 911 T-Hybrid del valore di 458.300 dollari e una Porche 911 Carrera S valutata 387.600 dollari nonché sette moto di grossa cilindrata.
Segnaliamo ai nostri lettori, che la tenuta del Pilar apparteneva al calciatore, Carlos Tévez che compra il terreno nel luglio del 2017 ma non costruisce. Da fonti giornalistiche si apprende che il vero proprietario della tenuta sarebbe Pablo Toviggino, tesoriere dell’AFA, il quale avrebbe fatto ricorso a varie società e a prestanomi per nascondere la vera proprietà della tenuta. Infatti, risulta che la tenuta del Pilar fu venduta da Carlos Tévez alla società Malte SRL nel giugno del 2023; l’impresa sarebbe controllata dalla Soma SRL società riconducibile a Toviggino. Da questo momento in poi gli investigatori hanno potuto verificare che la proprietà è passata di mano in mano per finire ora di proprietà della società Real Central SRL con a capo Luciano Nicolás Pantano e la madre, pensionata, Ana Lucía Conte. La tenuta del Pilar, comprata da Pantano e dalla madre nel maggio 2024 per 1,8 milioni di dollari è stata recentemente perquisita e messa sotto sequestro nel quadro dell’inchiesta in corso.
L’affare ha certamente convenuto ai proprietari poiché la tenuta con i fabbricati e tutto quello che è stato trovato all’interno, è stata valutata almeno 17 milioni di dollari. Luciano Pantano e la madre sono sotto inchiesta e considerati dalla giustizia dei probabili prestanomi poiché Luciano è un lavoratore autonomo con debiti e la madre beneficia di un programma di assistenza sociale. Per la magistratura i due non avrebbero i mezzi finanziari per acquistare una proprietà cosi grande pertanto sono sospettati di coprire il vero proprietario, Pablo Toviggino.
Da un’inchiesta giornalistica condotta dai due principali quotidiani argentini, La Nacion e il Clarin si apprende che svariati milioni di dollari gestiti dall’AFA e da una fitta rete di società tra cui figura anche la TourProdEnter, sarebbero serviti anche per l’acquisto e per sostenere le spese di gestione della tenuta del Pilar. Secondo il Clarin il magistrato Jorge Dahl Rocha avrebbe ampliato il campo d’azione delle indagini per verificare se sia configurabile, oltre al riciclaggio di denaro ipotizzato sin dall’inizio delle inchieste, anche il reato di “trasferimento di fondi dell’ente non dichiarati e/o dirottati a fini privati.”
Molte sono le spese su cui la magistratura sta indagando; in questi giorni si parla anche di cavalli da corsa. Secondo il Clarin, 14 cavalli che si trovavano nella tenuta del Pilar sono stati trasferiti di notte in un’altra proprietà, prima che la tenuta fosse perquisita dagli investigatori.
Ricordiamo che le inchieste sul giro di milioni che ruotano intorno all’AFA condotte da La Nacion e dal Clarin e poi della magistratura argentina sono iniziate a seguito di denunce tra cui spicca quella presentata dal partito Coalición Civica; si è cosi scoperto che dal 2021 al 2025 sarebbe esistita una rete internazionale di intermediari finanziari che ha gestito svariati milioni di dollari per conto dell’AFA. Una parte sarebbe poi stata trasferita verso imprese fantasma o a conti bancari offshore. TourProdEnter farebbe parte di questa rete di società sui cui i magistrati stanno indagando. Come accennato, anche la tenuta del Pilar rientra nelle indagini; secondo il Clarin anche TourProdEnter avrebbe operato dei trasferimenti di migliaia di dollari per far fronte a delle spese sostenute dal personale della tenuta del Pilar. Il magistrato incaricato del caso fino a pochi giorni fa era Marcelo Aguinsky che aveva iniziato a indagare su un presunto riciclaggio di denaro per l’acquisto della tenuta. Si sospetta che l’origine di tali fondi potrebbe essere le casse dell’AFA ma, come abbiamo visto, l’indagine è stata trasferita a un altro magistrato di un’altra giurisdizione, il giudice Adrián Gonzalez Charvay.
Nel frattempo Tapia e Toviggino si difendono: dal Clarin apprendiamo che l’avvocato di Cristina Kirchner, Gregorio Dalbón ha inviato per conto dell’AFA una serie di telegrammi a giornalisti e conduttori di programmi che informano e commentano i presunti reati commessi da Tapia e Toviggino. Per il momento non si tratterebbe di denunce ma di avvertimenti a non continuare a diffondere illazioni.
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