di Gabriella Mecuccci
Quello che sta avvenendo sul buco della sanità ha dell’incredibile. Il primo interrogativo a cui rispondere è stato: il disavanzo c’è o non c’è? C’è, ecco i numeri. Il ministero delle Finanze di Giorgetti (leghista) ha risposto a Donatella Tesei (leghista) che è di 73 milioni. Questa cifra si raggiunge sommando agli ormai famosi 34 milioni i 39 milioni del fondo di dotazione che sono stati utilizzati negli anni passati (governo di centrodestra) per coprire i “buchetti”. A questi vanno aggiunti 5milioni di tagli governativi. L’ex Presidente della Regione aveva detto invece che c’era un utile di 14 milioni con il recupero un po’ fantasioso di 47milioni di payback per dispositivi medici. E sulla base di questa analisi aveva nell’ordine: occupato il Consiglio regionale, chiesto un incontro al Prefetto per illustrare le proprie ragione, perorato le dimissioni dell’intera giunta a tre mesi dalle elezioni, minacciato una denuncia verso questa per “procurato allarme”. E, dulcis in fundo, in un crescendo rossiniano, portato in piazza un 200-300 militanti arrabbiati che hanno strillato a pieni polmoni contro le nuove tasse della Proietti che non avevano ragione di esistere perché era il “buco” a non esistere. E invece esiste e l’ha fatto lei.
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SANITà, MEGA SCONTRO TESEI-PROIETTI. COSA C’è DIETRO
L’opposizione fa bene a fare il suo mestiere e nessuno può stupirsi se non approva una manovra fiscale della maggioranza e la critica in modo pungente e serrato. Ma i toni e le richieste di Tesei sono state sin dall’inizio fuori misura. La Dc è stata in Umbria all’opposizione per decenni e l’ha fatta anche bene, riuscendo a modificare alcuni provvedimenti presi dalla sinistra. Ha ottenuto questo risultato utilizzando sempre argomento contro argomento, mai urlando senza costrutto. Spiace vedere la politica scendere di livello sino a trasformarsi in uno scontro fra curva sud e curva nord.
Ma se Tesei non ha brillato per stile british, anche il centrosinistra qualche pecca in questa vicenda ce l’ha. E prima di tutto quell’orrendo “Vergognatevi” di Tommaso Bori contro l’opposizione, apparso su facebook, e poi ritirato che la dice lunga di una faziosità che il vicepresidente della giunta farebbe bene a tenere a bada. Ma tant’è, a parte questo gesto di cattiva educazione istituzionale, non si può dimenticare che anche nei conti della maggioranza c’era qualcosa di sbagliato. Innanzitutto c’è stato un difetto di comunicazione in cui all’inizio è stata sparata la cifra di 243milioni di buco. E’ vero che è stata corretta facendola subito dopo seguire dalla stima più realistica di 90 milioni. Cosa era successo? Il primo numero riguarda l’indebitamento delle Asl – tutte le aziende hanno nel loro bilancio il segno meno – ma andava corretto con i 153milioni del fondo a disposizione della Regione. I 90 milioni sono stati poi ridotti dal governo a 73.
E’ possibile ottenere ancora qualche limatura? Lo vedremo. I tempi sono comunque stretti perché c’è una data che pende come una spada di Damocle e si tratta del 15 di aprile. Se -come sembra – una manovra fiscale di rientro dal debito andrà fatta, occorrerà approvarla entro quella data. Ce n’è una già pronta che era però commisurata ai 90milioni di deficit, ora che è calato dovrà essere rivista. Sarebbe una cosa auspicabile se la giunta riprendesse in mano quell’ipotesi di tassazione (solo preadottata) e la riducesse. Anche perché le aliquote applicate sopra i 50 milioni di reddito annuo sono le più alte possibili. Come quelle di un eventuale commissariamento.
Sarebbe una buona cosa se Proietti si presentasse in Consiglio regionale con una manovra corretta al ribasso e su quella ipotesi si sviluppasse un buon dibattito politico che fornisse critiche, ma anche sollecitazioni e proposte. L’aula di Palazzo Cesaroni rivivrebbe un clima civile e proficuo senza i toni esasperati di chi gioca a sparar numeri spesso inesatti. Atteggiamenti che danneggiano la politica, la credibilità dei partiti e in ultima istanza i cittadini.