di Gabriella Mecucci
Gianluca Vacchi il finanziere-inflencer supertatuato, sbarcherà a Gubbio, nel regno del cemento. Ha infatti investito 460milioni per prendersi il 25 per cento di Financo che controlla il gruppo Colaiacovo. Si tratta della quota di proprietà di Giuseppe, ma, per dare come conclusa l’intera operazione, occorrerà attendere ancora due mesi. Entro quel termine infatti l’asse di famiglia Carlo-Carmela (proprietario del 50 per cento) potrebbe esercitare il diritto di prelazione e sottrarre la quota a Vacchi, ma non sarebbe intenzionato a farlo. Per avere certezze occorrerà attendere sino alla fine di aprile. Quali saranno le ricadute dell’operazione sulle diverse parti, qualora andasse a termine?
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Gianluca Vacchi (Eques)… e Cucinelli.
Il finanziere agisce come capofila di Eques all’interno della quale ci sono altri imprenditori, fra questi Brunello Cucinelli. Il business si potrebbe dimostrare per loro particolarmente vantaggioso. In passato infatti Eques aveva già prestato alla Gold di Giuseppe Colaiacovo 150milioni che andrebbero quindi sottrratti ai 460 da versare oggi. Quest’ultimo dovrebbe poi pagare gli interessi e un eventuale “premio” che potrebbe essere stato pattuito al momento del prestito. Qui ci infiliamo nel campo delle ipotesi. C’è chi dice che, tutto compreso, gli acquirenti dovrebbero avere da Giuseppe un totale di 200-250 milioni. E c’è chi la spara ancora più grossa e parla di trecento milioni. L’ipotesi più probabile è che ai 460 milioni ne vadano sottratti un po’ più di 200. Insomma, Vacchi and company acquisterebbero il 25 per cento di Financo aggiungendo 230-240 milioni. Davvero un buon affare visto che il gruppo Colaiacovo ha un fatturato di circa uno miliardo e duecento milioni e che i suoi utili sono molto alti: il cemento ha una redditività di gran lunga superiore a quella di altre imprese. Ma i vantaggi non finirebbero qui.
Il finanziere infatti potrebbe spingere il gruppo ad entrare in Borsa dove si muove con la sicurezza e le capacità di un pesce d’altura. E quindi a soldi potrebbero aggiungersi altri soldi. Se il business verrà bloccato da una parte della famiglia, Eques avrà comunque l’opportunità di riscuotere il prestito che fece a Gold con gli incrementi del caso. Per Vacchi, Cucinelli and company ci sarebbero alle viste comunque cospicui guadagni. Resta solo da stabilirne il quantum.
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Giuseppe Colaiacovo (Gold).
Il rampollo ribelle della famiglia, ad affare chiuso, si troverebbe fra le mani oltre 230 milioni e una forte alleanza con un gruppo di imprenditori potenti come quelli che stanno dietro a Eques. Un bel colpo se si pensa che, solo tre anni fa, era penalizzato da una valanga di debiti, e rischiava di dover vendere sotto costo la sua quota: a un prezzo molto più basso cioè rispetto a quello che ha ottenuto da Vacchi. Giuseppe inoltre ha, presso il tribunale di Firenze, una diatriba giudiziaria con lo zio Carlo che resterà aperta e che potrebbe fruttargli un forte risarcimento.
Il gruppo di famiglia Carlo, Ubaldo, Carmela che detiene il 50%
Anche per loro l’operazione presenterebbe più di un vantaggio. Hanno infatti in mano alcune importanti carte da giocare. Innanzitutto potrebbero decidere di esercitare la prelazione e portare la loro quota proprietaria in Financo al 75 per cento. Se – come sembra – non lo faranno, avranno comunque il pacchetto di maggioranza, a meno che Vacchi non rinnovi il patto che Giuseppe aveva stretto con Francesca e Paola – le due sorelle detengono il restante 25 per cento. A quel punto si verificherebbe di nuovo un pareggio: 50 a 50. Qui siamo però davvero nel campo delle ipotesi spericolate.
Carlo e Carmela otterrebbero l’indiscutibile vantaggio di non avere più nella compagine proprietaria Giuseppe, con il quale i rapporti sono da tempo decisamente difficili. A meno che – e non è improbabile – quest’ultimo non venga messo da Eques, come suo rappresentante, negli organismi del gruppo.
Francesca e Paola Colaiacovo
Le due sorelle sono state alleate di Giuseppe e si sono scontrate dunque con l’altro asse interno alla famiglia. Si è trattato per tutti di una diatriba lacerante e persino pericolosa. Se andasse in porto l’operazione Vacchi, Francesca e Paola potrebbero diventare meno importanti negli equilibri di Financo? Non è detto. Sarebbe possibile infatti un’alleanza fra loro e il finanziere- influencer. Un eventuale ingresso in Borsa poi, che in molti consigliavano già un decennio fa, potrebbe essere un buon affare anche per le due figlie di Pasquale. Se Carlo, Carmela, Ubaldo esercitassero la prelazione – ipotesi per il momento poco probabile ma non impossibile – si troverebbero invece ai margini, ma non senza vie d’uscita. Avrebbero comunque un’ ampia disponibilità di danaro: i grandi utili del gruppo che da tre anni non sono incassabili perché non viene approvato il bilancio, diventerebbero riscuotibili. E si tratta di una bella somma.
La saga dei Colaiacovo, che molti hanno ironicamente definito i “Buddenbrook de noantre” è arrivata ad una svolta. L’eterno scontro si comporrà con un nuovo assetto proprietario. La scelta è ormai inevitabile perchè la mancata approvazione dei bilanci degli ultimi tre anni, potrebbe far decidere alla Magistratura di imporre una vendita forzata del gruppo. Hic Rodhus, hic saltus.


