Sabato 21 marzo alle ore 10,30 presso la libreria Feltrinelli di Corso Vannucci verrà presentato l’ultimo libro di Fabio Maria Ciuffini: “La mobilità alternativa del futuro”. Ne parleranno con l’autore la sindaca di Perugia Vittoria Ferdiandi, Andrea Mazzoni, amministratore unico del Minimetrò, l’assessore alla Mobilità, Pierluigi Vossi, la direttrice di Passaggi Magazine, Gabriella Mecucci, coordinati da Giampiero Rasimelli. Pubblichiamo di seguito la postfazione al libro di Giampiero Rasimelli
di G. Rasimelli
Il 26 giugno 2025 l’Associazione “Perlumbria Cultura Economia Società” presentò i suoi primi due “Quaderni”, uno dedicato al tema bruciante della sanità regionale, l’altro dedicato a mobilità, infrastrutture e trasporti, un terreno di cronica arretratezza dei nostri territori, che condiziona lo sviluppo economico e sociale della nostra regione e che oggi è divenuto un tema insostenibile a livello urbano ed extraurbano in Umbria e in particolare nel suo capoluogo: Perugia.
Fabio Maria Ciuffini è stato sicuramente uno dei principali protagonisti delle politiche trasportistiche e della mobilità a Perugia, in Umbria e nel nostro paese. Un geniale innovatore e un responsabile diretto della progettazione e gestione di opere importanti, di grande successo a Perugia e in diverse città italiane. E’ stato anche, nei suoi vari incarichi nazionali, un osservatore acuto e un’interprete attento delle dinamiche che hanno caratterizzato in Italia e in Europa le politiche dei trasporti, della mobilità e delle infrastrutture ad esse collegate.
Per questo la nostra Associazione gli ha chiesto, sulla scorta del lavoro collettivo che ha coinvolto diversi esperti nel primo “Quaderno”, di dare con questo libretto divulgativo una visione generale e alcuni indirizzi di carattere più operativo inerenti soprattutto la realtà di Perugia, il nodo più complesso e congestionato della rete trasportistica e di mobilità dell’Umbria. L’intento è quello di offrire un contributo di idee, di discussione aperta e di partecipazione in vista della definizione del nuovo PUMS Perugia (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e del Piano Regionale dei Trasporti.
Sullo sfondo, peraltro, a Perugia c’è anche l’attesa per l’avvio di una discussione attorno all’ipotesi di nuovo Piano Regolatore Generale della città, che partirà probabilmente appena dopo che in Regione andrà in porto la modifica della legge 1 sull’urbanistica e che, quando partirà, dovrà necessariamente vedere una profonda integrazione tra le previsioni urbanistiche e quelle sulla mobilità due ambiti ormai non più separabili. Senza una grande discussione, senza un grande confronto di idee sarà difficile, se non impossibile, affrontare in modo efficace le scelte, le innovazioni urgenti e complicate che la realtà oggi impone e propone.
E sarà difficile conquistare il consenso dei cittadini senza indicare una visione di senso che giustifichi e sospinga i singoli interventi e gli obbiettivi generali di programmazione. C’è bisogno, in sostanza, di costruire una nuova cultura diffusa della mobilità che solleciti e sostenga l’azione di governo, di dare vita a sperimentazioni del nuovo da introdurre nella vita cittadina. E’ molto importante che si apra rapidamente un grande confronto con la città e un forte confronto col Governo Regionale e Nazionale al fine di dare soluzioni operative e concrete alle
difficoltà molto serie che oggi viviamo. Dopo anni di immobilismo e inazione è giunto il momento di muoversi e di aprire una vasta partecipazione.
In questo libretto Ciuffini ci ricorda come 40/50 anni fa Perugia sia divenuta un simbolo di successo della mobilità alternativa (buxi, scale mobili, ascensori, Minimetro …) analizzato e preso ad esempio in Italia e a livello internazionale. Ricostruisce i vari stadi della crescita urbanistica della città nel dopoguerra e le risposte che via via furono date alle necessità trasportistiche e dà una lettura efficace e concreta di come si sia arrivati, e per quali motivi, alle difficoltà odierne, al ginepraio di problemi che ci troviamo ad affrontare.
Insomma, cerca di offrire al lettore una visione generale, panoramica, ma concreta, della crisi della vita cittadina dal punto di vista urbanistico, dei servizi, della mobilità e tenta di offrire una visione altrettanto panoramica delle opzioni che abbiamo di fronte, collegate una all’altra e difficilmente scindibili nel dare una risposta efficace ai problemi reali dei cittadini e della città.
Introduce due concetti fondamentali. Il primo è che i problemi che abbiamo sono misurabili e vanno misurati. Non esiste una verità uguale per tutti e per tutto. La città ha delle caratteristiche specifiche, particolarmente complicate e le soluzioni non possono venire da parametri rigidi calcolati per realtà completamente diverse. Questa idea è frutto di una gestione piatta e indifferenziata delle politiche nazionali, delle valutazioni gestionali degli operatori dei trasporti e del Fondo Nazionale Trasporti, con le conseguenti ricadute sulla programmazione regionale e locale. Perugia e l’Umbria hanno bisogno di soluzioni su misura, che riconoscano le peculiarità del nostro territorio e della sua conformazione orografica ed urbanistica. L’altro concetto è quello della sperimentazione.
Non si possono trovare soluzioni efficaci, su misura per i cittadini, per la città, o per parti di essa, senza una intelligente azione di sperimentazione, magari a campione, per verificare l’impatto dei diversi interventi. Senza di ciò la programmazione rischia di diventare arida, insufficiente o inefficace. Quindi il coraggio di sperimentare la determinazione ad innovare diventano parte sostantiva dell’azione di governo e la partecipazione dei cittadini, il coinvolgimento della città diventa una condizione di successo degli interventi, capace di suggerire in corso d’opera migliorie o correzioni.
Tutto questo propone, appunto, la necessità di un confronto aperto di idee, non di uno scontro ideologico tra assunti rigidi, automobilisti contro pedoni e ciclisti, “stradisti” contro “no-strade”, parcheggi sì parcheggi no, ferrovia o strade ecc…. Per arrivare a scelte efficaci è necessario aprire una discussione senza pregiudizi. Non basta dire riduciamo le auto, che è l’obbiettivo fondamentale cui arrivare, bisogna dire come arrivarci, con quali step, con quali opzioni, con quali scelte tecnologiche e
infrastrutturali. In sostanza ci dice Ciuffini “se i cittadini di Perugia continuano a prendere l’auto sempre di più, non è perché sono stupidi, è perché hanno esigenze reali e non trovano risposte efficaci !”
Nella seconda parte del libretto Ciuffini individua una serie di indirizzi e di scelte ipotetiche verso le quali orientare una discussione di progetto, di concretezza e di sperimentazione.
Idee-progetto per gestire in modo diverso i tempi della città (riorganizzazione urbanistica, dei servizi, del commercio). Lavorare per realizzare un ecosistema digitale capace di integrare i diversi sistemi di trasporto (pubblici, privati e condivisi) in un’unica piattaforma/app. Ciò obbligherebbe questi sistemi a lavorare e programmare insieme, li renderebbe più appetibili e renderebbe più praticabile per gli utenti la pratica concreta dell’intermodalità.
Restituire progressivamente e il più possibile la strada ai pedoni e aprire a sempre maggiori interventi a favore della ciclabilità e delle ruote verdi (e-bike, motorini e scooter elettrici, monopattini elettrici ecc ..) ma connettendoli con apposite infrastrutture di parcheggio e di intermodalità che garantiscano sicurezza e attrattività all’uso di questi mezzi. Progettare e realizzare progressivamente nuovi interventi volti all’utilizzo di mezzi ettometrici, ascensori, scale mobili, mezzi di trasporto a fune e affrontare il tema del completamento (o rafforzamento) del Minimetro.
Progetti che possono dare una scossa strutturale alla vita cittadina e alla pratica dell’intermodalità. Riaprire una riflessione di fondo sulle frequenze del trasporto pubblico in città e avviare una nuova sperimentazione dell’utilizzo dei Buxi, ordinari o a chiamata, immaginando anche navette di vicinato o di quartiere e riflettendo sul serio sulla sperimentazione della guida autonoma e delle diverse forme di trasporto a chiamata. Dare luogo all’ormai evidente necessità di progettare un nuovo Anello di Circonvallazione della città (il Terzo Anello) che corrisponda alle sue caratteristiche di oggi e cioè garantisca il collegamento dei centri urbani cresciuti a corona intorno alla città compatta e riduca il flusso di attraversamento della stessa.
Di questo terzo anello è parte integrante l’intervento sul “Nodo” di Ponte San Giovanni che non ha alternative concrete credibili, ma che va visto inserito in una circonvallazione che colleghi Pierantonio a Mantignana/Corciano, Ellera-Sant’Andrea delle Fratte a Colonnetta Madonna del Piano e che con il “Nodo” Ponte San Giovanni/Collestrada chiuda il cerchio di collegamento dei grandi quartieri della nuova città diffusa. Un progetto che è possibile realizzare utilizzando bene la superstrada e la viabilità ordinaria da migliorare, dando così un contributo alla riduzione dei flussi di traffico dentro e fuori la città compatta e collegando in modo più efficace i quartieri a corona. Infine la rete Ferroviaria che deve prevedere l’accesso alla Alta Velocità.



