di Giampiero Rasimelli
Foto ©Fabrizio Troccoli
Tutti i tifosi, gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica sapevano che quest’anno il post-campionato di calcio di serie C avrebbe immediatamente aperto in Umbria questioni molto complicate. È cominciato un post-stagione caldissimo con al centro la procedura fallimentare della Ternana e la possibile nuova definizione societaria del Perugia Calcio. Le possibilità di salvare la Ternana si riducono ogni giorno che passa. Per il Perugia si attendono notizie e indirizzi operativi da oltreoceano, siamo in attesa delle valutazioni della proprietà argentina.
La Ternana. I curatori fallimentari hanno fissato il prezzo per chi volesse rilevare il ramo delle attività sportive della società: 8 milioni e mezzo di euro. Un vero e proprio Everest da scalare in meno di un mese. Al di là delle possibili rateizzazioni alle quali accedere con un basso gettone di ingresso, si tratta di una quota di investimento molto, molto impegnativa. Al momento non si vedono significativi movimenti che indichino l’interesse di un cavaliere bianco o di una compagine di cavalieri bianchi ad investire una tale somma. Speriamo che nel sottosuolo o nell’empireo qualcuno si muova e porti in campo una proposta credibile. L’orologio ormai conta i secondi e tra pochissimo capiremo.
Ma in questa ora molto buia e pericolosa per la Ternana è comparso anche un segno di luce, una piccola stella luminosa ha cominciato a brillare come a Natale sopra la Conca e merita di essere raccontata ed indicata per quello che è: una speranza. Forse è proprio vero, nonostante le nefandezze che si sono abbattute sulle Fere, il calcio a Terni non morirà, potrà salvarsi o rinascere e riconquistare la sua dignità e la sua storia.
Mi riferisco alla nascita del Comitato “La Ternana siamo noi”, formato innanzitutto dai principali Club della tifoseria, Roccarossoverde, CCTC, Vecchio Stampo, Curva Est, Brigata Gagarin che invitano tutti i tifosi e la città a non rimanere fermi, inerti, impotenti di fronte alla decadenza della Ternana Calcio, a prendere con coraggio l’iniziativa di dare vita ad un progetto di azionariato popolare in città che possa contribuire, se ci sarà la possibilità, al salvataggio della Ternana, oppure a farla rinascere anche partendo da una serie inferiore, con un percorso che coinvolga tutta Terni per ricostruire una storia amata, nobile e finalmente pulita. Questo appello ha già ricevuto importantissime adesioni da Confcommercio, Legacoop, Confartigianato, Confapi, Confesercenti, Coldiretti, Confcooperative, ANCE, Confindustria, Confagricoltura, un’adesione ampia, solida, un segno di rinascita. La volontà dichiarata è quella di “restituire ternanità alla Ternana” e di assicurare un impegno rivolto sia alla gestione della crisi attuale sia, se sarà necessario, alla ricostruzione di un soggetto che garantisca la rinascita del calcio ternano.
E’una notizia veramente importante. Intanto perché può rassicurare eventuali investitori interessati rispetto al radicamento cittadino della società calcistica. Una sorta di garanzia, oltre a un concreto contributo economico, a fronte della confusione societaria, dei conflitti di interesse, del pressapochismo che ha caratterizzato la gestione della Ternana Calcio in questo ultimo, ma troppo lungo, periodo. In secondo luogo perché se ci si dovesse trovare definitivamente di fronte al fallimento, questa forza collettiva potrebbe essere la chiave portante di un immediato progetto di rinascita, capace di riattivare la storia delle Fere lontano dai condizionamenti che la stanno strangolando e di nuovo vicina all’amore dei tifosi. E’ un progetto bello e in qualche modo entusiasmante. Un progetto che, per quanto potremo, la nostra rivista Passaggi Magazine sosterrà con forza !! E’ uno scatto civile e di dignità che fa bene a Terni e a tutta l’Umbria, ai tifosi e anche a chi, lontano dal tifo, percepisce il calcio come momento sportivo insostituibile, come icona cittadina, come riferimento per i giovani e per il tempo libero di tutti.
Questa iniziativa può essere un modello importante di gestione sportiva a cui riferirsi anche in situazioni diverse. Guardiamo al Perugia ad esempio. Come abbiamo detto prima, in questi giorni siamo in attesa delle determinazioni del Presidente Faroni. Dopo il campionato appena archiviato in maniera deludente e pericolosa, dopo gli errori in serie di gestione sportiva fortunatamente interrotti dalla scelta determinante della Triade Gaucci, Tedesco, Novellino, capace di ridare competenza, vicinanza alla città e di salvare la categoria, la società deve oggi affrontare una scelta chiara. O il Perugia calcio resterà sotto il controllo totale del Presidente Faroni, per tanti motivi sempre più lontano da Perugia nel prossimo periodo, probabilmente con un budget ridotto, ambizioni zero e rischi alti, oppure la società si aprirà a nuovi soci, costruendo una nuova compagine che affianchi Faroni (il quale potrebbe anche accettare di restare con un pacchetto azionario di minoranza) o che rilevi in toto la proprietà del Grifo. Ripetiamo ancora una volta su questa rivista, Faroni è stato accolto bene a Perugia, ha liberato la società dalle grinfie della gestione Santopadre, ha sicuramente fatto un investimento rilevante sul Perugia Calcio, ma oggi c’è bisogno di una svolta per far sì che quanto è accaduto nella stagione appena conclusa non si ripeta. La distanza della proprietà dalla direzione della società e della squadra non conviene a nessuno, né in termini economici che di risultati sportivi, e altrettanto vale per scelte che portino ad una svalorizzazione del patrimonio sportivo del Grifo. Staremo a vedere. Ma se l’idea di un allargamento della proprietà prendesse corpo perché non prendere in considerazione anche a Perugia un progetto di azionariato popolare che affianchi e rafforzi questo allargamento ? Facciamo, in tutta modestia, un appello a riflettere su questo punto che riteniamo importante, non certo risolutivo, ma importante.
Nella sua storia lo sport perugino ha conosciuto molti esempi di radicamento profondo, in città e nel territorio circostante, delle gestioni sportive. Ad esempio ricordiamo la storica, gloriosa, gestione del Grifo guidata dal Presidente D’Attoma, che ha interpretato quello che fu il percorso più glorioso del calcio Perugino, fino alla conquista della Serie A. In quella compagine societaria, pioniera di tante innovazioni, era rappresentato tutto il meglio di un’imprenditoria cittadina e provinciale in piena crescita. Questo connubio totale fu una chiave importantissima dei risultati economici, sportivi e di pubblico che quella gestione conquistò. Ma se guardiamo ad oggi abbiamo ancora un esempio luminoso su cui riflettere: la SIR Perugia Volley del Presidente Sirci che con grande carisma ha coinvolto a suon di successi nella gestione sportiva un numero impressionante di sponsor (oltre 160), e non c’è dubbio che il connubio tra società sportiva, pubblico, sponsor sia una delle fondamentali chiavi di successo della SIR, ormai a livello internazionale. Un’esperienza e una gestione sportiva ormai analizzata e studiata nel mondo, nel volley e oltre il volley.
Ecco, abbiamo queste esperienze ormai storiche alle spalle, perché non dovremmo riflettere più attentamente e in modo anche del tutto nuovo a come produrre un allargamento della società calcistica perugina, dopo un anno così difficoltoso, rafforzandone in modo ampio e visibile il legame con la città. Dovrebbe essere un interesse concreto della proprietà argentina e potrebbe essere una altrettanto concreta opportunità per nuovi soci che volessero affiancare, in maggioranza o minoranza, il presidente Faroni, o addirittura rilevarne la proprietà. Il calcio a Perugia ha bisogno di riallacciare un legame forte con la città e il territorio, per raccoglierne il sostegno pieno e diffuso, per raccoglierne le ambizioni e anche per riceverne un contributo economico. Ci limitiamo a dire che sarebbe bello in questo momento delicato della vita del Grifo avere una vasta campagna di raccolta adesioni per un azionariato popolare che diventi uno dei protagonisti importanti del Perugia Calcio, un segno di legame, di partecipazione e di modernità. E’ un messaggio che vogliamo lanciare innanzitutto ai tifosi, alle organizzazioni sociali e civiche della città.
Vogliamo solo lanciare un’idea e aprire una riflessione per il bene e il futuro del Grifo. Ospiteremo tutti coloro che vorranno intervenire nel merito.



