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di Giampiero Rasinelli

Giovedi 30 aprile, l’Associazione Perlumbria Cultura Economia Società ha promosso presso il Centro Culturale 1°Maggio di Ponte san Giovanni una presentazione del libro di Fabio Maria Ciuffini “La Mobilità Alternativa del futuro a Perugia”. Un tema caldissimo in città (è la seconda preoccupazione censita tra i perugini dopo la sanità) e ancor di più a Ponte San Giovanni assediata dal traffico. Durante l’incontro introdotto dall’autore hanno preso la parola l’Assessore Comunale alla mobilità e allo sport Pierluigi Vossi e Luigi Ercolani Presidente del Comitato “Chi salvera’ Ponte San Giovanni?”. Come prevedibile, la discussione è stata viva, le opinioni si sono confrontate e scontrate, in uno spirito costruttivo che ha permesso anche lo scambio di molte informazioni e proposte, tanto che alla fine, con l’accordo di tutti, Perlumbria si è impegnata a riconvocare a fine settembre un uguale incontro per verificare lo stato di avanzamento delle diverse proposte oltre che degli interventi già in fase operativa.

L’intento dell’Associazione Perlumbria è quello di realizzare attraverso un ciclo di presentazioni del libro di Ciuffini in tutta la città una discussione ampia, un momento partecipativo e informativo capace di coinvolgere più cittadini possibile e di suscitare l’impegno urgente e di più lungo periodo di tutte le istituzioni coinvolte. Perché la situazione di Perugia è veramente preoccupante. Da città d’avanguardia a livello nazionale ed internazionale sulla mobilità alternativa oggi Perugia è tra le città maglia nera in Italia e in Europa nel rapporto auto private/popolazione e vive una sconnessione urbanistica e trasportistica veramente difficile da affrontare e migliorare. La prima arma che abbiamo è il confronto tra idee, tra progetti, sulla base di analisi puntuali e per formare una visione sempre più chiara di come affrontare la situazione nel breve e nel lungo periodo. Le istituzioni sono al lavoro, ma i tempi sono stretti dall’emergenza, c’è bisogno di un passo più alto e più svelto, capace di raccogliere le esigenze brucianti dei cittadini e di tradurle in un profilo nuovo della città, svolgendo anche un percorso di educazione collettiva che tenga conto del tempo in cui viviamo, della crisi climatica ed economica, della destabilizzazione dell’equilibrio internazionale, dei vincoli europei, dell’esigenza di rilancio dei nostri territori e del paese. Tutto ciò richiede politiche utili e lungimiranti.

Del merito di questa discussione torneremo a scrivere dopo un primo giro di conferenze, avendo già ascoltato molte persone e territori. In questa sede vorremmo invece provare a chiarire un elemento di valutazione essenziale che secondo noi ha sinora inquinato la discussione, ha diviso la politica, i cittadini, ha creato fraintendimenti e fuorviato gli sforzi e le attenzioni di molti. Il tutto frutto di un comportamento scorretto portato avanti per anni da alcuni dirigenti politici che hanno avuto rilevanti responsabilità istituzionali a Perugia e in Umbria, la cosa non può essere sottaciuta.

Il confronto politico in materia trasportistica e di mobilità a Perugia e in Umbria si è diviso tra Nodo e Nodino di Ponte San Giovanni, si o no, tra la localizzazione a Creti o no della Stazione Media Etruria per l’accesso di Perugia e di tanta parte dell’Umbria all’Alta Velocità ferroviaria verso Nord, oppure sulla realizzazione o meno, nell’ambito del PNRR, del Metrobus (o BRT) per collegare su gomma Perugia sud a Fontivegge, ecc…

Sul Nodo e Nodino si è detto che c’era un finanziamento pronto del MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) che la Giunta neoeletta del Comune di Perugia non voleva utilizzare (interrogazioni a valanga nelle sedi istituzionali, paginate di interviste e continue onde di propaganda social). Della Media Etruria si è detto che c’era una decisione assunta in sede istituzionale, una scelta di FS e Ministero che il Comune di Perugia (sempre la Giunta neo eletta) voleva respingere. Del BRT si diceva che era la chiave di innovazione della mobilità perugina e che se fosse stata eletta la Giunta Ferdinandi non se ne sarebbe fatto nulla, più recentemente (dopo le elezioni) la polemica è diventata “la Giunta non sta facendo nulla, è in ritardo, non conclude nulla”.

Oggi siamo in grado di dire, senza tema di smentita, che queste bandiere agitate dal centrodestra erano e sono tutte bufale, portate avanti dall’ex Assessore Regionale Melasecche e assecondate dalla Giunta Romizi che ha governato per un decennio Perugia. E’ importante farlo non tanto per vis polemica gratuita, o peggio per intento strumentale, ma perché queste bufale e questi comportamenti hanno profondamente segnato il dibattito politico e la percezione dei fatti, sia tra i favorevoli che tra i contrari, dando luogo ad un dibattito falsato, a falsate opinioni tra i cittadini, i politici, i media e persino tra i tecnici. Ricostituire i termini effettivi della realtà è un’operazione essenziale per poter ritornare a definire un quadro, appunto, realistico delle cose che dobbiamo affrontare, decidere e concretamente fare in un campo così delicato e strategico per il futuro dei nostri territori. Questo dibattito falsato ha prodotto una confusione che ha conquistato tutto il centro destra diventando il mantra di intere campagne elettorali alla fine perse tra l’incredulità dei dirigenti di quelle forze politiche, ma che ha diviso anche il centro sinistra tra riformisti ansiosi di operatività della politica, rappresentanti di società civile sospinti da indubbie esigenze della popolazione ed espressioni più radicali che hanno rischiato di trasformare in luoghi comuni inutili le sacrosante istanze di coerenza dei principi.

Ma torniamo al merito.

La Presidente Proietti e l’Assessore Regionale De Rebotti sono andati qualche mese fa prima ad ANAS e poi al Ministero a chiedere conto dello stato di finanziamento del Nodo di Ponte San Giovanni (anche nella versione Nodino). Il risultato appurato è che in realtà su questi capitoli non c’è una lira, che l’impegno iniziale del Governo Draghi è stato definanziato (cancellato) dal Governo Meloni e qualche spicciolo è andato solo alla progettazione del Nodino, mai però presa in considerazione. Così è stato disvelato il gioco e si è capito che non basta vantare l’amicizia col Ministro per conquistare un megafinanziamento inseguito da decenni.

Pochi giorni fa lo stesso Ministro Salvini, andando in campagna elettorale ad Arezzo e dopo le proteste della Regione Toscana, ha messo la pietra tombale su progetto della Media Etruria a Creti, lasciando aperto lo spiraglio per un accesso all’Alta Velocità ferroviaria verso nord da Rigutino. Sterilizzando così la crociata divisiva e contagiosa messa in atto in questi anni da Melasecche, evidentemente le sedi decisionali tanto sbandierate  erano fondate al massimo su amicizie di vicinato politico e non su atti concreti. Così oggi sull’Alta Velocità si apre un capitolo del tutto nuovo per l’Umbria oltre che per la Toscana.

Il Metrobus infine. La Giunta Ferdinandi, di fronte al rischio di dover pagare decine di milioni del bilancio comunale per rifiutare quest’opera mal progettata e fuori dalle priorità della mobilità perugina, ha preso coraggiosamente in carico la sua realizzazione, affrontandone la superficialità del progetto che non aveva nemmeno previsto le necessarie opere secondarie e che in alcuni passaggi poteva creare danni alla vita dei quartieri. Si è fatta carico dell’opera e la sta portando avanti con grande impegno, allo scopo di farla diventare una sorta di hub per l’intermodalità nella parte sud di Perugia.

Noi di Passaggi Magazine e dell’Associazione Perlumbria abbiamo denunciato più volte questi comportamenti. Oggi ne abbiamo conferma e la cosa non ci rallegra, perché queste informazioni e immagini falsate hanno permeato troppo a lungo la vita della città, i media, la discussione pubblica, la vita istituzionale e ci vorrà tempo per recuperare il danno che è stato fatto.

Ad esempio, molti oggi ancora discutono del no a questi finanziamenti (Frecciarossa/Creti, Nodo/Nodino), dicendo che con questi soldi sarebbe meglio fare altre cose, ma i soldi  non ci sono, di che discutiamo? Oppure con riferimento a queste vecchie polemiche qualcuno risottolinea il principio “più strade più traffico” (per tanta parte vero), ma chi vuole costruire più strade a Perugia ? La discussione, se mai, è come migliorare la viabilità esistente, come concepire e costruire, a partire da quello che già c’è e dai miglioramenti possibili, un nuovo anello di circonvallazione (scrive Ciuffini) adeguato alla città di oggi, che vede sconnesso il collegamento tra i grandi quartieri a corona della città e il centro cittadino. Una concezione e un ‘insieme di opere all’interno della quale trova sicuramente un posto importante il Nodo come capitolo di una nuova e molto più complessa visione di Perugia. Molte cose si possono fare già subito, a breve termine, altre richiedono una negoziazione istituzionale più complicata e lunga nel tempo. E d’altra parte deve essere questa la visione generale entro la quale tentare di dare senso, di riqualificare il Metrobus che sta nascendo. A Perugia delle vecchie polemiche e del vecchio PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) dobbiamo disfarcene al più presto, è materiale che non serve a nulla e a nessuno. Non possiamo stare fermi. Bisogna trovare il modo di ridurre progressivamente il traffico e distribuirlo, di ridurre l’uso dell’auto e aumentare l’efficienza del trasporto pubblico, le cui cattive performances sono una delle principali causa del ricorso eccessivo all’uso dell’auto privata. Bisogna dare corpo ad un progetto generale che connetta i sistemi di trasporto e di sosta tra loro. Bisogna connettere i quartieri in modo funzionale, garantendo collegamenti che a Perugia, per le sue caratteristiche, sono più difficili da gestire anche rispetto a grandi aree urbane.

E poi c’è un punto fondamentale da affrontare, come è stato ricordato nel dibattito di Ponte san Giovanni. Il problema delle grandi infrastrutture a Perugia, come il Nodo (Collestrada-Madonna del Piano) e la nuova Circonvallazione, potrà essere affrontato col Governo nazionale, qualunque esso sia, solo se sarà riconosciuto per come è: un grande problema strategico del trasporto in Umbria e nel Centro Italia, quell’area del paese che nel corso degli ultimi, lunghi decenni ha subito uno scarto rispetto agli investimenti verso il Nord e poi anche verso il Sud del paese. Ciò vuol dire che diventerà determinante un accordo tra le Regioni innanzitutto sulle priorità del Centro Italia. Questo richiederebbe una spinta ampia delle forze politiche, un’unità di intenti a livello istituzionale (come fu negli anni 60 al di là di diversità anche profondissime). Tutto questo per dare forza e realismo ad un negoziato col Governo nazionale. Per questo è urgente liberarci dalle polemiche, dalle furbizie, dagli ideologismi mal riposti che hanno segnato la confusione inconcludente di questi anni. Ed è soprattutto importante che lo faccia il Centrodestra di Melasecche, Tesei, Scoccia e Romizi. Lo stesso andrebbe fatto per difendere e aumentare la disponibilità del Fondo Nazionale Trasporti che da molti anni è in caduta libera e che è invece la principale forma di finanziamento del trasporto pubblico locale e della sua necessaria innovazione. Su questi grandi temi è urgente aprire una nuova stagione di dibattito e confronto politico, nell’interesse dei nostri territori e del loro futuro.

Insomma: bando alle ciance e lavorare ! Questo deve essere il mantra di tutte le forze che hanno a cuore i destini di Perugia dell’Umbria. Basta con le furbizie, ormai le cose sono chiare ed è difficile prendere in giro la gente più di una volta. Caro Melasecche, a Terni sostieni Bandecchi e lo stadio-clinica colato a picco dalla Magistratura con risvolti drammatici per la povera Ternana. E a Perugia hai parlato di finanziamenti che non ci sono. Non è  il caso di riposarsi?