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di Giampiero Rasimelli

Il perugino Tozzuolo segna un gol alla Reggiana dopo 4 minuti, e un batti e ribatti da record,  il Perugia vince la partita contro una big del campionato e nel cuore dei 6000 tifosi presenti al Curi torna ancora la speranza che “non sia più come prima”. Non che vi fossero dubbi sul lavoro di Gaucci e Diana, che sono stati accolti con enorme entusiasmo dal tifo e dalla città. Non che non vi fosse la consapevolezza che una squadra messa insieme in poche settimane, rivoluzionata da cima a fondo, dovesse avere un percorso di adattamento, di verifica, di maturazione per essere competitiva in campo. L’ammirazione per la spettacolare campagna acquisti di Gaucci e i 7 punti nelle 3 partite di avvio campionato avevano esaltato un po’ tutti. Poi le 3 sconfitte di seguito hanno inevitabilmente suscitato i ricordi più amari, un’amarezza che ha segnato il cuore del tifo perugino a lungo, troppo a lungo, un malessere che ha accompagnato negli anni la storia del calcio cittadino, tanto che è bastato poco per rianimarla e diffonderla. Ma in 6000 erano lì, tra perplessità e speranze e il Grifo a risposto con un’unghiata secca e ben assestata. Di più, la squadra ha fatto vedere un gioco competitivo contro un’avversaria di tutto rispetto, e forse questa è la notizia più bella e importante: una capacità di gioco superiore anche alle prime vittoria. Questa è la bella notizia, che dovrà avere conferme nelle prossime settimane! Speriamo che  finalmente possa essere il veicolo giusto per portare il Perugia Calcio in una nuova dimensione, dove, senza isterismi, si possa alzare, passo dopo passo, il livello sportivo riportando al centro dei pensieri la programmazione di una società seria e i sogni di tutti. Speriamo che questo volo di rondine faccia davvero primavera, anche se siamo appena in autunno e per primavera c’è tanto tempo, anche passando, come disse Alessandro Gaucci lo scorso 5 agosto, per il mercato invernale, se ce ne fosse bisogno.

Riconquistare un progetto di squadra e un clima di serenità, di fiducia, di convinzione, è il primo obiettivo che il Perugia Calcio come squadra e società debbono proporsi, perché questa è la condizione principale per costruire qualcosa di buono e di coinvolgente. Non abbattersi alle prime inevitabili difficoltà, non gloriarsi o esaltarsi per passaggi inevitabilmente effimeri, che solo ripetendosi e consolidandosi possono definirsi una reale conquista. Quindi bene, molto bene con la Reggiana, ora testa e gambe al lavoro, per irrobustirsi, migliorarsi con continuità e se dovesse venire (e verrà!) un inciampo, rialzarsi e pedalare, senza sosta.

Questa però è una parte della vita del Grifo. Poi ce n’è un’altra, altrettanto importante, lo abbiamo imparato in questi lunghi e amari anni, la Società. Anzi abbiamo imparato che non esiste e non può esistere l’una parte senza l’altra, lo dice la storia del Grifo e lo dice la storia dello Sport, anche se viviamo in un’epoca di calcio matto, viziato, drogato, affogato da speculazione e falsa managerialità.

Ora che possiamo dire della Società Perugia Calcio? Se dovessimo dare i voti sicuramente Alessandro Gaucci meriterebbe un bel 9, prima di tutto per aver deciso di mettersi in gioco e di abbracciare una sfida difficile, tra passato, presente e futuro, in una situazione quasi fallimentare e in un clima cittadino surriscaldato e deluso. E poi, in secondo luogo per aver già compiuto una performance quasi impossibile come mettere insieme questa squadra in poche settimane (16/17 acquisti, mi pare, più tutti i trasferimenti di giocatori ultimati). Certamente un plauso ad Arena Curi, che ha convinto, penso con solidi argomenti, Gaucci a fare questo passo spettacolare, direi un 7 e mezzo. E un 6, sia pure risicato, lo merita sin qui anche la proprietà Faroni che, nonostante i tanti accadimenti ed errori intervenuti in questi anni, ha saputo riconoscere che era il momento di lasciare e ha accettato, accompagnato e tuttora accompagna l’avvento di Arena Curi.

Ma oggi la Società Perugia Calcio cos’è ? Per dirla con una battuta è “un closing in fieri, in divenire” (unendo inglese, latino ed italiano per cercare di spiegare precisamente in che situazione siamo). Abbiamo atteso settimane per dire che questo non fa bene, non restituisce nulla all’impegno generoso ed entusiasta di chi ha abbracciato questa sfida. Sappiamo bene la melma che oggi attanaglia i costi e i percorsi finanziari del calcio, conosciamo quanto sia difficile districarsi nella ricostruzione di scenari che hanno alle spalle storie fallimentari, conosciamo la difficoltà di calcolo dei costi del calcio. Ma questo non giustifica una sospensione così lunga, così coperta e così poco comprensibile nel descrivere la sostanza di questa società, chi sono i soci, chi i finanziatori, quale progetto finanziario sostiene il progetto calcistico annunciato e perseguito da Gaucci, i nomi del Consiglio di Amministrazione che guiderà il Perugia calcio. Per un perugino che legge i giornali e segue le news dei social, Società vuol dire tutto questo e se dovesse essere chiamato (perché agosto è ormai passato da tempo) a dare un voto dovrebbe dare alla Società un N.G. “non giudicabile”. Non è una buona cosa, non fa bene al Perugia Calcio.

Ora sembra che in questa o nella prossima settimana ci possa essere una svolta. Lo speriamo sinceramente ed esortiamo tutti a che si arrivi a questo “Closing”, che non può essere un fantasma, deve essere la realtà da cui partire tutti insieme, soci, finanziatori, tifosi, città. Tutto quello che ci verrà spiegato lo prenderemo per oro colato e sarà anche questo carburante per rilanciare entusiasmo e convinzione sulla squadra e sulla sfida di Gaucci.

Sembra, ma non è dato sapere di più, che qualcuno abbia brontolato per la dichiarazione della Sindaca Ferdinandi che ha detto, inaugurando la nuova Gradinata del Curi, “non sarò io ad abbattere questo Stadio … da subito abbiamo preso l’impegno per avviare la ristrutturazione necessaria dell’impianto ed eccoci qui a mantenere la promessa”.

Perché qualcuno si è adontato per queste dichiarazioni, adombrando addirittura che questo malcontento potesse scaricarsi sul closing societario? Perché adesso si tira fuori la questione stadio? Che c’entra con la vicenda del closing e di una squadra che attualmente è in serie C e tenta, tra tanti ostacoli e difficoltà, di risorgere dalle sue quasi ceneri? L’impegno all’avvio della ristrutturazione del Curi era stato assunto dalla nuova Giunta Comunale all’alba dell’avventura di Faroni. Oggi gli impegni assunti sono diventati realtà e permetteranno di poter giocare a questi livelli e anche più alti. E’ comprensibile che chi investe abbia un occhio ampio sulla dinamica dello sport business e dell’entertainment su scala generale e anche nell’ambito cittadino. Si potrà avere un progetto ancora più ambizioso per la ristrutturazione del Curi? lo decideranno i risultati sportivi, lo decideranno i progetti finanziari della società che accompagneranno questi risultati, quando verranno, e lo deciderà il Comune se vi saranno opportunità effettive capaci di dare risposte reali alla città. Non credo che il Comune sia disinteressato all’attrazione di investimenti, tanto meno in campo sportivo o chiuso al confronto con soggetti protagonisti della vita cittadina. Ma “est modus in rebus”, c’è un modo, una misura, nelle cose, dicevano i Latini con Orazio

Quindi, cerchiamo di concludere felicemente il salvataggio del Grifo, cerchiamo di costruire una Società forte che sappia crescere e costruire fiducia in sé stessa e in città. Quando saremo usciti dalla rianimazione e poi dalla convalescenza, se ci sentiremo tutti più forti, potremo, ne sono certo, sognare insieme.