Buenos Aires
di Antonio Bellucci
Nei quotidiani argentini non c’è giorno che passa senza che si parli della Federazione Calcio Argentina (AFA) e del suo Presidente, il potente Claudio Tapia, soprannominato “Chiqui”, oppure di Pablo Toviggino, il tesoriere dell’AFA e dei loro amici tra cui figura Javier Faroni, Presidente del Perugia Calcio nonché da giorni personaggio chiave nel mondo del calcio argentino, per la gestione dei proventi all’estero della Seleccíon per conto della Federazione Calcio Argentina.
Le inchieste del quotidiano La Nacion hanno portato alla luce un complesso giro di almeno 400 milioni di dollari, che sarebbero stati gestiti dalla società TourProdEnter LLC creata da Erica Gillette, moglie di Faroni, per conto dell’AFA. Ricordiamo ai nostri lettori che la TourProdEnter LLC ha un regolare contratto stilato nel 2024 con l’AFA per gestire i proventi che la Federazione Calcio Argentina incassa all’estero a seguito delle partite amichevoli della Seleccíon Argentina, per la pubblicità e per gli sponsor. Il compenso pattuito per la TourProdEnter LLC è pari a un 30% degli incassi più un 10 % per la logistica.
Faroni gioca d’anticipo e va dal magistrato che gli notifica l’indagine
Ma come ha potuto Javier Faroni, inizialmente imprenditore teatrale, entrare nel complesso e articolato mondo del calcio argentino?
Javier Faroni nasce a Cordoba ma con la famiglia si trasferisce a Mar del Plata quando è ancora un adolescente. Nella rinomata località balneare argentina inizia cosi la sua carriera di produttore teatrale. Si racconta che il suo successo nel mondo dello spettacolo sia dovuto a un incontro causale che si trasformò in amicizia, con il compianto attore argentino Carlos “Carlin” Calvo che lo avrebbe aiutato agli inizi della sua carriera. Faroni si trasferisce poi a Buenos Aires, dove, grazie alla sua compagnia la “Faroni Productions”, mette in scena varie produzioni teatrali e realizza spettacoli di successo con la partecipazioni di attori famosi.
Dal mondo dello spettacolo, Faroni è passato a quello della politica sfruttando la sua amicizia con Sergio Massa, ex Ministro delle Finanze durante la presidenza del peronista Alberto Fernández e figura di spicco del Frente Renovador (Fronte del Rinnovamento), l’alleanza politica peronista vicina a Cristina Kirchner, anch’essa Presidente per due mandati dal 2007 al 2015. Sergio Massa fu poi scelto come avversario dell’attuale Presidente argentino Javier Milei, alle ultime elezioni presidenziali del 2023.
Le cronache raccontano che l’amicizia di Faroni con Sergio Massa risale a molto tempo addietro quando le due famiglie passavano insieme le vacanze estive a Pinamar, un’altra rinomata località balneare non lontana da Mar del Plata.
L’amicizia con Sergio Massa sicuramente ha aiutato Javier Faroni che come politico diventa prima deputato provinciale a Buenos Aires nel 2015 nelle file del Frente Renovador, per poi partecipare alle elezioni per diventare governatore della provincia di Mar del Plata; non viene eletto ma inizia ugualmente l’ascesa di Faroni verso traguardi ben più importanti di quelli raggiunti come imprenditore teatrale.
Gli anni trascorsi a far politica serviranno a Javier Faroni per essere nominato nel 2019 direttore di Aereolíneas Argentina, la compagnia di bandiera argentina, durante la presidenza di Alberto Fernández. Faroni non resterà molto in Aereolíneas Argentina ma quegli anni saranno proficui poiché gli consentiranno di conoscere non solo il funzionamento delle imprese statali ma di avvicinarsi al potente Claudio “Chiqui” Tapia e all’AFA.
Si racconta che durante la pandemia da Covid-19, Javier Faroni, utilizzando le sue influenze politiche e grazie al ruolo che ricopriva all’interno della compagnia aerea argentina fece rimpatriare passeggeri argentini, in un periodo di fortissime restrizioni per via della pandemia. Ma le cronache dell’epoca descrivono Faroni come un interlocutore frequente del presidente dell’AFA, “Chiqui” Tapia per il salvataggio di calciatori bloccati all’estero, come la squadra del Talleres, che fu rimpatriata in Argentina dalla Colombia nel 2021 con un volo della compagnia aerea argentina.
Il fatto è significativo poiché permise a Javier Faroni di consolidare l’amicizia con il potente Presidente della Federazione Calcio Argentina.
Ed è cosi che è iniziata la collaborazione tra Javier Faroni, l’AFA, il suo Presidente Tapia e il tesoriere della Federazione, Pablo Toviggino; per i magistrati argentini si tratterebbe di una collaborazione per lo meno “sospetta” poiché nasconderebbe illeciti che vanno dall’appropriazione indebita di fondi al riciclaggio di denaro.
La magistratura argentina vuole vederci chiaro e ha iniziato ad indagare non solo i trasferimenti milionari da banche statunitensi verso società virtuali create a Miami, ma anche le spese per l’utilizzo di voli privati da parte di Tapia e di Toviggino, o il noleggio di costosi yachts nel mediterraneo o le spese per acquisti di lusso dei dirigenti dell’AFA e della moglie di Javier Faroni, Erica Gillette, anche lei finita sotto inchiesta anche e soprattutto per essere a capo della società TourProdEnter LLC da cui proverrebbero i fondi utilizzati per pagare i servizi e i lussi di cui sopra.
Le inchieste giornalistiche e le denunce per contratti che non sarebbero stati rispettati dall’AFA a vantaggio della TourProdEnter LLC, hanno portato alla luce un intreccio di società, a volte fantasma con a capo dei prestanomi ma tutte riconducibili ai Faroni e all’AFA o al suo tesoriere nonché alla scoperta di circa 400 milioni di dollari “movimentati” dai Faroni per conto dell’AFA in modo ancora poco trasparente, almeno per la magistratura argentina. Secondo l’avvocato dei Faroni, non sarebbero stati commessi illeciti e, lo scorso 16 gennaio, i Faroni si sono presentati spontaneamente di fronte al giudice Luis Armella che conduce l’inchiesta avvalendosi del loro diritto di non rilasciare dichiarazioni.
Il rumore, la pressione mediatica e, molto probabilmente gli interventi dell’attuale maggioranza politica non particolarmente amica del Frente Renovador di Sergio Massa e di Claudio “Chiqui” Tapia, da sempre sostenuto da coloro che oggi si trovano all’opposizione in Argentina, hanno cosi portato la magistratura a indagare sugli ingenti movimenti di denaro, in Argentina e negli Stati Uniti, nonché sulle spese e i trasferimenti che ruotano intorno all’AFA e alle società ad essa collegate.
Ma se Javier Faroni è una pedina chiave del “sistema AFA” cerchiamo di capire il ruolo del Presidente Claudio “Chiqui” Tapia: la sua è una carriera a dir poco strabiliante! Da netturbino, Tapia diventa in pochi anni Presidente della potentissima Federazione Calcio Argentina, un centro di potere da sempre molto conteso dalla politica.
Chiqui Tapia, come Javier Faroni viene quotidianamente sbattuto in prima pagina dalla stampa argentina per aver commesso presunti illeciti, tutti ancora da dimostrare; è doveroso sottolineare che Tapia non è ancora stato convocato da alcun giudice; recentemente, per difendersi dai continui attacchi da parte di una stampa che gli è avversa, Tapia si è difeso rilasciando un’intervista al quotidiano La Nacion, apparsa lo scorso 13 gennaio, dove, da una spiaggia di Mar del Plata dice chiaramente di non essere imputato, di non aver commesso alcun reato e di avere invece molti sostenitori che costantemente lo fermano per chiedergli autografi o per scattare foto mostrandogli effetto e comprensione. Tra le tante foto scattate in spiaggia, La Nacion ne ha pubblicata una dall’evidente significato politico: Tapia è stato fotografato insieme a Carlos Blanco, un ministro del governo bonaerense (la provincia di Buenos Aires) del governatore peronista Axel Kicillof. D’altronde, a gennaio del 2025, Claudio “Chiqui” Tapia è stato eletto, con l’appoggio di Kicillof, Presidente del CEAMSE, una società che si occupa del trattamento dei residui la cui amministrazione è di competenza della Provincia di Buenos Aires.
Ma torniamo alle vicende di questi giorni: Tapia ha addirittura denunciato penalmente per diffamazione Pablo Gravellone, giornalista di TN e di El Trece per i suoi commenti sul social-network X (ex Twitter) relativi ai presunti illeciti commessi dall’AFA.
Abbiamo accennato alle origini di Tapia; vediamo meglio in dettaglio la sua carriera. Non esito a definirlo un “self made man”, un uomo che si è fatto da solo!
Claudio Fabián Tapia, per gli amici “Chiqui” è nato il 22 settembre 1967 a Concepción nell’aerea metropolitana della città di San Juan, capoluogo dell’omonima provincia, situata a nord-est dell’Argentina; a 12 anni ha iniziato a giocare a calcio per il Barracas Central, ha raggiunto la prima divisione e da allora è rimasto legato al club pur essendo un tifoso del Boca Juniors.
Tapia ricorda con orgoglio le sue umili origini. È uno dei tre figli di un padre lavoratore (come lui stesso lo definisce), di professione tintore, e di una madre casalinga e protettiva. I Tapia erano una famiglia umile che all’inizio degli anni ’70 si trasferisce a Buenos Aires in cerca di lavoro. Ma la grande metropoli è, come spesso accade, ostile e cosi il padre riporta la famiglia a San Juan dove spera di riuscire a trovare qualcosa da fare ma invano! La famiglia ritorna cosi a Buenos Aires sperando nella buona sorte. Si stabiliscono prima nel quartiere di San Telmo e subito Chiqui Tapia inizia a tifare per il club del blasonato Boca Juniors. Ma quando Chiqui compie 11 anni, la famiglia si trasferisce nel quartiere di Barracas a soli 10 isolati dal club di calcio del Barracas Central ed è cosi che Tapia inizia a giocare nelle giovanili. Quando gli si chiede dei suoi trascorsi come giocatore, Chiqui Tapia racconta di aver giocato come centravanti e di arrivare in prima divisione grazie allo zio il “tano Francisco Calabrese”, che gli da fiducia e lo manda in campo. Intervistato in proposito dalla stampa argentina, Tapia ricorda con orgoglio “Ero un numero 9, giocavo da centravanti, mi davo da fare…, ho diverse cicatrici perché non mi tiravo indietro…”. Dal Barracas passa a un’altra squadra che milita nei campionati inferiori, lo Sportivo Dock Sud. Ma la sua carriera da calciatore non gli consente di vivere dignitosamente e cosi nel 1986 inizia a lavorare come netturbino in un’impresa che raccoglie rifiuti, la Manliba. L’amore per il calcio è però smisurato e cosi Tapia lavora come netturbino e contemporaneamente gioca al calcio. Il Chiqui è solito raccontare che “dalle 6 alle 14 spazzavo le strade o raccoglievo i rifiuti dei vicini appeso al camion e nel pomeriggio giocavo con il Barracas” fino a quando il fisico non lo sostiene più costringendolo ad abbandonare il calcio per il lavoro. Tapia lavora per l’impresa Manliba per diversi anni fino a quando viene avvicinato dai dirigenti del suo vecchio club il Barracas Central che gli comunicano le difficili condizioni economiche e di classifica in cui si trova il club. Era l’anno 1998. Gli chiedono di aiutarli e gli propongono di diventare Presidente del club. Tapia inizialmente rifiuta ma poi cede alle insistenze dei dirigenti e all’età di 35 anni assume la presidenza del club iniziando la sua carriera di dirigente sportivo.
Come Presidente del club, Chiqui Tapia acquista ben presto popolarità e dimostra di avere doti dirigenziali; i tifosi inoltre lo stimano e lo appoggiano. Ma la vera svolta che gli cambia la vita arriva quando a una festa di quartiere, invitato dal suo amico Pablo, incontra Maria, la sorella di Pablo. I due si frequentano e dopo poco si sposano. Avranno quattro figli. Maria è figlia del potente Presidente del sindacato dei Camionisti, Hugo Moyano. Molti sostengono che la carriera di Tapia è stata possibile grazie alla parentela con Moyano; in parte può essere vero ma è anche vero che a Chiqui Tapia sono sempre state riconosciute grandi capacità imprenditoriali, dirigenziali e molta empatia. Ne sono testimoni i moltissimi tifosi e i dirigenti del Barracas Central che non esitano a dire che solo grazie alle capacità di Tapia il club poté salvarsi dalla retrocessione negando qualsiasi aiuto esterno. Non solo, Tapia iniziò come Presidente del club nell’anno 2001 che, per moltissimi argentini, fu un anno drammatico; fu l’anno del corralito espressione che sta a indicare le misure coercitive che il governo dell’allora Presidente argentino De la Rúa prese per cercare di salvare il Paese dalla bancarotta. In pratica si limitò l’accesso dei risparmiatori ai loro depositi bancari. Molte banche chiusero i battenti. La misura durò per circa un anno quando doveva durare qualche settimana. Molte famiglie persero tutto e finirono per vivere in strada, sui marciapiedi; le manifestazioni erano all’ordine del giorno e gli scontri con la polizia causarono morti tra i manifestanti e portarono alle dimissioni di De la Rúa.
Malgrado il difficilissimo momento, le capacità di Tapia consentirono al club di risollevarsi. Forse per le sue origini, la priorità di Tapia fu da subito quella di recuperare la funzione sociale del club. Con l’aiuto dei soci fu realizzato un centro sportivo con campi da paddle, calcio a 5, pallavolo, pallacanestro e bocce. Con passo lento ma deciso, la squadra del Barracas riesce ad affermarsi nella divisione C e il 29 novembre 2003, quando mancavano ancora due giornate alla fine del campionato, il Barracas Central si laurea campione. Si tratta del primo titolo in 99 anni di vita del club e altri titoli arriveranno negli anni seguenti. Infatti, il club ora milita in “primera division” la seria A argentina e la squadra del Club Atlético Barracas Central gioca nello stadio Claudio “Chiqui” Tapia.
Tapia è stato presidente del club per due decenni dal 2001 al 2020. Per i suoi tifosi è un idolo e la sua popolarità nel mondo del calcio argentino è fuori discussione.
Nel 2015 Claudio Tapia viene nominato vicepresidente dell’AFA e accompagna la Nazionale Argentina di calcio nelle tournée negli Stati Uniti, in Cina, in Italia e alla Copa América in Cile. Nel 2016 Tapia presiede la delegazione che ha disputato la Copa América Centenario negli Stati Uniti. Tapia ha le carte in regola per presentarsi come candidato alla presidenza dell’AFA che raggiunge nel 2017 con 40 voti a favore e tre astenuti.
Le recenti vittorie della Seleccíon ai mondiali in Qatar nel 2022 in Copa America in Brasile nel 2021 e poi negli Stati Uniti nel 2024 hanno contribuito a incrementare il potere dell’AFA e logicamente gli introiti che ne derivano.
Vedremo se Claudio “Chiqui” Tapia riuscirà a sfruttare le sue conoscenze ribadendo le sue capacità manageriali e imprenditoriali per schivare o meglio dribblare la magistratura argentina.



