di Giampiero Rasimelli
L’avevano detto a Chiusi della Verna, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni delle Stimmate di San Francesco, lo avevano ripetuto a Castiglion del Lago, in occasione della discussione sulla gestione delle acque del Trasimeno e di Montedoglio: ci rivedremo dopo le elezioni Regionali toscane per siglare un patto di collaborazione tra Regione Umbria e Regione Toscana. Lo hanno fatto il 24 gennaio 2026 a Monte Santa Maria Tiberina, siglando un “patto di concretezza” tra due Presidenti, Eugenio Giani e Stefania Proietti, che sono ben saldi in carica, che hanno un ottimo rapporto personale e delle precise idee su come costruire una utile e strategica collaborazione tra due regioni confinanti, affrontando problemi strutturali, emergenze, e azioni concrete per migliorare la vita dei cittadini. Una collaborazione forte e convinta da mettere a disposizione del Centro Italia, superando nel dialogo timidezze, eventuali incomprensioni e scoprendo invece le ragioni delle convenienze reciproche, degli interessi e del destino comune. Hanno chiesto di trattare insieme col Governo Nazionale sui trasporti, sui collegamenti interregionali e verso il resto del paese, un segnale significativo che affronta un nodo strutturale storico, di arretratezza del Centro Italia, che ha molteplici facce e priorità, ma che è una delle matrici fondamentali del “nuovo sviluppo” da conquistare per quell’Italia di mezzo che negli ultimi decenni ha sofferto moltissimo la polarizzazione nord-sud alimentata da scelte centralistiche, da politiche economiche sbagliate e da un’idea federalista distorta, lontana dalle Regioni e distorsiva nella lettura del paese e dei suoi territori.
Si è trattato di un primo robusto passo compiuto nella giusta direzione, un’opportunità messa sul tavolo delle due Regioni protagoniste, ma anche (perché no ?) di Marche, Lazio e forse Abruzzo, una boccata di ossigeno per l’Umbria che è pienamente consapevole di non poter affrontare da sola i nodi che sono sul tappeto. Eccoli: Trasporti, Sanità, emergenza acque del Trasimeno, Cultura con al centro le celebrazioni Francescane (anche nel 2026, a 800 anni dalla morte del Santo di Assisi). E – come si è visto recentemente – anche un governo del territorio in grado di respingere l’assalto delle multinazionali del vento a suon di torri eoliche alte 200 metri che rischiano di invadere l’intero Centro Italia. Un metodo e una volontà politica quella di Giani e Proietti che potranno certamente aprirsi anche ad altri temi in un tempo ragionevole di approfondimento e di confronto.
Per l’intanto si sono definite azioni precise
- Chiedendo a FS-Trenitalia che venga risolta rapidamente la questione delle fermate dei treni intercity nelle stazioni di Orvieto, Chiusi, Camucia, Arezzo, il raddoppio delle frequenze degli stessi e la decisione di farli viaggiare sulla Direttissima e non sulla linea secondaria. Chiedendo un incontro col Ministro dei Trasporti Salvini e con quello dell’Economia Giorgetti per chiarire una volta per tutte la questione del finanziamento e della localizzazione della stazione Alta Velocità ferroviaria Mediaetruria. Dopo tante strumentalizzazioni e millanterie non c’è un soldo in Finanziaria, né nascosto da altre parti. L’opera è della massima urgenza e nessuna decisione sulla localizzazione può essere presa senza il consenso della Toscana che costruirà una decisione comune con l’Umbria. Il tavolo con i Ministri è fondamentale per cominciare poi ad aprire il discorso complessivo sui collegamenti interregionali e tra i due mari, come la Perugia -Chiusi e la ormai antica questione della galleria della Guinza per il collegamento stradale Tirreno-Adriatico.
- È stato affrontato il capitolo Sanità, questione rilevante per due territori confinanti che debbono affrontare le ristrettezze del pubblico, che vogliono battersi per difendere la sua finzione primaria e universalistica come asse della coesione sociale e di forza democratica delle istituzioni. Il tema non riguarda soltanto la gestione dei flussi di mobilità passiva e l’impegno e anche il confronto di modelli per ridurre le liste di attesa. Si punta alla collaborazione su innovazione e ricerca, con l’intento di aumentare qualità e diffusione dei servizi. Giani ha parlato degli investimenti rilevanti sull’ospedale S.Donato di Arezzo con un raggio di azione ampio anche verso l’Umbria (Trasimeno-Alta Umbria), Proietti ha parlato della collaborazione che si stabilendo nel campo della innovazione pediatrica e neonatale con il Meyer di Firenze e in particolare sui programmi di screening neonatale tra cui quello sulla distrofia muscolare. Insomma l’intento è quello di garantire servizi eccellenti in sinergia con la regione vicina.
- E’ stata ribadita l’operatività del collegamento tra i bacini lacustri di Montedoglio e del Trasimeno, essenziale per assicurare un futuro alle acque del lago umbro, un intervento certo non risolutivo, ma determinante per dare una spinta forte a tutti le azioni necessarie al mantenimento del livello delle acque. Una forma di solidarietà ambientale che può essere considerata un modello nel campo degli interventi sulle emergenze ambientali. Il flusso idrico da Montedoglio è partito già nel primo mandato di Giani, ora l’obbiettivo è di consolidarlo con programmi sempre più operativi.
- Infine la questione Cultura, affrontata da un tema specifico come le Celebrazioni Francescane che occuperanno anche tutto il 2026. L’oggetto centrale della collaborazione sarà la strutturazione operativa, il rafforzamento dei cammini Francescani, durante le celebrazioni e soprattutto come lascito delle stesse. Ma attraverso questa azione comune sui cammini si apre un impegno che abbraccia le rievocazioni storiche e un confronto sulle identità comuni di un territorio che va dall’Etruria, alla Toscana interna all’Umbria (e che potrebbe proseguire verso le Marche, il reatino-viterbese, l’Abruzzo teramano e aquilano). Un territorio che custodisce radici storiche e vestigia culturali che identificano l’”area comune” del Centro Italia, di un pezzo fondamentale e originario della storia del nostro paese in tutte le sue epoche. Una realtà che è il volto e il profilo concreto dei nostri centri storici, del nostro paesaggio, dei nostri beni culturali, un bene prezioso per la coscienza dei nostri territori e del paese, che ha un valore inestimabile per il turismo, la qualità e lo stile di vita del Centro Italia.
Questa è la cronaca dei punti affrontati nel “patto di concretezza” tra Umbria e Toscana, cui abbiamo aggiunto nostre valutazioni di prospettiva che sappiamo ampiamente condivise dai due Presidenti Giani e Proietti. Ora è il momento dell’operatività, del confronto nazionale diretto col Governo, della mobilitazione dei territori. Ma sarà di conseguenza importante, per tutto quanto detto e per dare forza ad una vertenza Centro Italia, agire con convinzione e spirito aperto anche verso Marche, Lazio, Abruzzo, per dare luogo a progetti e azioni importanti da proporre insieme alla sordità del Governo Nazionale. Gli obbiettivi non mancano, per l’Umbria sono vitali, a Monte Santa Maria Tiberina si è data concretezza ad una speranza, si è data, insieme alla Toscana, una chance all’Umbria e alla rinascita dell’Italia di mezzo. Ora bisogna lavorare, oltre ogni vuota e strumentale discussione … è ora che anche il centrodestra si pronunci con concretezza sui temi essenziali della vita dei nostri territori, sinora non sentiamo nulla, se non urla scomposte.



