di Pasquale Di Palmo
Dall’edizione pirata di “Il nome della rosa”, uscita con il titolo “Sesso in chiesa”, all’originaria versione del “Tamburo di latta” che, per misteriosi motivi, Bompiani mandò al macero. In un libro Simone Berni traccia il suo avventuroso autoritratto alla ricerca di leggendarie rarità
Simone Berni, esperto di edizioni rare e bibliofilia, licenzia per Luni Editrice Avventure di un cacciatore di libri (238 pagine, 23,00 euro) in cui raccoglie una serie di contributi eterogenei dedicati alla ricerca di volumi introvabili, misteriosi e leggendari. Disseminati lungo l’arco di trentacinque pregnanti capitoli, questi saggi formano una sorta di autoritratto virtuale di Berni che ha profuso tempo ed energie per recuperare copia di alcuni titoli di cui si dubitava dell’esistenza. È il caso dell’edizione pirata, in lingua araba, del celebre romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco. Lo stesso autore, evidentemente mal informato, pensava fosse contrassegnata dal titolo, licenzioso e inappropriato, di Sesso nel convento. Su indicazione di Eco, Berni allestisce una ricerca capillare del volume per oltre un decennio, non disdegnando il web, senza però approdare ad alcun significativo risultato. Un bel giorno decide di restringere la ricerca su Google alla griglia di parole “Umberto Eco sesso libro” e il libro compare con il titolo Sesso in chiesa. Riesce così a trovare copia dello stesso in un negozio egiziano di libri usati attraverso l’intermediazione di un amico. Peccato che, nel frattempo, l’autore fosse scomparso.
Altrettanto significativa è la ricerca del Dracula di Bram Stoker nella prima traduzione romena, ovverosia nel paese in cui il romanzo è in parte ambientato e dal quale derivano le leggende sul sanguinario Conte Vlad. Berni si avventura addirittura in Transilvania per cercare copia di questa traduzione, effettuata da Ion Gorun e pubblicata tra il 1928 e il 1929, rintracciandola alfine nella biblioteca nazionale di Budapest. Molto interessante il capitolo riguardante l’originaria versione italiana del Tamburo di latta di Günther Grass che, per misteriosi motivi, Bompiani mandò al macero dopo averla fatto stampare presso la Tipografia Varese il 7 maggio 1962. L’unico esemplare conservato fu quello di Paolo De Benedetti, allora redattore capo dei dizionari e della saggistica per la casa editrice milanese. Dopo il non facile ritrovamento di questa copia nella sua biblioteca, lo stesso studioso, scomparso nel 2016, ne fece dono a Berni.
Interessante anche la vicenda delle Edizioni del Sole Nero, libri pirata che recavano come luogo di stampa Amsterdam. Realizzati a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, questi volumetti annoveravano titoli di autori importanti, tra cui la prima traduzione italiana di Per farla finita con il giudizio di dio di Antonin Artaud, con allegata un’audiocassetta contenente la registrazione della trasmissione radiofonica del 1947, poi censurata. Esiste inoltre il curioso caso di W.C., attribuito a Georges Bataille, ma in realtà scritto da un componente del collettivo che faceva capo alle Edizioni del Sole Nero (per ulteriori approfondimenti si rimanda a Carlo Ottone, Edizioni del Sole Nero, editore in Amsterdam/Roma 1977-1982, pubblicato dalle Edizioni SO, curate dallo stesso Berni).
Ma gli argomenti affrontati dall’autore sono molteplici, passando dal rapporto con alcuni dei più conosciuti collezionisti italiani – da Mughini a Diliberto – alla descrizione della nascita della casa editrice Biblohaus di Macerata, specializzata in pubblicazioni di libri sui libri, condivisa con gli amici Massimo Gatta e Simone Pasquali. Il demone del bibliofilo (o del bibliomane) non si placa neppure di fronte ai titoli generalmente snobbati dalla critica e che riguardano quel tipo di editoria di seconda classe che ha però sfornato un numero incredibile di volumi, spesso ormai di difficile reperimento.


