di Giampiero Rasimelli
Nel Castello di San Martino in Campo, ristrutturato in modo sobrio e raffinato, ha sede la società di ingegneria Sintagma. Si tratta di un’importante impresa umbra tra le prime 5 in Italia nel settore della progettazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie, con un raggio d’azione nazionale e internazionale. 100 dipendenti diretti, altri 100 circa nell’indotto di supporto alla progettazione, più di 20 milioni di euro di fatturato, un bilancio oggi florido, un forte welfare aziendale, una forte identità professionale, una propensione importante a promuovere cultura, oltre che progetti e business. Il quarantesimo compleanno di Sintagma è l’epilogo di un lungo percorso e, insieme, l’inizio di una grande sfida professionale e culturale nata proprio in questo percorso e proiettata al futuro: “La bellezza come metodo … tra Intelligenza Artificiale ed Humanitas”. E di questo si è discusso tra vari protagonisti durante le celebrazioni del 16 ottobre a San Martino in campo.
Ne parliamo con Nando Granieri, un energico e asciutto ingegnere, un ottantenne dai modi cordiali e diretti, nato a Todi, è stato uno dei fondatori di Sintagma e oggi ne è l’Amministratore Delegato.
Granieri, cos’è Sintagma?
E’ qualcosa che corrisponde al suo nome, un sistema, un’organizzazione che ha una cultura e un’anima, che fa progettazione di infrastrutture in Italia e nel mondo, ed è anche una scuola che forma laureati non ancora professionalmente formati. L’anima cerca la bellezza nel progettare. Noi progettiamo prevalentemente nel campo del trasporto, progettiamo strutture lunghe che intervengono nel territorio. Il bello sta nel territorio e la progettazione oggi è spesso, se non sistematicamente, soverchiata da standard tecnologici, economici e normativi, non sempre i prodotti di progettazione si sposano col bello. Noi cerchiamo di pensare e praticare la bellezza come metodo e di farla vivere dentro e oltre questi condizionamenti. Siamo e vogliamo essere umanisti, non solo tecnici e vogliamo essere un gruppo che lavora insieme, che ha in quest’anima la sua costituzione. Questo è Sintagma.
Come nasce Sintagma?
Sintagma nasce da RPA, storica società di ingegneria e architettura di Perugia che ebbe tra i fondatori Ilvano Rasimelli e Fabio Maria Ciuffini, anch’essa molto quotata a livello nazionale. Ci fu una differenza di vedute su criteri di gestione della società per cui professionisti si staccarono e andarono a fondare Sintagma, appunto 40 anni fa. Dall’esperienza precedente abbiamo ereditato incarichi che sono stati un volano d’avvio della nostra attività. Venivamo dal mondo dell’edilizia, poi, però, siamo entrati nel mondo ferroviario, perché qualcuno ne aveva già fatta esperienza e perché Fabio Maria Ciuffini ci accompagnò in questo ambito di lavoro. L’altro salto di qualità e di volumi per noi è stato il rapporto con le grandi imprese del settore. Abbiamo da subito lavorato in tutta Italia più che in Umbria, dove comunque abbiamo realizzato cose importanti come la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia e la centrale ENEL di Bastardo. Questo, più o meno, nello stesso tempo in cui abbiamo lavorato alla progettazione dell’Alta Velocità ferroviaria Roma-Napoli. Abbiamo sofferto imparando che nel nostro lavoro bisogna anticipare di almeno un anno i costi vivi della progettazione e abbiamo quindi vissuto una lunga fase di indebitamento durata 10/15 anni prima di giungere al punto di pareggio. La stessa sede nella quale siamo oggi, che acquistammo nel 92/93, ci portò ad un’esposizione finanziaria di quasi due volte e mezzo il nostro fatturato di allora. Il punto di massima difficoltà lo abbiamo avuto tra il 2013 e il 2014, poi i lavori all’estero furono il volano per uscire definitivamente dalle difficoltà e diventare quello che siamo oggi. In campo ferroviario innanzitutto, ma nel 2016 entrammo anche nel mondo ANAS, nel settore stradale, e da quell’ epoca credo di poter dire che abbiamo vinto quasi tutte le gare cui abbiamo partecipato.
Granieri, come siete riusciti partendo da San Martino in Campo a inserirvi con successo in questo campo di colossi e in ambiti di lavoro spesso chiacchierati?
Solo raramente abbiamo avuto esperienza di qualcosa di ambiguo che abbiamo sempre rifiutato. Vinciamo per la qualità e precisione dei nostri lavori di progettazione. Vinciamo per la capacità riconosciuta di rispetto degli impegni assunti, come tempi di consegna, costi, ecc… E poi vinciamo per l’affidabilità del nostro gruppo dirigente e dei nostri funzionari nelle negoziazioni … non c’è mai una seconda parola da parte nostra. Abbiamo vinto gare con importanti società perché siamo riusciti a stabilire rapporti in prima persona, parlando con professionalità e coerenza e mostrando lealtà e fedeltà per gli impegni assunti.
Quale è la vostra radice umbra?
Come è stato detto anche durante il nostro convegno, Sintagma e la sua storia sono paradossalmente meno conosciute in Umbria che fuori. Eppure in Umbria c’è un insieme di imprese di alta qualità che lavorano nel settore della progettazione. Oltre noi ci sono RPA, Cooprogetti, Icaria, ABACUS e non vorrei dimenticare il lavoro dello studio Corradi a Terni, storico nel settore delle strutture in acciaio. L’Umbria dovrebbe essere più consapevole e orgogliosa di questa realtà che può essere una risorsa di qualità per la vita regionale. Le nostre radici sono umbre perché nasciamo, come ho ricordato, da RPA a Perugia. L’Umbria è oggettivamente piccola come obbiettivo di mercato, abbiamo bisogno di una proiezione molto più ampia per il nostro lavoro, ma per noi essere umbri è qualcosa che ci dà lustro, abbiamo porte aperte anche perché siamo umbri espressione di questo territorio del bello, eredi di questa bellezza. Certo l’Umbria oggi è in difficoltà è in uno stato di isolamento infrastrutturale solo parzialmente attenuato dalla tecnologia. Noi abbiamo difficoltà a reperire ingegneri e per questo stiamo aprendo anche una nostra sede a Roma. Le persone, anche a differenza dei decenni precedenti, difficilmente sono disponibili a trasferirsi in Umbria.
Che rapporti avete con l’Università di Perugia?
Abbiamo oggi un rapporto intenso e buono, ospitiamo spesso studenti, collaboriamo con ricercatori e docenti. Ma prima c’era ignoranza dell’Ateneo verso queste nostre realtà. Noi comunque collaboriamo anche con altri Atenei non solo con l’UNIPG. Bergamo, Bari, Salento e Riga (in Lettonia) sono nostri interlocutori stabili con i quali abbiamo molte collaborazioni e progetti in comune.
Avete detto di avere un forte welfare aziendale, che intendete? Come funziona ?
Ad esempio. Oltre che le tante e diverse certificazioni di qualità raggiunte in campo professionale abbiamo ottenuto una certificazione ufficiale di parità di genere, d’altra parte la maggioranza del nostro personale è fatta da donne. Ma siamo attenti a tutte le condizioni di lavoro e alla famiglia. Abbiamo una mensa sociale, un campo estivo per i bambini dei dipendenti per il quale utilizziamo la nostra bella sede. Abbiamo da anni una consistente distribuzione di premi di produzione tra chi lavora in Sintagma.
Hai parlato con orgoglio della vostra sede, del castello di San Martino in campo. Passaggi magazine tornerà sulla storia di questo Castello e della sua ristrutturazione con un articolo di Camilla Sorignani che pubblicheremo tra poco. Ci dica intanto qualcosa lei su cosa ha significato per voi questa scelta.
All’inizio volevamo fare come RPA, venivamo da lì, da quella esperienza, quindi cercavamo un capannone industriale da attrezzare alle nostre esigenze. Poi la scelta fu innanzitutto logistica, abbiamo personale che viene in buona parte da fuori Perugia cercavamo quindi una logistica vicina alla superstrada. Alla fine ci è stato offerto questo Castello, era ridotto piuttosto male, la scelta era tra costruire e ristrutturare. Abbiamo fatto la seconda, acquistato un primo blocco e poi un secondo. Abbiamo fatto una ristrutturazione cercando di mantenere molti elementi originali, una ristrutturazione quasi di tipo artigianale. Poi abbiamo da subito voluto una sede votata alla sostenibilità, utilizzando il fotovoltaico, la geotermia, le pompe di calore. Sì siamo molto orgogliosi del nostro luogo di vita e di lavoro.
Granieri, dalla finestra di questo quarantesimo compleanno guardiamo al futuro. Come vedi il futuro della Sintagma in questo mondo così difficile e complicato ?
I fondatori di Sintagma hanno raggiunto tutti un’età molto avanzata. La società ha uno status nazionale importante, totale indipendenza gestionale, grande autonomia e grandi opportunità. Vedi? Questo compleanno è la fine del primo quarantennio di vita per Sintagma, per me è la fine del secondo della mia vita. Qui sta il mio e nostro orgoglio. La società ha una altissima professionalità, una grossa capacità di acquisizione di incarichi. Recentemente abbiamo quasi definitivamente ottenuto l’incarico per un grande impianto ferroviario in Arabia Saudita (sic! .. speriamo che smettano di bombardare !). Sintagma ha avviato da circa un anno un percorso per entrare in autonomia in un grande gruppo nazionale con una importante proiezione internazionale. Il travolgente ingresso dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel nostro lavoro ha opportunità e rischi. Già adesso l’IA rappresenta e svolge una parte fondamentale del lavoro di progettazione. Il futuro potrebbe accentuare la presenza dell’IA nella fase di sviluppo dei progetti, fin quasi ad assorbirla. Dovremo dominare questo processo massimizzando nella progettazione qualità, bellezza e sostenibilità. E’ la nostra sfida. L’IA è uno strumento formidabile di supporto e di sviluppo delle parti meccaniche del nostro lavoro, ma il progetto è fatto di pensiero e di sintesi e qui l’IA no ci sostituirà mai. Il tema è cruciale e nel nostro convegno lo ha ripreso a suo modo anche Don Alessandro Picchiarelli, autore di un importante testo su “La teologia morale nel tempo dell’algoritmo”. “la capacità di trovare una soluzione efficiente ed efficace non significa automaticamente trovare una soluzione giusta …. L’IA non disumanizza anzi esalta la dimensione dell’umano … la bellezza ci aiuta a non confondere il mezzo col fine … ed è l’Humanitas che congiunge intelligenza e saggezza !”



