di Gabriella Mecucci
La diocesi di Assisi, Foligno e Gualdo Tadino non è grande per dimensioni, ma è sicuramente uno degli epicentri italiani ed europei del cattolicesimo. Le ragioni della sua straordinaria importanza sono legate ovviamente e prima di tutto a San Francesco, ma non ne mancano altre, fra cui la più recente è quella di ospitare le spoglie di Carlo Acutis, il santo dei millenial, la cui tomba è oggetto di incessanti pellegrinaggi.
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La scelta del nuovo vescovo era guardata dunque con particolare attenzione perchè considerata un sintomo degli orientamenti pontifici. Leono XIV ha nominato Felice Accrocca, già arcivescovo di Benevento, la cui biografia è finita in questi giorni ai raggi X per comprendere meglio chi davvero fosse il nuovo alto prelato che governerà una diocesi tanto importante.
Molti particolari convergono a farlo definire un uomo vicino a Papa Bergoglio. Innanzitutto perché fu proprio lui a promuoverlo arcivescovo di Benevento nel 2016. Il suo nome poi è risultato molto gradito ai francescani di Assisi che avevano un rapporto speciale col precedente pontefice, per non dire delle dichiarazioni entusiastiche di Stefania Proietti. Attenzione però, quando si parla di francescani occorre tenere bene a mente che sono un composito arcipelago con convinzioni e legami diversi. Del resto è stato così sin dall’inizio, a partire da dopo la morte del santo, quando iniziò la profonda diatriba teologica fra spirituali e conventuali.
Accrocca è un raffinato medievista che ha concentrato la sua ricerca sulla figura e sul messaggio di San Francesco. Si tratta di un intellettuale che ha insegnato all’Università Gregoriana ma che si è sempre impegnato accanto agli ultimi e in modo particolare in direzione delle “zone interne”, quelle cioè più svantaggiate. L’insieme di queste caratteristiche fa pensare che Papa Leone abbia scelto un bergogliano doc. E del resto lui stesso è una figura di cerniera col precedente pontificato.
Felice Accrocca troverà una diocesi in buona salute. Il ventennato di Domenico Sorrentino ha infatti rafforzato la presenza della Curia in tre campi. Quello religioso innanzitutto: Assisi è sempre più un faro per l’intero popolo cattolico come testimonia la straordinaria attenzione nazionale e europea verso gli ottavi centenari francescani, di cui l’ultimo, il più importante, percorrerà l’intero 2026. A questo va aggiunto il fatto che il 4 ottobre, data della morte del patrono d’Italia, è tornata ad essere festa nazionale,
Il secondo campo in cui il ventennato di Sorrentino ha avuto un ruolo positivo è quello che riguarda i rapporti interni alla chiesa. Quando arrivò ad Assisi, monsignor Sorrentino, nominato da Benedetto XVI, la situazione era particolarmente delicata: cresceva lo scontro, diventato sempre più evidente, fra i frati del Sacro Convento e la Curia vescovile. Oggi le acque si sono placate e, almeno a guardare dall’esterno, non si vedono più i marosi di un tempo.
Il terzo campo in cui si colgono alcune importanti novità è quello politico. La Curia ha una capacità di influenzarlo decisamente aumentata. Basti pensare che la Presidente della Regione Stefania Proietti, già sindaco di Assisi, è cattolicissima, molto legata alla Curia e personalmente a Domenico Sorrentino. E, per la verità, in tutta l’Umbria il mondo cattolico ha espresso in anni recenti importanti amministratori, irrobustendo la sua presenza all’interno delle istituzioni. Tanto per fare qualche nome si va dal sindaco di Perugia Andrea Romizi a quello di Terni Leonardo Latini sino alle due ultime Presidente della Regione, Donatella Tesei e Stefania Proietti, nonchè ai due Rettori delle Università perugine, Valerio De Cesaris e Massimiliano Marianelli. Alla costruzione di questa importante presenza ha fortemente contribuito il cardinale Gualtiero Bassetti ora “in pensione” a Città della Pieve.
Il nuovo vescovo trova dunque una situazione migliore rispetto a quella del suo predecessore, con il baricentro spostato a vantaggio della Curia e un po’ più lontano dal Sacro Convento. Dovrà però governare un luogo molto importante sia all’interno del mondo cattolico che nel sistema di poteri anche istituzionali e amministrativi dell’Umbria. Una diocesi con stratificazioni storiche complesse e tuttora non priva di rapporti problematici.



