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Intervista all’assessore Francesco Zuccherini.  Interventi nei grandi quartieri a “corona” e sulla mobilità. Una nuova urbanistica per la città. Buche e marciapiedi

 

di Gabriella Mecucci e Giampiero Rasimelli

Dopo una lunga chiacchierata – intervista con l’assessore Francesco Zucherini l’impressione è netta: ha raccontato con grande concretezza il profilo di quella che sarà la nuova Perugia del 2030.

Assessore, quale sarà il progetto più importante sul quale lavorerà nel 2026?

Ora dobbiamo cominciare a lavorare concretamente sul Centro Storico e non con azioni spot, ma con una visione sempre più chiara e interconnessa tra i diversi interventi che sono già a bilancio o a conclusione della fase di progettazione.  Avvieremo la riqualificazione della Rocca Paolina, uno dei monumenti più interessanti e suggestivi di Perugia, al fine di permetterne la piena restituzione a cittadini e turisti, e di riempirla di contenuti. Lo faremo usando le tecnologie più avanzate che ci aiuteranno a restituire al pubblico la storia di quel monumento e della città. Sarà un ingresso nel centro storico, e insieme un racconto per immagini di un grande passato.

Riqualificheremo Piazza Morlacchi grazie ad un vero e proprio progetto di rigenerazione urbana (completo di parcheggi per residenti, spazi pedonali e spazi verdi), permettendone il pieno godimento ai residenti e non, ai turisti, alla popolazione universitaria. Poi toccherà a Corso Vannucci: affronteremo la costosa opera di ripavimentazione della via più importante della città, il biglietto da visita di Perugia. Siamo in conclusione del Piano di Fattibilità Generale, al più presto, cominceremo i lavori che verranno realizzati a stralcio. Ma l’intervento forse più significativo e profondo nel Centro Storico sarà l’avvio dei lavori della nuova “Cittadella Giudiziaria”, maggio/giugno 2026.

Cosa farete?

Per avere un’idea plastica dell’impatto di questo progetto dobbiamo prima averne una visione generale. Il risultato finale sarà il completo riutilizzo dell’area dell’ex Carcere femminile e maschile, ma parte del Tribunale (Procura, Corte d’Appello e altro) rimarranno in piazza Matteotti (palazzo dei Capitani del Popolo e palazzo delle Poste), dando così maggiori spazi a disposizione degli uffici, mentre il Tribunale Penale si sposterà totalmente nell’area ex carcere, liberando via XIV Settembre. I lavori cominceranno a maggio/giugno 2026 e verranno completati entro il 2031/32.

Un intervento di grandissimo impatto che avrà due conseguenze importanti. La prima: a fianco dei lavori per la Cittadella Giudiziaria nell’area ex Carcere porteremo avanti un progetto di integrale riqualificazione di piazza Partigiani, un punto nevralgico dell’accesso alla città storica che va reso efficiente nella pavimentazione, negli edifici e nei servizi, a cominciare dalla stazione degli autobus per arrivare alle zone antistanti e alla stessa area verde (piccolo parco di Santa Giuliana). Si tratta di restituire un patrimonio importante alla vita cittadina.

E il secondo impatto?

Sarà l’uscita del Tribunale Penale dall’edificio ex Centrale Enel di via XIV Settembre. Questo, unito all’assorbimento nella nuova Casa della Salute in via di realizzazione a Monteluce di tutte le attività attualmente collocate nell’edifico ex Dispensario, sempre in via XIV Settembre, cambierà totalmente la vita di quella zona cittadina.

Dovremo quindi riflettere piuttosto rapidamente come riempire di contenuti e con quali idee affrontare il tema della rigenerazione di quella delicata area del Centro Storico. Ma non è ancora tutto.

Assessore, termini allora il racconto della Perugia del 2030..

Nel 2027 avremo i lavori di riqualificazione della Galleria Kennedy, affrontando i complessi problemi idrogeologici di quel sito. Lavori che svolgeremo di notte cercando di apportare il minor disagio alla popolazione data l’importanza di quell’arteria per la vita cittadina. Entro il 2027 dovrebbe terminare la ristrutturazione della Turrenetta che potrà riprendere il suo ruolo nella vita culturale perugina.

E, entro il 2030, riavremo a disposizione il teatro Turreno che dopo tanto penare potrà fornire un nuovo importante spazio per le attività culturali in città, e aprire alla prospettiva di disegnare il Centro Storico di Perugia  anche come un centro congressi o un centro teatrale diffuso, valorizzando tutte le location prestigiose dell’area.

Assessore, ma il centro storico ha anche bisogno di essere ripopolato, cosa farete in questa direzione?

Ci muoveremo per facilitare in ogni modo l’insediamento di servizi commerciali e spazi di prossimità, come è stato fatto in via Oberdan (Umbrò è un bell’esempio di rigenerazione). Stiamo discutendo con SIPA investimenti sui parcheggi e in particolare per i residenti, soprattutto nell’area di via Pellini.

E per determinare un aumento della popolazione residente cercheremo di utilizzare e far utilizzare a privati e a fondi di investimento le nuove normative esistenti che facilitano il cambiamento di destinazione degli immobili per permettere un più facile mercato per immobili moderni, ristrutturati e probabilmente meno costosi in pieno Centro Storico.

Questo che lei ci ha raccontato è un ridisegno completo del profilo della città storica..

Sì. Dobbiamo fare però questo lavoro non dimenticando i territori, i problemi della città compatta e dei grandi quartieri a corona.

Dobbiamo avviare il progetto definito a S.Sisto e a Monteluce con Agenda Urbana. La riorganizzazione e rigenerazione della piazza di S.Sisto, la realizzazione lungo la ferrovia dell’anello verde con spazi vivibili e piste ciclabili. Qui i lavori cominceranno già quest’anno, per la piazza di Sant’Erminio a breve. Dobbiamo intrecciare questi progetti anche con gli altri interventi. Come quello sulla casa della Salute a Monteluce e quello sul BRT a S.Sisto, dove in particolare potremo lavorare anche ad un ampliamento dell’edificio che ospita da un lato la Biblioteca Penna e dall’altro il teatro Brecht. Lo faremo sfruttando anche i lavori  per arginare le infiltrazioni d’acqua che tanti problemi hanno creato ai cittadini.

Un altro importante intervento di riqualificazione partirà a breve in via XX Settembre dove restituiremo ai cittadini Villa Urbani, come biblioteca e come centro di vita del quartiere, col suo bellissimo giardino che riprenderà a pieno il suo splendore. E stiamo investendo in infrastrutture sociali anche a Pretola con la riqualificazione del C.V.A o con la riqualificazione del Teatro dell’Olletta a Pila e del teatro Foresi ancora a S.Sisto. Così come a Ponte San Giovanni verrà riqualificato lo spazio giovani annesso al CVA e nell’ambito dell’area interessata dal programma PINQUA, nell’ edificio ex Palazzetti, si realizzerà un ampio spazio per attività socio-culturali.

Il programma marciapiedi che fine ha fatto? 

Sta andando avanti. Oggi abbiamo inaugurato il nuovo marciapiede a Resina. Monteluce è in fase di completamento poi sarà la volta di Ponte d’Oddi e Montegrillo e avvieremo anche quello in zona Elce dando priorità all’area antistante la scuola Valentini. Interventi più complessi sono programmati a breve in via Magno Magnini, dove dovranno essere sostituiti anche alcuni (pochi) alberi per mettere in sicurezza il manto stradale.

E in via XX Settembre dove, in prossimità del ponte, toglieremo le barriere new jersey, amplieremo la superficie e ricostruiremo il marciapiede. Ciò richiederà un lavoro autorizzatorio più complesso, ma lo faremo in tempi comunque ragionevolmente brevi. Inizieremo già nel 2026.

Senta Zuccherini, veniamo ora alle strade, e alle famigerate buche.. Faccia un quadro di quello che si muove e come.

Intanto vi dico che abbiamo rifatto 38 chilometri di strade e il programma di manutenzione che abbiamo stabilito continuerà fino a fine mandato con interventi strutturali e non di semplice maquillage. Rifaremo completamente a breve il manto di via Cortonese e da lì fino alla rotonda Berlinguer e poi la strada delle Mandrelle tra St.Erminio e Ponte Rio.

Voglio dirvi ancora che sul piano strade stiamo concordando con la Provincia il completamento della via Pievaiola e abbiamo aperto una discussione operativa su come affrontare il nodo di Colonnetta, un punto importante di collegamento della viabilità ordinaria tra Ponte San Giovanni e Ponte della Pietra – S.Sisto -Ospedale.

E siamo arrivati alla questione raddoppio delle rampe. Quali i tempi e i disagi per i cittadini?

La manutenzione delle gallerie del raccordo Perugia-Bettolle RA06 e del raddoppio delle rampe dello svincolo di Ponte San Giovanni è un problema di grande portata. La sostanza è che abbiamo preteso e ottenuto da ANAS che i lavori di manutenzione delle gallerie e quelli accessori alla realizzazione del raddoppio delle rampe cominciassero prima di quelli veri e propri di raddoppio. Questo per ridurre sensibilmente i disagi causati da lavori importanti e di grande impatto che non a caso superano i 60 milioni di euro e che sono ineludibili, al netto di tutte le discussioni sul “Nodo” che affronteremo in altra sede.

Questi interventi dovranno concludersi entro il 2028, quando è previsto l’avvio del raddoppio delle rampe, che non comporterà, però, la chiusura dello svincolo. Si dovrà solo sopportare un restringimento delle sedi stradali, cosa certo non piacevole, ma, ripeto, è ineludibile. I lavori accessori riguardano la realizzazione di rotonde a corona tra Balanzano, via dei Loggi e Park Hotel per alleggerire e rendere più fluido il traffico di attraversamento. Queste opere serviranno per l’emergenza ma anche a ridisegnare e migliorare tutta la viabilità in quell’area sensibile. Tutta l’opera dovrebbe concludersi entro il 2030/31. Stiamo lavorando con questo timing, e’ un’ indicazione ragionevole ma non ancora consolidata negli atti.

E sul BRT come sta andando?

Vi dico una cosa precisa. Non possiamo subire il BRT. Si sta realizzando e noi dobbiamo sfruttare quest’opera per metterla al servizio del potenziamento dell’intermodalità e del ridisegno di alcune zone della città. Penso alla stazione di S.Sisto e al suo inserimento nell’ambito della riqualificazione della Piazza, del Teatro e della Biblioteca.

Penso alla stazione di via Sicilia che dovra’ servirci per avviare tutto il ridisegno della stazione ferroviaria e collegamento con via Cortonese. Poi vedremo come funzionerà il metrobus, ma dovremo fare tutto il possibile perché funzioni bene.

Assessore, un’ultima domanda, alla fine di questa lunga chiacchierata. Ci ha raccontato un impressionante ridisegno della città e di molte sue funzioni, non pensa che questo porti con sè l’esigenza di un nuovo Piano Regolatore Generale come si disse in campagna elettorale da parte di entrambe le contendenti?  

Si, sono aperto a questa discussione ma ad alcune condizioni. Non può essere il PRG delle cubature in più o in meno. Secondo me dobbiamo vederlo come strumento di programmazione generale della rigenerazione urbana. L’architetto Marini ha prodotto un Documento Strategico Territoriale nell’ ambito di Agenda Urbana che mette insieme una serie di progetti che hanno questa logica. E’ molto interessante.

E la mobilità dove la mettiamo? Credo che non si possa più separare mobilità e programmazione urbanistica, rispetto gli specialismi, ma questa separazione è impossibile nella realtà e nella dimensione progettuale. E comunque non potremo affrontare una discussione sul nuovo PRG di Perugia finchè la Regione non varerà la riforma della legge 1 sull’Urbanistica. Sarebbe un controsenso.