di Porzia Corradi
L’arrivo di maggio segna in Umbria il trionfo delle grandi feste popolari che affondano le loro origini nel Medioevo.
La prima è il Calendimaggio di Assisi – unica, grande festa laica della città – che dura quattro giorni e che quest’anno inizierà il 6 e terminerà il 9. Nata nel Trecento, quando Assisi era la città d’arte più importante d’Europa – ci lavoravano da Giotto a Simone Martini a Pietro Lorenzetti – la festa era soprattutto musicale e canora. La città quel periodo era molto cresciuta per ricchezza e grandezza e si era divisa fra “La parte de Sotto” e “La parte de sopra” che fra loro si sfidavano per vincere il palio. Nel tempo il Calendimaggio si è arricchito di sfilate in costume e le rappresentazioni sono diventate sempre raffinate. Alla fine delle esibizioni una giuria, che quest’anno avrà al suo interno fra gli altri Ascania Celestini, decreterà il vincitore. La festa è molto sentita e vede un’entusiastica partecipazione popolare. La spettacolarità delle esibizioni è calata nello splendido palcoscenico che offre Assisi con tutte le iniziative culturali e religiose che offre l’ottavo centenario francescano.
L’altra grande festa del maggio umbro, la più conosciuta anche perché carica di “mattia” eugubina, è la Corsa dei Ceri che si tiene a Gubbio il 15 maggio. Un appuntamento imperdibile iniziato nel 1160. Alle 11 e mezzo sulla Piazza Grande si svolge la suggestiva e coinvolgente cerimonia dell’alzata dei Ceri. Al suono del campanone e in mezzo alle grida crescenti di una folla colorata e festante i “capodieci” si buttano in avanti e lanciano una brocca d’acqua in quel momento i ceraioli alzano i Ceri e con questi sulle spalle iniziano a fare a tutta velocità tre giri in piazza. La Corsa riprende alle 18 quando, dopo la benedizione religiosa, la gigantesche macchine che portano in cima l’immagine dei tre santi (Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio), si arrampicano prima per le strade della città e poi sulla salita che porta in cima al Monte Ingino dove c’è la Basilica di Sant’Ubaldo e dove i Ceri vengono riposti. Sant’Ubaldo arriva sempre primo secondo San Giorgio, terzo Sant’Antonio. Non c’è una gara vera e propria, ma è più bravo chi corre meglio, chi tiene il Cero eretto e non lo fa piegare e men che meno cadere. I santubaldari infine fanno vanto se riescono non solo, come è dovuto, per primi nella Basilica ma se riescono a chiudere la porta in facci ai sangiorgiari. Finita la Corsa che è faticosissima e altamente spettacolare non termina certo la festa che prosegue per tutta la notte fra canti, bevute e tanto altro. La festa è un inno alla primavera e alla fecondità ed è pervasa di un’allegria sfrenata e un po’ folle. Il grande fotografo Steve McCurry l’ha così descritta: “Pensavo di vedere una festa e ho visto la vita”
La terza, importante festa medioevale che inizia a fine aprile, ma che occupa quest’anno i primi dieci giorni del mese maggio è La Corsa dell’Anello” di Narni. Ha anch’essa un’origine religiosa che si arricchisce con moltissime iniziative: da sfilate in costume a rappresentazioni che nel 2026 metteranno al centro Boccacio. Il 10 maggio si svolge la gara vera e propria al Campo de li giochi. I cavalieri dei Terzieri si sfidano: devono a tutta velocità infilare un anello. In tutti i giorni di maggio sino al dieci sono aperte le taverne, e Narni, uno dei borghi più raffinati e eleganti dell’Umbria si veste a festa.



