di Giampiero Rasimelli
Le 3 principali squadre di calcio della nostra regione, Perugia, Ternana, Gubbio, sono impegnate in Serie C nel Girone B, manca una giornata alla fine del campionato ed è giusto tirare un bilancio di quanto accaduto e di cosa ci lascia questa stagione. È stata infatti una stagione memorabile e purtroppo non in positivo, abbiamo vissuto quasi ogni settimana sulle montagne russe, per i risultati sportivi e non solo, con grandi margini di rischio e questioni pericolose ancora aperte, tutt’altro che risolte, che ci porteranno col batticuore fino all’estate avanzata.
Ternana in liquidazione, c’è una chance per salvare il salvabile
Sola eccezione da rimarcare, il Gubbio che per il quinto anno consecutivo conquista i play off del girone di serie C, mostrando un’apprezzabile continuità sportiva e una solidità societaria che fa onore ai dirigenti e alla città tutta. Il Gubbio sta con profitto nella sua dimensione, non delude mai e una volta è riuscito a conquistare anche la promozione in serie B. La continuità è dovuta ad una gestione sempre saggia nelle scelte capaci di coniugare qualità e ridotti margini di rischio nel rispetto della dimensione finanziaria della società. Una gestione illuminata che merita il riconoscimento della città di Gubbio e di tutta la regione. Non abbiamo dubbi che saprà comportarsi al meglio nei play off e che saprà continuare su questa strada nella prossima stagione e in quelle successive. Forza Gubbio ! … sei un modello positivo per tutte le squadre di provincia che sanno interpretare al meglio le identità cittadine e l’equilibrio intelligente delle gestioni sportive.
Ma ora veniamo alle più dolenti note, quelle che hanno fatto e fanno soffrire tanta parte dei tifosi umbri e tutta la regione.
Cominciamo dal Perugia. Andiamo a Forlì per l’ultima partita e non siamo ancora salvi, cioè non siamo ancora fuori dal rischio play out. Forse, in teoria, potremo anche perdere a Forlì e restare comunque fuori dai play out, ma il nostro destino si deciderà all’ultimo minuto dell’ultima partita, o per il risultato ottenuto o per i risultati della giornata conclusiva del girone (… come purtroppo avevamo detto e paventato ormai mesi fa !!!) …. Speriamo bene!! … dobbiamo solo conquistare un punto in Romagna .. ce la faremo ? E’ veramente incredibile, in questa stagione disgraziata ogni volta che dopo il buio profondo, durato a lungo e a più riprese, abbiamo rivisto il bagliore della luce non siamo mai riusciti a catturare quell’attimo sempre fuggente capace di portarci fuori dai peggiori incubi. Più volte i tifosi si sono illusi, come anche molti opinionisti e più volte sono dovuti tornare nello sconforto. Anche nell’ultima partita giocata in casa col Campobasso il copione si è ripetuto, partenza timida e impacciata, gol subito come fosse il compimento di un destino, scomposto e drammatico, quanto generoso, tentativo di rimonta, Montevago (sempre il migliore) questa volta non fa gol (può capitere !) e alla fine niente di fatto, mani vuote e ritorno nell’odioso limbo. Cari calciatori del Grifo, riusciamo a partire con determinazione dall’inizio a Forlì ? Possiamo dare battaglia in difesa e a centrocampo per tentare di innescare il nostro attacco nella speranza che Montevago (o chi per lui) ci faccia un ultimo regalo ? Sembra una banalità, ma poche volte il Perugia, pur avendone i mezzi, è riuscito ad allineare questi momenti salienti della vita di una partita. Adesso, domenica prossima, c’è l’ultima occasione per riportare ad Itaca la nave di Ulisse. Il paragone è spropositato, ma dà l’idea delle enormi peripezie del Grifo in questa stagione, un Grifo che ha vissuto sempre con un rabbioso Ciclope sulle spalle. Ma ora, facendo tutti gli scongiuri del caso, che cosa potrà accadere del Perugia Calcio dopo un’eventuale così tribolata salvezza ? Non ci sarà il tempo di gioire troppo per lo scampato pericolo (ancora scongiuri!!), qualcuno dovrà dirci gli indirizzi della proprietà per l’immediato futuro ! Senza rafforzare l’impegno della società, o la società stessa, senza nuovi orizzonti di progetto, il futuro del Grifo è a rischio, langue da troppo tempo, la città è preoccupata e arrabbiata, eppure è stata sempre disponibile dalle istituzioni, ai tifosi, ai cittadini in senso lato. E’ stato tutto sbagliato l’impianto sportivo dell’avventura del Perugia dopo Santopadre e ora non ci si può accontentare di ripartire senza alcun progetto credibile e senza una minima ambizione. Non ci vogliamo pronunciare sui guai argentini della proprietà, ma prendiamo atto che solo la scelta della Triade Gaucci, Novellino, Tedesco è stata azzeccata, anche se tardiva, da qui bisogna sicuramente ripartire perché è stato l’unico argine ad un’irreparabile deriva. Ora ci si deve aspettare una sincera valutazione della società, del Presidente Faroni e dell’attuale Dirigenza per dire alla città quali sono le disponibilità e i programmi per un futuro di medio periodo che certo non potrà prevedere la Champions League, ma che almeno garantisca una navigazione più tranquilla e non priva di possibili soddisfazioni. Se non dovesse essere così meglio chiarire subito le posizioni, non credo che a nessuno convenga navigare ancora per una stagione nei bassifondi della classifica di Serie C, con una squadra rappezzata, e una tifoseria e una città profondamente deluse e sull’orlo di una crisi di nervi.
E veniamo infine al rompicapo Ternana. Innanzitutto è da sottolineare che le Fere hanno conquistato sul campo il diritto a disputare i play off, nonostante tutto quello che la società ha passato in questi mesi. Un vero miracolo, merito di una squadra di buon valore e dell’allenatore Fazio insediatosi a fine marzo. Ma non si può dimenticare la capacità di tenuta dell’allenatore Liverani per la gran parte della stagione di fronte a vicissitudini di ogni tipo, capace di reggere la squadra e produrre risultati in condizioni proibitive per chiunque, appunto, fino a marzo inoltrato. Oggi abbiamo questo play off e una società avviata al fallimento giudiziale, ad una problematica asta dalla quale possa nascere una nuova proprieta’ e già gravata nella prossima stagione da una penalizzazione al momento di 5 punti. L’orizzonte è cortissimo, tra il 6 e il 16 giugno prossimi si deciderà del ripristino in vita del titolo sportivo della società e della sua iscrizione al prossimo campionato di Serie C, oppure del suo completo azzeramento, dell’azzeramento di questa società calcistica centenaria. Il rischio più grande per la Ternana è che in queste settimane decisive venga ancora una volta risucchiata dal conflitto d’interesse del Sindaco Bandecchi sul progetto, reiterato nonostante le pronunce del TAR, dello Stadio-Clinica. L’unica strada percorribile è fuoriuscire completamente da quel marciume e far sì che si presenti una compagine di imprenditori e perché no di azionariato popolare, capace di mettere insieme dai 3 ai 5 milioni di euro (la cifra la definiranno i curatori fallimentari) al fine di dare nuova luce alla vita delle Fere. Un’ impresa difficilissima, ma non impossibile se ci sarà una grande mobilitazione cittadina capace di affrancarsi dalle spire di Bandecchi che direttamente o indirettamente, ma sempre in base ai suoi interessi, hanno condizionato negativamente la vita della Ternana. Nonostante il blaterare del Sindaco e di alcuni residui soloni già ampiamente falliti, non credo che ci sia altra strada, a meno che non si manifesti un “Cavaliere Bianco” che, appurata la pulizia del valore societario dai debiti che hanno strangolato la Ternana, accetti di farsi carico della gestione di questo nuovo futuro sportivo delle Fere, fuori da tutte le beghe che sinora lo hanno gravato. In fin dei conti la squadra mantiene un suo standing, ha una storia importante e può essere un’opportunità reale per chi è interessato ad investire nel calcio. Ma attenzione alle mezze figure, ai prestanome, ai giochi che hanno radice nelle gestioni passate. La situazione a Terni è compromessa e soluzioni ambigue non reggerebbero nemmeno lo spazio di un mattino. Quindi forza Terni, prendi in mano la storia della Ternana, investi sulla tua identità e sulla trasparenza di un progetto economico e sportivo, caccia i Farisei dal Tempio e salva le Fere !! Bandecchi dovrebbe essere il primo a fare un passo indietro, a fare mea culpa sugli errori grossolani che ha compiuto e sugli improbabili interessi che ha coinvolto nella Ternana. Sarebbe utile che si confrontasse sul rilancio del calcio a Terni e sull’impegno istituzionale del Comune e della regione tutta per dare un ruolo centrale a Terni in Umbria, nella sanità, nello sviluppo economico e anche nello sport. Ma non abbiamo nessuna speranza che questo possa avvenire, sarebbe un miracolo impensabile, un’impensabile conversione. E allora bisogna che Terni sappia trovare altre strade e sappia decidere il suo futuro fuori dalle panzane, dalle promesse, dagli interessi opachi e dalla cialtroneria di Bandecchi. Forza Terni, ti aspetta un mese di fuoco, siamo tutti con te!!
Insomma, ecco come si vede oggi l’Umbria dalla finestra del calcio : Forza Gubbio e mani sui capelli per tutto il resto o quasi ! Sarà ora che ci svegliamo, no ? tutti, tifosi, sportivi generici, opinionisti, imprenditori, cittadini, istituzioni … la situazione è preoccupante e ridicola, se non toccasse profondamente il cuore di tante persone e di tante storie. Ne esce un profilo poco rassicurante e certamente non brillante per la nostra bella regione.



