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di Giampiero Rasimelli

Ieri abbiamo scritto un articolo sulla vicenda societaria della Ternana Calcio ormai volta al fallimento. Nella stessa giornata sono intervenute nel merito due pronunce dei Tribunali di Perugia e Terni che hanno dato ragione a quanto da noi scritto, ma che meritano una più chiara illustrazione. Così, contando sulla pazienza dei nostri lettori, proponiamo di seguito un aggiornamento del testo e qualche ulteriore focalizzazione su quanto sta accadendo.

Che fine farà la Ternana Calcio dopo un secolo di storia (fondata nel 1925)?

Difficile a dirsi, si è andati su un piano inclinato da cui è molto complicato venir fuori, ogni giorno che passa ci si impantana sempre di più e purtroppo si tratta di un destino ampiamente annunciato. Il ginepraio inestricabile di interessi privati e conflitti di interesse, di prestanome, di atti grossolani e non legittimi, come attestato dai tribunali (segnatamente il TAR), messo in opera da Bandecchi con al centro la povera Ternana, sta stritolando la gloriosa società calcistica. L’ultimo atto è la guerra aperta ai Rizzo, gli ultimi proprietari della Ternana, che, attirati in città col miraggio dello stadio-clinica e da qualche cattiva amicizia (Massimo Ferrero “er Viperetta” noto alle cronache per altre fallimentari vicende calcistiche), alla fine si sono chiamati fuori dichiarando lunedi scorso lo stato di liquidazione volontaria. Bandecchi li aveva presentati come salvatori della patria, ma finito il bluff dello stadio-clinica e acclarata (dal Tar) l’illegittimità degli atti comunali su cui questo bluff si fondava, i Rizzo hanno “scoperto” la montagna debitoria che gravava sui conti della società calcistica (14,4 milioni si stima, più il costo ordinario della stagione calcistica, circa 6 milioni). Hanno chiamato in causa Bandecchi che ha risposto a suo modo, con violenza polemica e minacce ed è iniziata la guerra dei mondi, una cosa che durerà a lungo e lascerà molti feriti. Non sapevano nulla di tutto ciò i Rizzo quando è cominciata la loro avventura a Terni ? E’ difficile crederlo, ma non sta a noi appurarlo.

Alla dichiarazione di messa in liquidazione volontaria avrebbe dovuta corrispondere l’immediata cancellazione della Ternana dal campionato di Serie C in corso (come già accaduto per il Rimini qualche mese fa), ma mancando 2 giornate alla fine si sarebbe sensibilmente falsato l’andamento dello stesso. Ecco allora che un paio di creditori hanno presentato al Tribunale di Terni un’istanza esecutiva di pagamento delle proprie spettanze a carico della Ternana, chiedendo di fatto l’avvio della procedura giudiziale di fallimento. Ieri, prima il Tribunale di Perugia ha respinto la liquidazione volontaria richiesta dai Rizzo alla Camera di Commercio, poi il tribunale di Terni ha deciso di avviare a garanzia dei creditori la procedura di fallimento giudiziale e il conseguente esercizio provvisorio. Ora verrà nominato un nuovo liquidatore e comincerà un iter che allungherà fino all’inizio dell’estate il tempo di vita della società calcistica. Fino al prossimo 16 giugno, data entro la quale la Ternana dovrà presentare la documentazione per la nuova iscrizione al campionato di Serie C 2026/27, pagare la relativa quota e sanare il pregrsso.

E’ importante chiarire che quanto è accaduto ieri, non è il salvataggio della Ternana, al massimo si può dire che si sono determinate le condizioni per avviare un tentativo, assolutamente non semplice e tutt’altro che scontato, di salvare il salvabile della Ternana Calcio. Un tentativo che dovrebbe svilupparsi a partire dai seguenti paletti:

1) La guerra dei mondi tra Bandecchi e i Rizzo dovrebbe combattersi del tutto al di fuori della vicenda Ternana Calcio 2) questa dovrebbe essere la pre-condizione per trovare qualche investitore interessato a rilevare la sola attività calcistica e non un ennesimo prestanome che potrebbe assicurare non più che una lenta agonia del titolo sportivo 3) questo investitore dovrebbe farsi carico di sanare alla data del prossimo 16 giugno la situazione creata dai mancati pagamenti degli stipendi in data 16 aprile (che sicuramente comporteranno una penalizzazione da scontare nella prossima stagione) e di tutti i costi e la documentazione relativi all’iscrizione al prossimo campionato, si parla di milioni di euro, non di noccioline.

E’ credibile questo scenario? Sicuramente bisogna cercare di perseguirlo, ma basta illudere i tifosi e Terni tutta, basta con le furbizie di Bandecchi che hanno trascinato nella melma una società centenaria, basta con i raggiri, i conflitti d’interesse e le mezze figure. Basta con Bandecchi contro tutti che si atteggia un giorno a boss spregiudicato, un giorno a salvatore della patria e un giorno a vittima. La verità è che la gestione di Bandecchi è stata ed è cialtronesca, della Ternana e del Comune, e gli effetti oggi sono evidenti a tutti.

Il calcio a Terni non morirà, non deve morire la Ternana, in un modo o nell’altro!

E’ un calvario che hanno già affrontato diverse città e storie calcistiche (anche il Perugia è ripartito dalla Serie D !). L’importante è portare via il calcio ternano da quell’insano groviglio di interessi privati in cui lo ha cacciato Bandecchi per tentare di diventare il” Padre Padrone” di Terni. C’è bisogno che tante forze sane della città e anche disponibilità economiche sincere si ritrovino intorno alla Ternana per resuscitare un simbolo della vita cittadina e indicare una strada del tutto nuova capace di rilanciare il calcio a Terni. Questo deve significare salvare il salvabile, per ripartire in modo sano.

Vedremo nelle prossime settimane cosa potrà svilupparsi intorno alla Ternana, ma non c’è dubbio che Bandecchi non potrà essere il gestore di qualsiasi tentativo di uscita della società calcistica dai guai in cui si è cacciata. Il peso del conflitto di interessi nella vicenda ancora aperta è enorme e va assolutamente tolto dal tavolo di ogni possibile nuovo coinvolgimento di disponibilità ad investire.

E’ bene che questo punto sia meglio focalizzato. In altre vicende simili, di altre città, è stato il Sindaco il soggetto che si è incaricato di coordinare e indirizzare gli sforzi per dare una nuova proprietà e una nuova gestione alla società calcistica fallita o in via di fallimento. Questo a Terni non può e non deve accadere, perché Bandecchi è portatore in prima persona del conflitto di interessi che sta stritolando la società. E’ proprietario della Ternana Women, la quale è in rapporti d’affari con la società Stadium (di cui la Ternana è parte) protagonista dell’affaire stadio-clinica e ha una serie di transazioni in opera con la Ternana calcio. Un ginepraio di situazioni che vanno tenute lontano come la peste dal tavolo dove si dovranno costruire le condizioni di proprietà e gestione del futuro della Ternana. Subito dopo la nomina da parte del Tribunale del nuovo liquidatore è bene che si manifesti un soggetto capace di raccogliere l’interesse delle forze cittadine che vogliono impegnarsi direttamente o con l’appoggio di investitori esterni a disegnare il futuro della Ternana calcio, o per lo meno a tentare di farlo in modo credibile. Il tutto con una chiara scadenza: 16 giugno 2026.

L’avventura di Bandecchi a Terni potrà finire, a meno di avvenimenti esterni, con le elezioni Comunali del 2027, il problema è quanti prezzi dovrà pagare ancora Terni a questa storia, oltre la disgraziata vicenda della Ternana Calcio.