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di Giampiero Rasimelli

Avete girato per Umbria Jazz durante questo primo week end ? Penso che la manifestazione abbia mantenuto le grandi promesse contenute nel suo programma di concerti ed eventi. Ora il Festival si avvia a metà percorso e possiamo fare una prima fotografia d’insieme di ciò che abbiamo visto ed ascoltato.

“Ciao Perugia”: Sting saluta e incanta i 13mila del Santa Giuliana

Restano negli occhi le immagini della festa d’anteprima in Piazza IV Novembre con Serena Brancale, l’invasione di pubblico per il concerto di Sting che ha messo alla prova con successo l’Arena Santa Giuliana (oltre 13.000 presenze). Fanno effetto gli oltre 20.000 biglietti venduti nel fine settimana, le quasi 200.000 presenze complessive in città nei giorni del Festival in questa prima parte. Ma se andiamo a scavare un po’ c’è molto di più in questa edizione festivaliera che sta rispettando le aspettative ambiziose che aveva suscitato.

Non possiamo non evidenziare la doppia performance di Paolo Fresu al Morlacchi a celebrazione del centenario di Miles Davis, tra prosa, immagini e musica, con la raffinatezza e la profondità di sempre.

Dobbiamo, poi, citare il grande successo ottenuto ai Giardini Carducci dalla cantante Jontè Mayon, una voce incredibile capace di reggere l’interpretazione di brani dei maggiori artisti soul e jazz. In un crescendo continuo, alla fine, con “I put a spell on you” e con “Purple rain” è andata a riempire di pubblico scatenato ed emozionato tutta l’area dei Giardini Carducci, un vento di vera novità al Festival.

Forse però una nota particolare va fatta per il concerto di domenica sera all’Arena, aperto da Ennie end the Coldwells e proseguito con la performance di Jon Baptiste. Le prime, una famiglia originaria del Mississippi, hanno spaziato per un’ora molto abbondante tra gospel, soul, funk, blues, senza abbassare nemmeno per un momento la loro intensità. Tre donne fenomeno sul palco, accompagnate da video di famiglia e immagini dell’area del Mississippi. Bellissime, pubblico estasiato, una vera novità proposta dal Festival.

Ma veniamo al Jon Batiste poliedrico e imprevedibile polistrumentista e cantante che era la star del concerto domenicale. Batiste si era già esibito giovanissimo (a 17 anni) a Umbria Jazz e con la sua diamonica (uno dei suoi strumenti musicali distintivi), i suoi beat africani, le sue diavolerie musicali che hanno trasportato la performance da Volare di Modugno a Beethoven, Mozart, Chopin e Thelonius Monk, ha stregato il pubblico prima attento e poi sempre più commosso e partecipe. Lui scorre fluido come un musicista d’eccellenza sa fare, con guizzi di Jazz, scrosci roboanti e suoni limpidi come l’acqua. Un pubblico transgenerazionale si muove, si ferma, si incanta … sembra di stare in un Jazz club anni 60/70. Durante l’esibizione (unica data in Italia) Batiste è sceso dal palco per dare la mano a Carlo Pagnotta, il patron di Umbria jazz sempre in prima fila nei momenti importanti della manifestazione. Pagnotta è uno dei suoi primi scopritori, Batiste lo saluta e ringrazia, ricordando il suo primo esordio al Festival. L’artista si è presentato all’Arena Santa Giuliana con una band tutta particolare. Una cantante meravigliosa che duetta, riprende e sostiene Jon, musicisti di alto livello che spiccano per le loro diverse caratteristiche e personalità. L’ensemble è perfetto e con un balletto sulla voce del pubblico lascia il palco come una squadra teatrale.

Che dire? Tante cose di grande valore musicale e di successo, accolte con grande favore dal pubblico, cui lunedì si è aggiunta anche una chicca di grande interesse, il chitarrista Rosenwinkel alla sala Podiani, con i suoi toni ovattati, felpati e con le sue incursioni vertiginose e melodiche sulla tastiera. Una sonorità originale di grande personalità per una performance solista e che mischia, rielabora, utilizza svariati generi musicali con un’impronta propria molto definita.

Ora la nave del Festival prosegue a pieno ritmo la sua crociera, dove approderà ? … ci sono serie possibilità che questa edizione registri ancora molti record oltre che a molte sorprese e conferme musicali di altissimo livello. Ormai è chiaro che il traguardo dei 40.000 paganti si raggiungerà e supererà, se sarà record lo vedremo. Avremo un altro sold out, questa volta con posti a sedere per Zucchero (siamo oltre i 7.500). Zucchero per la prima volta ad Umbria Jazz, una lunga, reciproca attesa che durava da molti anni per questo incontro tra il piu’ significativo e internazionale degli interpreti italiani di soul, blues e rock e la manifestazione Jazz più importante del nostro paese.  E poi ancora serate di grande successo all’Arena con Bollani, Gil, Costello e con la curiosissima performace di Snarky Puppy e la Metropol Orkest, oltre 70 musicisti sul palco, un vero spettacolo !

Buon divertimento a tutti !!