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Due sold out e tanti record: 3milioni di incassi, 46mila biglietti. Un’edizione straordinaria per quantità e qualità.

Porzia Corradi
Foto ©Umbria24

Non c’è dubbio che l’ultima edizione di Umbria Jazz è segnata da una valanga di record: 46mila biglietti, quasi quattromila in più del 2024, l’anno del cinquantenario; 3 milioni di incassi , cifra mai vista; e una quantità inimmaginabile di persone in città e negli appuntamenti gratuiti, oltre ovviamente agli spettacolari sold out di Sting e di Zucchero che da soli hanno fatto salire il botteghino a quota 20mila. Ma, a guardar bene dentro ai dati, se ne trovano forse alcuni ancora più significativi. Il primo riguarda l’aumento degli investimenti privati.

Molto importante questo andamento positivo perché segna la capacità di Umbria Jazz di stare sul mercato. Certo, come tutti i festival, non può fare a meno dei finanziamenti pubblici – quelli ministeriali, regionali e comunali – ma il record di danaro proveniente dall’ imprenditoria rappresenta un risultato importante.

Il secondo risultato fortemente positivo è la percentuale delle presenze ai concerti del Morlacchi, della Podiani e di altre location di minori dimensioni che quest’anno ha raggiunto il 38 per cento del totale.

C’è insomma una particolare importanza di quegli spettacoli che Carlo Pagnotta non dimentica mai di segnalare come i suoi preferiti. A Umbria Jazz, dunque, anche “piccolo è bello”.

Da non dimenticare inoltre alcun esibizioni di grande qualità come quelle di Laurie Anderson e di Snarky Puppy.