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di Gabriella Mecucci

Il Comune di Perugia si appresta a celebrare l’anniversario di uno dei suoi figli più illustri: nel 2027 infatti cade il cinquantenario della morte di Sandro Penna. E’ stato costituito un comitato di 18 membri, presieduto da Elio Pecora, che dovrebbe sovrintendere alle iniziative. Uno dei membri del comitato, Roberto Deidier, autore del Meridiano Mondadori dal titolo Poesie, prose e diari, il volume che più e meglio di altri ha approfondito l’opera di Penna, ha però subito dato fuoco alle polveri della polemica annunciando con una lettera le proprie dimissioni dal comitato.

Perché Deidier ha preso questa decisione? Cosa c’è che non va?

“Si poteva fare di meglio. Per quanto mi riguarda – come ho scritto nella mia lettera – mi dimetto anche per ragioni personali, ma non parlo solo per me stesso. In passato per precedenti iniziative su Sandro Penna, Roberto Abbondanza aveva coinvolto letterati dello spessore di Cesare Garboli. Questa volta si sono scartate figure di studiosi come Carla Scagliosi e si è tenuto fuori dal comitato l’erede del poeta. La mostra fatta alla Galleria Nazionale dell’Umbria nel 2023 aveva aperto un nuovo importante filone di studio invitandoci a guardare anche la sua produzione nel campo delle arti figurative e mettendo a fuoco il rapporto fra questa e la sua poesia. Oggi temo che non saremo all’altezza di quelle iniziative”.

Lei non prenderà parte dunque al comitato dei 18, ma ci aiuti a approfondire la poetica di Sandro Penna tenendo conto degli studi più recenti…

“E’ un lirico perfetto che raggiunge formalmente una grande musicalità. In passato è stato considerato un poeta facile, mentre invece più si approfondisce lo studio delle sue opere e più si scopre la grande cultura che c’è dietro. Altro che poeta naif, è un grande conoscitore dei simbolisti e della filosofia di Nieztche”.

Sandro Penna è da tempo diventato una bandiera del mondo gay..

“Lui andava oltre. Non sopportava i divieti alla felicità. Era su un’altra lunghezza d’onda. Scrive: Felice chi è diverso / essendo egli diverso / Ma guai a chi è diverso / essendo egli comune. Questi versi sono un inno alla libertà, quella vera che riguarda tutto e tutti: un’aspirazione a essere sempre se stessi pagata a caro prezzo. Una grande, generosa vitalità, Non posso non ricordare che è stato avversato da Eugenio Montale che all’inizio l’aveva promosso, ma che dopo la sua morte lo definì un Kavafis in sedicesimo”.

Ci sono nuovi approfondimenti sulla sua poetica?

“E’ in stampa il quaderno internazionale di studi che realizzo insieme a Raffaele Monica. E sta per uscire una nuova monografia per Electa a cui lavoro da molti anni su Penna e l’arte, un lavoro che prosegue che caratterizzò la mostra della Galleria Nazionale dell’Umbria del 2023, stroncato da gente che animerà gli appuntamenti perugini del 2027”.

Che cosa regala Sandro Penna ai giovani d’oggi?

“Una grande lezione di libertà”.