Abbiamo seguito in queste settimane di fine anno e continueremo a seguire nelle prossime il “caso Faroni”, attuale proprietario e Presidente del Perugia Calcio. Il “caso” si è aperto in questi giorni in Argentina con grande riscontro mediatico e con grande preoccupazione da parte dei tifosi del Grifo. L’ipotesi di reato sulla quale indaga la magistratura argentina è quella di riciclaggio. Faroni contesta il processo mediatico e si dichiara totalmente innocente e pronto a collaborare con la magistratura. Lo scrittore e nostro collaboratore Antonio Bellucci, che risiede in Argentina per diversi mesi all’anno e conosce bene quel paese, ci aiuta a raccogliere notizie concrete in diretta e a leggere quello scenario in cui il calcio conta veramente moltissimo e per questo è da sempre al centro di dispute politiche. Di seguito pubblichiamo l’articolo di Antonio Bellucci pieno di ulteriori novità.
L’interesse di Perugia e dell’Umbria per questa vicenda è vivissimo perché si tratta del futuro del Grifo, il cui acquisto da parte di Faroni è una delle questioni sotto la lente della giustizia argentina. I tifosi e la città di Perugia hanno diritto di sapere quali sono le accuse e quali le tesi a difesa di Faroni, in modo da vivere con consapevolezza e con la serenità necessaria lo sviluppo di questa situazione, che peraltro non è facilmente prevedibile né per i tempi, nè per gli esiti possibili. Faroni ha salvato il Perugia da un fallimento strisciante della gestione Santopadre, ha poi fatto scelte sbagliate che hanno complicato il percorso della squadra e recentemente sembra aver trovato la chiave per il rilancio del Perugia affidandone la conduzione a persone esperte e soprattutto collegate alla realtà cittadina e alla storia del Grifo. In conseguenza di ciò qualcosa di positivo si è mosso sul piano sportivo, il passaggio in poche settimane dal penultimo posto in classifica al quart’ultimo, a un solo punto da altre tre contendenti, è una buona notizia e un segnale di speranza di cui la vittoria a Guidonia di domenica scorsa è testimonianza importante. Il lavoro per salvare il Grifo dalla retrocessione è ancora lungo però e non è semplice, tifosi e città debbono stringersi attorno alla squadra e alla società impegnata anche in una difficile campagna acquisti per tutto gennaio. L’incrocio col “caso Faroni” apertosi in Argentina di certo non aiuta il lavoro finalmente intrapreso per la salvezza del Perugia. Per questo è importante dare con serenità ai tifosi informazioni il più possibile concrete e certe, scremate dal clamore mediatico e dalle distorsioni politiche sicuramente presenti nella narrazione in atto a Buenos Aires e dintorni. Così come è importante avvisare dei rischi che il Grifo corre in questa doppia partita da giocare sui campi di calcio in Italia e da seguire con attenzione nelle aule giudiziarie argentine. (Giampiero Rasimelli)
Buenos Aires 9.1.2026
di Antonio Bellucci
In Argentina le indagini sulla Federazione Calcio Argentina (AFA) e i trasferimenti milionari di TourProdEnter LLC, la società creata da Erica Gillette, moglie di Javier Faroni (attuale proprietario e Presidente del Perugia Calcio) continuano a tener banco.
Ma da dove è nata l’inchiesta della magistratura argentina? Non si tratta di fatti recenti, poiché il tutto risale alla pubblicazione del Decreto di Necessità e Urgenza (DNU) 70/2023 che ha introdotto modifiche alla Legge 20.665, nota come “Legge Sportiva”. Questo decreto è stato varato dal governo di Javier Milei appena insediatosi nel dicembre del 2023. La riforma consente alle associazioni sportive civili di trasformarsi in società senza che la forma giuridica adottata ne pregiudichi il diritto di affiliazione e/o partecipazione ad associazioni, confederazioni e a competizioni.
Nel mondo del calcio, questi cambiamenti hanno generato tensioni con l’AFA. La possibilità che i club membri dell’AFA diventino Società Sportive per Azioni (SAD) è stato uno degli argomenti più controversi del dibattito pubblico degli ultimi mesi, soprattutto perché lo statuto dell’AFA impone ai suoi membri di mantenere il loro status di “associazioni civili senza scopo di lucro”.
Tutto ciò è, con molta probabilità, alla base della guerra che si è scatenata intorno alla Federazione Argentina e, di rimbalzo ai suoi soci. Si tratta di una guerra senza esclusione di colpi che ha portato a denunce, indagini, illazioni e al coinvolgimento di persone, vedi Faroni e la moglie, che per alcuni media e parte dell’opinione pubblica, già sono colpevoli quando, dobbiamo ricordarlo, per ora non c’è nessun provvedimento a carico né di Faroni né della moglie ma, come ricorda, il Dr. Rusconi, avvocato di Javier Faroni, “c’è solo una richiesta del giudice a comparire a fronte di denunce, tutte da dimostrare, non per testimoniare ma per essere informato dei suoi diritti.”
Ecco il mega intreccio dietro l’indagine su Faroni: calcio, politica e affari
Per dovere di cronaca e in linea con quanto ricordato dall’avv. Rusconi, “l’AFA non è un ente statale, bensì un’associazione civile dotata di personalità giuridica e registrata presso l’Ispettorato generale della giustizia; la Federazione Calcio Argentina si avvale di intermediari e società private per sfruttare i ricavi: questa è la norma nel calcio mondiale. La Confederazione sudamericana di calcio (CONMEBOL) lo fa a livello regionale, così come altre federazioni in Europa, Asia e Africa.” Secondo l’avv. Rusconi “ la TourProdEnter LLC. è una società estera con sede negli Stati Uniti che fornisce in modo efficiente e del tutto legale un importante supporto logistico che l’AFA non potrebbe realizzare senza questo essenziale supporto.” L’avv. Rusconi ha anche sottolineato la nociva ingerenza della politica e dei media sottolineando che “l’irresponsabile ricorso al diritto penale è un meccanismo che la politica in generale e i media più potenti sanno usare per demonizzare persone fisiche o giuridiche. Tuttavia, ciò non può basarsi esclusivamente su un collegamento tra un’associazione sportiva e una società intermediaria responsabile dei diritti di marketing e/o della gestione logistica. Una tale semplificazione è giuridicamente viziata.”
A dire di Tapia, presidente dell’AFA, la Federazione ha molti nemici soprattutto tra coloro che avevano contratti con l’AFA e che, con l’avvento di TourProdEnter LLC non sono stati rinnovati. L’AFA ha cosi rotto il silenzio in seguito alle recenti incursioni giudiziarie e ha rilasciato una forte dichiarazione in difesa della propria gestione commerciale. In un comunicato stampa, la Federazione ha sostenuto che, dall’insediamento della nuova dirigenza nel 2017, ha avviato un processo di “rivalutazione patrimoniale”, rinegoziando accordi con sponsor e agenti delle squadre che, in molti casi, detenevano diritti concessi fino al 2030 a condizioni da loro considerate “svantaggiose” per le finanze della Federazione. Tapia ha puntato il dito contro gli ex soci attribuendo le accuse, trasformatesi in denunce, a interessi economici lesi. Nel comunicato l’AFA sostiene che le denunce sono “un complotto di menzogne e disinformazione orchestrato per forzare negoziati che ripristinerebbero vecchi privilegi.”
A seguito delle denunce pervenute, la giustizia argentina ha il diritto dovere di far luce su transazioni che possono destare sospetti ma, ricordiamo sempre, che per uno dei principi cardini del sistema giudiziario “la presunzione di non colpevolezza”, un qualsiasi cittadino non deve essere considerato colpevole sino a che non sia provato il contrario e questo vale in Italia come in Argentina. Quindi non è lecito emettere sentenze premature.
Detto ciò, i media argentini si sono lungamente soffermati sulle vicende giudiziarie che hanno riguardato l’AFA e il suo presidente Tapia e, di rimbalzo Javier Faroni e sua moglie Erica Gillette, in quanto legati all’AFA da un contratto tra la Federazione Calcio Argentina e la TourProdEnter LLC. E’ fondamentale precisare che quest’ultima è stata incaricata dalla Federazione Calcio Argentina della gestione di tutti i contratti internazionali dell’AFA. L’ingresso di TourProdEnter LLC nella gestione dei profitti ricavati all’estero dalle partite amichevoli giocate dalla Nazionale, dagli eventi internazionali collegati alla Nazionale e dagli sponsor, è stato formale e contrattuale stabilendo alla TourProdEnter LLC una commissione del 30% sul fatturato incassato all’estero e un ulteriore 10% per la logistica.
Ricordiamo che da fonti di stampa, sembra che i magistrati argentini vogliano capire se i proventi AFA gestiti dalla TourProdEnter LLC e i trasferimenti di quest’ultima a varie società create dai Faroni, tutte all’estero, non nascondano illeciti.
E tra queste transazioni figurano anche quelle utilizzate per l’acquisto del Perugia Calcio da parte di Javier Faroni. Infatti, quello che sta destando scalpore in Argentina e che è motivo di indagine da parte della magistratura, è che dalla TourProdEnter LLC i soldi sembrano siano stati utilizzati per finanziare scopi apparentemente estranei agli obiettivi statutari della Federazione Calcio Argentina quali versamenti a istituzioni finanziarie, versamenti a società offshore, spese personali e per ultimo ma non di minore importanza, l’acquisto stesso del Perugia Calcio mediante due società la Sports NexGen Ltd, registrata nel Regno Unito e la Beagle Capital Management LLC, società registrata negli Stati Uniti, ambedue di proprietà di Javier Faroni. I trasferimenti a Sports NextGen Ltd e Beagle Capital Management LLC ammontano a quasi 6,2 milioni di dollari. Anche su questi movimenti, la magistratura argentina vuole vederci chiaro e capire se il Perugia Calcio sia stato acquistato con fondi provenienti dalla TourProdEnter LLC e nel caso, con fondi appartenenti all’AFA gestiti dalla TourProdEnter LLC
Sempre secondo la stampa argentina, la società TourProdEnter LLC sarebbe al centro dell’indagine per la gestione all’estero di circa 260 milioni di dollari appartenenti alla Federazione Calcio Argentina. Di questa somma, si sospetta che almeno 42 milioni di dollari siano stati dirottati dalla TourProdEnter LLC verso una rete di società che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere società di comodo; non sono neanche chiare, almeno per il momento, le finalità che tali società avrebbero con i compiti che deve svolgere la Federazione Calcio Argentina.
Il magistrato incaricato dell’indagine ha spiegato alla stampa che l’intento è quello di “ricostruire il percorso del denaro, identificare i beneficiari finali ed evitare la frammentazione delle prove”, una strategia comune nei casi complessi legati a presunti casi di riciclaggio di denaro o appropriazione indebita.
In tale contesto, la Corte Suprema argentina ha anche richiesto informazioni a quattro banche statunitensi, attraverso meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale, per accedere ai dati sulle transazioni finanziarie effettuate all’estero dalla TourProdEnter LLC.
Non è da escludere che Luis Armella, il magistrato incaricato dell’indagine cercherà di far luce su tali transazioni il 19 gennaio pv quando incontrerà Javier Faroni e la moglie.
Fino a quel giorno, per il bene del Perugia Calcio dobbiamo solo essere fiduciosi nei confronti della magistratura inquirente e basarci sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa argentina dall’avv. Rusconi secondo il quale “la recente e sconvolgente condanna mediatica dell’imprenditore Javier Faroni, che da diversi decenni opera in modo ineccepibile nel mondo della produzione di spettacoli, non hanno alcun fondamento giuridico. Nessuno e di alcun tipo.”



