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di Giampiero Rasimelli

“Cronaca di una morte annunciata” è il titolo di un grande e drammatico romanzo di Gabriel Garcia Marquez, ma è purtroppo anche la dura realtà che ci propone il fallimento irreversibile della Ternana Calcio e la sua estromissione dal calcio professionistico.

Una morte annunciata da tempo, anche da Passaggi Magazine che evidentemente aveva visto giusto, perché è dall’inizio di questo campionato (ricordate le penalizzazioni per i mancati pagamenti degli stipendi?) che nubi sempre più nere si addensavano sul destino della Ternana. Poi sul finire dell’autunno 2025 con l’arrivo dei Rizzo la situazione sembrava stemperarsi in superfice, ma solo in superfice. Invece eravamo solo nell’occhio del ciclone che subito dopo ha ripreso la sua furia distruttiva fino a questo amaro epilogo del 12 maggio. Qual è la semplice storia di questa vicenda lunga anni (diciamo 7/8 anni) che ha alla fine strangolato la Ternana Calcio sulla soglia del suo centesimo anniversario? La società è stata progressivamente preda di squali, imprenditori con progetti malsani e improbabili, approfittatori e soggetti falsamente ingenui che l’hanno utilizzata in ogni modo per interessi personali dettati dalla furbizia o dal narcisismo.

Si dice a ragione che Terni possa essere la porta dell’Umbria verso Roma, la finestra aperta su una strada di opportunità fondamentali per tutta la regione. Tutto questo è certamente vero, è un destino della città e un valore aggiunto strategico per l’Umbria. Ma guardando alle vicende del calcio bisogna anche imparare che nel rapporto con ciò che viene dalla capitale esistono anche rischi in agguato che bisogna saper analizzare e fronteggiare per tempo. Non c’è alcun pregiudizio in questa affermazione, ma semplicemente una valutazione di ciò che purtroppo è accaduto e da cui è necessario trarre una lezione conseguente. La crisi del calcio è profonda e produce fenomeni distorsivi che nella serie C stanno assumendo un carattere quasi epidemico. Girano tanti personaggi che poco hanno a che fare con l’investimento sportivo e che si muovono in base ad interessi personali di business o di accreditamento rendendo così le società sportive precarie, instabili, a rischio. La Ternana è solo uno di questi casi, negli ultimi anni la mortalità societaria ha raggiunto, in diverse forme, livelli seriamente preoccupanti.

Bandecchi ha fatto da anni della Ternana il suo Cavallo di Troia per entrare in città, l’elemento su cui costruire il suo esperimento populista. Ha avuto qualche (pochi) successo sportivo che gli ha permesso di fare di una parte della tifoseria un vero e proprio esercito di fedelissimi. Una volta eletto Sindaco ha avuto buon gioco (per l’evidente incompatibilità) nel lasciare la società in mano a una lunga serie di prestanome. Il bilancio della società, già gravato da un gestione fortemente squilibrata sotto il suo mandato, è stato appesantito da ulteriori debiti dalla lunga serie di successori. Peccato che tutti questi sono sempre stati strettamente collegati a Bandecchi (si pensi ai d’Alessandro che addirittura presiedevano la società Stadium). In tutta questa fase è stato costruito il progetto Stadio-Clinica. Un progetto fuori dalle regole come rilevato dai Tribunali, costruito con la pretesa di farne l’ombelico essenziale a risolvere i problemi debitori della Ternana e per trarne un profitto diretto e indiretto di lungo periodo, sia a livello immobiliare che sanitario. Una spettacolare commistione di pratiche finanziarie, amministrative, immobiliari e sanitarie talmente artefatta che alla fine è crollata come un castello di carte. Poi gli ultimi due atti. L’arrivo dei Rizzo sbandierati dal Sindaco come salvatori della patria, esimi professionisti del settore sanitario e dopo un paio di mesi vituperati come affossatori della Ternana Calcio. Ma si può veramente credere che i Rizzo fossero così ingenui da non sapere le condizioni della Ternana ? E che non avessero un dubbio sulla cedibilità del progetto Stadio-Clinica ? Ora se la vedranno in Tribunale con Bandecchi, ma intanto la Ternana è morta, almeno nella veste attuale, una città è stata umiliata, migliaia di tifosi sono arrabbiati e increduli. Infine l’ultimo passaggio. Meno di due settimane fa Bandecchi dichiarava “coram populo” che si poteva salvare la Ternana con poco più di 200.000 euro, che stava lavorando alla costruzione di una cordata che avrebbe salvato la società dal disastro. Stando alle cronache, invece, uno di questi investitori di alto spessore il giorno prima della scadenza dopo aver detto si a detto no e si è fatto inghiottire dal nulla. Così tutti hanno fatto macchina indietro dando la colpa a qualcun’ altro, cosi come accade ormai dall’estate scorsa, quando è cominciato l’inesorabile tramonto della Ternana.

Di certo ora Bandecchi non potrà più dare la colpa a qualcun’altro, perché non c’è rimasto più nessuno. E’ rimasto solo lui con i Tribunali. Il calcio non morirà a Terni. Si ripartirà dalla serie D? dall’eccellenza? L’importante a mio avviso sarà vigilare che qualche amico romano di Bandecchi non si faccia avanti per rilevare un titolo sportivo da cui ripartire. Pare che la Giudice possa decidere di accordare una seconda asta con base più bassa … vedremo. Il Sindaco ha già cominciato a tuonare contro “la parte stupida della tifoseria che dice la Ternana siamo noi“, perché lui, come il Re Sole, il vate dell’Assolutismo francese (lo Stato sono IO), pensa che la Ternana sia lui medesimo e più concretamente che se cade questo mito e vengono alla luce le sue responsabilità a cadere sarà il Sindaco pluripresidente. La buona notizia di ieri, infatti, è che è stato registrato dal notaio l’atto costitutivo dell’Associazione “la Ternana siamo noi” quella che dovrebbe essere protagonista dell’azionariato popolare capace di rianimare l’attività calcistica in città, di costruire una nuova società sportiva e di ridare “ternanità” al calcio a Terni. Speriamo sinceramente che ce la facciano, anche per questa nuova storia, infatti, i tempi sono molto stretti, ma sarebbe un grande successo per la città riuscire in questo sforzo di amore e dignità. Bandecchi ha già detto che se ci sarà una nuova asta lui, male che vada, comprerà il marchio della Ternana per riportarlo nel calcio che conta … ancora promesse, proclami, insulti. Speriamo che stavolta i ternani possano farcela da soli e che sappiano liberarsi, almeno calcisticamente, per il momento, da un personaggio così ingombrante e squalificato dai fatti.

E attenzione … la saga calcistica umbra non finisce con la vicenda di Terni. A Perugia si stanno attendendo le determinazioni della proprietà argentina rispetto ai destini del Perugia. Speriamo che vada tutto bene dopo una stagione, quella appena conclusa, così disgraziata. Diversamente si rischia di entrare in un ennesimo buco nero. Ripeto, speriamo di no … ma ne parleremo la prossima volta.