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di Giampiero Rasimelli
Foto ©Fabrizio Troccoli

Maggio 2026 la SIR SUSA SCAI Perugia vince il campionato di Superlega volley italiana, il suo terzo Scudetto, dopo aver vinto a dicembre il terzo Mondiale per club e lo scorso primo marzo la settima Supercoppa italiana della sua storia, un record nazionale …. ma ancora non è finita perché tra pochi giorni Perugia sarà l’unica squadra italiana a partecipare a Torino alla final four di Champions League per difendere il prestigioso trofeo europeo conquistato nel 2025. La SIR Perugia è uno schiacciasassi e si avvia a concludere un ciclo decennale nel 2027 che è raro e forse unico nel volley e negli altri sport. Manca ancora un anno ma già si può dire che in 9 anni a partire dal 2017 che la consacrò con un triplete (Coppa Italia, Supercoppa e Campionato) al vertice del volley nazionale, la SIR Perugia ha vinto 18 trofei, tra cui 3 Scudetti, 3 Mondiali per club e, per ora, una Champions League. Vedremo cosa succederà ancora di qui alla fine della stagione 2026/27, ma la Sir Perugia è ormai leggenda, parte protagonista della storia del volley italiano e internazionale. Ed è una società giovane che si affaccia in Superlega solo nel 2012/13, dopo aver vinto nel 2011/12 il campionato di A2 ad appena un anno dal suo arrivo nella serie cadetta della pallavolo nazionale. Un rapidissimo ambientamento e poi subito, nel 2014 e 2016 due finali Scudetto perse con Civitanova e con Modena. Poi è cominciata la lunga cavalcata di successi senza sosta. Una storia incredibile, un miracolo sportivo che deve essere raccontato in un mercato e in un’industria sportiva che sta mettendo in discussione in molti campi vecchie gerarchie, vecchi metodi e vecchi protagonisti. Si pensi al grande patrimonio che sta disperdendo il calcio e alle iperboli che stanno invece vivendo sport come il tennis o il volley maschile e femminile. Lo sport italiano va riletto a partire dai protagonisti di oggi, quelli vincenti, e non solo dai ricordi di ieri spesso inariditi da interessi ristretti e senza visione.

La SIR Perugia ha un grande Presidente, Gino Sirci, un leader carismatico e sempre lucido nella sua gestione economica e sportiva. Un leader che ha saputo costruire uno staff di competenze tecniche di primordine, capace di dare costantemente profondità e continuità alla gestione sportiva e organizzativa di una società di vertice. Cosa che ha consentito, insieme all’intelligenza e al carisma del Presidente, di coinvolgere in tutti questi anni un grande platea di sponsor, oggi quasi 200, che hanno vissuto e vivono la pallavolo a questi livelli non solo con passione sportiva, ma anche come un punto di identità distintiva, come un salotto buono e prestigioso di una piccola regione che si afferma attraverso la SIR nel panorama nazionale e internazionale. E’ questa la linfa che anima la grande storia della Sir Perugia Volley e che alimenta una tifoseria straordinaria (oltre 4000 presenze di media al Palabarton, la più alta in Italia)

Incontriamo nel suo ufficio del Palabarton uno dei più stretti collaboratori del Presidente Sirci il Direttore Generale Bino Rizzuto. Un uomo discreto e gentile, ma la cui carica e determinazione sportiva emerge subito alla prima risposta.

Direttore qual è la cosa che l’ha resa più felice alla fine di gara 3 di una finale con Civitanova emozionante e contrastata più di quanto dica lo spettacolare 3 a 0 che vi ha consegnato lo Scudetto ?

Guarda, io sono un moderato, ma la semifinale persa l’anno scorso proprio con Civitanova ci aveva lasciato addosso un segno profondo. Per carità, subito cancellato dalla splendida e non facile vittoria della prima Champions League conseguita qualche settimana dopo a Berlino … ma quella sconfitta in semifinale di campionato ci era rimasta proprio qui, nel corpo vivo e finalmente ora abbiamo scacciato quel ricordo. Sai – mi dice ancora con voce calma Rizzuto- tra Perugia e Civitanova a poco più di 130 km di distanza, loro con una storia più lunga, noi più affamati di successi, si è creata una grande rivalità sportiva. Poi, tu fai una stagione perfetta, regular season, play off a vele spiegate, sei in vantaggio 2 a 0 nella serie di semifinale e non riesci a conquistare la finale scudetto per una partita … è durissima, è stata durissima, ma ora per fortuna è acqua passata! Sai che anche la prima finale Scudetto la perdemmo nel 2015 con Civitanova? Loro sono ancora in vantaggio perché hanno una storia più lunga, noi abbiamo fatto cose straordinarie in pochi anni, insieme abbiamo portato il Centro Italia al centro del volley nazionale e internazionale. E’ una sfida sempre particolare la nostra e vincere lo scudetto nel nostro Palabarton gremito dal nostro pubblico è stata una vera felicità, un’emozione profonda. La cosa negativa di questo lungo viaggio nel successo è che sembra che la sconfitta non faccia parte del gioco, non possa esistere.

Perdere fa male…

Certo, ma può succedere, anche quest’anno abbiamo avuto una sconfitta particolare, con Verona in Coppa Italia al tie break, che ci ha impedito di arrivare alla finale. Subito l’ambiente, i media vengono assaliti da delusione e sconforto, essere a questo livello di vertice ci condanna alla vittoria, questo è un privilegio ed una grande fatica, è una conquista continua che però non deve farci perdere il senso della realtà. La verità è che noi giochiamo sempre per arrivare in fondo a tutti i tornei cui partecipiamo, questa è la spinta che ci dà innanzitutto il presidente Sirci, è la filosofia che guida la società. Anche quest’anno abbiamo disputato sin qui 4 finali dei 4 tornei che ci hanno visti protagonisti e ne abbiamo vinte 3, ora abbiamo le final four di Champions League, non siamo qui per caso.

Direttore, mesi fa ci siamo incontrati proprio qui anche con Colaci e mi avete descritto con precisione la stagione cui andavate incontro. Tutte le principali squadre italiane ed europee si erano ampiamente rafforzate e tutte le competizioni sarebbero risultate più difficili. Nel campionato italiano è stato così, come si presentano le squadre europee alle final four di Champions League a Torino ?

Intanto bisogna dire che di 4 squadre della final four 3 hanno vinto il loro campionato nei 3 principali paesi del volley europeo (Italia, Polonia, Turchia), il Project Varsavia che incontreremo per prima è arrivata terza nella Plus Liga polacca. Sono tutte squadre importanti di grande impianto ed importanti individualità. Noi contiamo sulla nostra solidità. Siamo un gran gruppo, grazie alla disponibilità dei singoli e al grandissimo lavoro del nostro allenatore Lorenzetti che è una chiave fondamentale dei successi di questi anni. Abbiamo saputo quasi sempre tirarci fuori da situazioni difficili in partita grazie alla forza del gruppo, alla serenità e lucidità messe in campo nei momenti di difficoltà, come è successo ancora pochi giorni fa nel secondo set di gara 3 con Civitanova, quando siamo riusciti a proporre una rimonta che ha dell’eccezionale. Abbiamo saputo sopperire meglio di altri agli infortuni che si sono susseguiti durante l’anno un po’ per tutte le squadre di vertice, e noi ne abbiamo avuti di seri, Ishicawa, Russo, Solè, Loser, il lento recupero di Dzavronok. Ciò che dimostra ancora la forza del nostro gruppo, la sua forza tecnica ed atletica, la sua volontà, fiducia e disponibilità ad essere sempre pronti. E’ con questa forza solida e con le nostre grandi individualità che andremo a giocarci come SIR SICOMA MONINI Perugia la leadership europea a Torino.

Comunque vada l’epilogo Champions a Torino il prossimo sarà un anno di svolta per la SIR Perugia. Nella continuità delle vittorie Perugia è stata sempre bravissima ad operare i giusti ricambi nella squadra. Quest’anno, è stato già annunciato, se ne andranno giocatori importantissimi, Colaci si ritirerà e diventerà dirigente della società, Russo, Ben Tara e Ishikawa cambieranno squadra … sono stati giocatori fondamentali, vincenti della SIR, siete pronti a questo gran ricambio ?

Prontissimi e fiduciosi, il Presidente e Vujevic (il nostro direttore sportivo) hanno fatto un lavoro eccezionale in questi anni e i ricambi, come lei dice, hanno fatto sempre la nostra fortuna, da Atanasievic, a Podrascanin, a Russel, Leon, Giannelli, Russo, Ben Tara e tantissimi altri, giocatori diversi alcuni arrivati con un palmares già alle spalle e altri che si sono affermati da noi, tutti grandi campioni. Il gruppo resterà solido, Giannelli, Solè, Plotnytskyi, Loser, Semenyuk e altri resteranno con noi e ci saranno inserimenti mirati, d’esperienza e più giovani. La permanenza di Colaci in società contribuirà a rafforzare e guidare la solidità di questo gruppo in una collocazione diversa, sono molto fiducioso e vedrete, i giovani che arriveranno saranno una sorpresa. Ma del mercato parleremo dopo Torino, è già tutto impostato, ora però siamo concentrati sulla final four di Champions che è l’epilogo della storia di questo gruppo vincente.

E allora Direttore facci un pronostico, come finirà a Torino, siete favoriti, no ?

In un torneo secco di due giorni e con queste squadre i pronostici non si fanno. Noi, come sempre, vogliamo andare in finale e vogliamo difendere il nostro trofeo conquistato lo scorso anno. Questo possiamo dire! Siamo orgogliosi di essere giunti imbattuti a questo appuntamento. Lo siamo come italiani e in particolare come umbri, perchè in questi giorni a Torino sarà in corso anche la prestigiosa fiera del libro, una vetrina internazionale dell’editoria, con l’Umbria ospite d’onore. A Torino sport e cultura saranno una grande occasione internazionale di visibilità per la nostra piccola, grande regione.

Un’ultima domanda. Nella squadra abbiamo detto che ci sarà un ricambio importante nell’immediato futuro. Quali saranno novità e priorità nel futuro della società ?

La società è solidissima. In questi anni abbiamo saputo dare importanza alle persone, sia come atleti che come sponsor e tifosi. Questa è la chiave della nostra solidità e la filosofia di Gino Sirci. I nostri sponsor sono quasi 200 e si sentono tutti coinvolti nella continuità delle vittorie e nella comunità cui abbiamo dato vita anche con i nostri eccezionali tifosi, non tutto sta solo in un consiglio di amministrazione, noi abbiamo coinvolto e vogliamo coinvolgere tutti perché sappiamo che questa è la condizione prima e nel contempo l’effetto dei successi per i quali lavoriamo. Viviamo in una regione piccola di 800.000 abitanti e tenere insieme ad alitissimi livelli una comunità sportiva di queste dimensioni non è semplice. Investire nello sport oggi non è automatico, in Umbria lo sappiamo, si guardi al calcio e alle difficoltà che stanno vivendo le principali società come Perugia e Ternana. Bisogna mettere in relazione le persone, costruire sinergie, momenti di visibilità … è un lavoro molto complesso e Sirci è bravissimo in questo.

Ora a che cosa state lavorando?

Ora stiamo lavorando sull’ospitality, che non è un vezzo, per noi è un problema economico e societario sul quale impegnarsi per mantenere lo standard che abbiamo raggiunto. A questo scopo dobbiamo anche migliorare il nostro palazzetto. Vogliamo farlo quest’anno. Una squadra di vertice internazionale, che è arrivata a questo livello e intende restarci a lungo non può non affrontare questo tema. Col Comune, la Regione e gli altri enti stiamo lavorando alla realizzazione di un’area ospitality nel palazzetto che permetta di vivere nelle partite quelle relazioni tra sponsor, tecnici, giornalisti, rappresentanze istituzionali che il Palabarton e la SIR meritano e che è concretamente necessaria per il nostro lavoro. Stiamo superando alcune difficoltà e lavorando insieme come sempre, sono fiducioso che arriveremo a risultato in tempi brevi. E’ un investimento non grande, ma per noi molto importante.

Incrociamo le dita per Torino Direttore … a presto! … magari per festeggiare ancora!

Giampiero Rasimelli