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di Giampiero Rasimelli
Foto ©Fabrizio Troccoli

Valerio De Cesaris, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, sta ultimando il suo mandato di 6 anni, a Febbraio 2027 si terranno le nuove elezioni rettorali e il 21 aprile sarà il suo ultimo giorno di Governo dell’Ateneo Perugino. Poi si insedierà il nuovo Rettore, o la nuova Rettrice.

Quale è il bilancio di questa sua non breve esperienza, cominciata peraltro tra mille difficoltà, le inchieste della Magistratura, il Covid, il calo degli studenti ?

Il bilancio che mi sento di fare è positivo. Partivamo, appunto, da condizioni molto difficili. Le inchieste, che poi nei fatti hanno avuto un impatto molto circoscritto, avevano sicuramente creato un danno di credibilità e di immagine. Il Covid d’altra parte ha allontanato molti studenti, anche perché semplicemente non potevano arrivare o nemmeno partire. Poi però c’è stato un rilancio di immagine molto positivo di cui il “Centenario” dell’Ateneo, il lungo programma delle celebrazioni e, soprattutto, la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, le parole che ha detto sulla funzione dell’Università per Stranieri di Perugia, sono state il momento più alto e significativo.

Dopo questa fase di risalita e rilancio a che punto è oggi l’Università per Stranieri ? Quali sono i suoi dati di fondo ?

Come ho già detto il mio bilancio è molto positivo. Oggi l’Ateneo ha 5000 studenti circa, 3700 nei corsi di lingua da 1/3 mesi o un anno, e 1300 nei corsi di laurea o dottorati. Non è ancora finito l’anno, ma nel 2026 dovremmo registrare un nuovo record di presenze. Personalmente vorrei sottolineare il contributo dato ad affermare il ruolo sociale dell’Ateneo. Abbiamo distribuito durante il mio mandato circa 500 borse di studio per rifugiati o richiedenti asilo, affermando in concreto l’idea di un’integrazione attraverso lo studio della lingua. Poi vorrei ricordare che nel corso di questi anni si è stabilito un rapporto stretto con il Collegio di rappresentanza degli studenti. Abbiamo inserito, per primi in Italia, nel Senato Accademico la rappresentanza dei dottorandi. Il Collegio dei rappresentanti degli studenti è stato un soggetto molto attivo nella vita dell’Ateneo. Infine vorrei dire quella che per me è una cosa molto importante per l’Università per Stranieri di Perugia. Abbiamo ripristinato in maniera forte un rapporto col Ministero degli Affari Esteri. Il MIUR (Ministero Università e Ricerca) e il MEF (Ministero delle Finanze) sono i nostri organi vigilanti, ma il rapporto col MAE è centrale, è nel DNA del nostro Ateneo, della sua storia, della sua funzione di soggetto della Diplomazia Culturale. Nel 2023, ad esempio, abbiamo sottoscritto un accordo col Ministro Tajani per Ital You un programma per la formazione di docenti di lingua italiana in Africa che ha raccolto oltre 200 studenti ed è stato finanziato dal MAE, appunto.

Quindi anche un rilancio della funzione dell’Ateneo ?

Certo, all’attestato di prestigio che è venuto dal Presidente Mattarella abbiamo corrisposto con una forte ripresa dell’attività internazionale. Perché l’Università per Stranieri di Perugia è una preziosa istituzione umbra, ma è anche e soprattutto un’istituzione internazionale e in questa dimensione deve trovare la pienezza della sua funzione. Quindi abbiamo lavorato alacremente per stabilire nuovi accordi e nuove collaborazioni internazionali, per nuovi Centri di Certificazione Linguistica (CCL), l’ultimo lo abbiamo siglato da poco in Mongolia, ora stiamo lavorando per il Canada, ma abbiamo realizzato un’ importante presenza anche in Asia Centrale, in Turkmenistan, in Uzbekistan e poi ancora molto altro, con tante missioni internazionali. C’è stato uno scatto d’orgoglio di docenti e amministrativi che ha permesso di cogliere questi risultati, frutto di un lavoro collegiale, anche sul piano didattico. Abbiamo allargato gli spazi, abbiamo aperto, nel complesso didattico all’inizio del Parco Santa Margherita, la nuova palazzina per servizi e aule studi che abbiamo intitolata a Monia Andreani, indimenticata docente del nostro Ateneo, molto amata dagli studenti e da tutti noi, che ha dedicato la sua vita di ricercatrice e di insegnante alla parità di genere, ai diritti, alla cura. È la prima volta che l’Ateneo dedica una sua palazzina ad una donna. Io ho un intenso ricordo personale di questa insegnante che quando nel 2016 accogliemmo la prima famiglia di profughi siriani mi aiutò in ogni modo, il primo mattone di un programma di accoglienza. Abbiamo poi acquisito un edificio in via Pellari, traversa di Corso Garibaldi, per costruire uno studentato che aprirà tra breve. Con questa struttura potremo offrire un pacchetto completo di studio e alloggio a studenti stranieri così da implementare anche i proventi dell’ateneo, che vive in gran parte di finanziamenti nazionali, ma che deve senza meno aumentare i suoi proventi diretti che per ora sono circa il 20% … dobbiamo lavorare molto di più anche su questo.

Ecco, ci dica qualcosa di più sulle attività dirette e istituzionali dell’Università per Stranieri

Se si guarda ai proventi diretti le fonti, al momento, sono 3: la ricerca finanziata, abbiamo una VQR (valutazione della qualità della ricerca) positiva che ci aiuta molto in questa direzione in Italia, in Europa e a livello internazionale; i corsi di lingua italiana di 1 mese, 3 mesi o 1 anno che si svolgono presso il nostro ateneo; la Certificazione Linguistica, per la quale abbiamo il riconoscimento ALTE in Europa  di cui siamo “Full Member” Mentre gli altri 3 istituti che agiscono sulla certificazione linguistica italiana, Università per Stranieri di Siena, Società Dante Alighieri e Università Roma 3  sono solo membri associati. Sulla ricerca abbiamo gestito grossi progetti sui Fondi Europei, Fondi Prin (progetti di rilevante interesse nazionale finanziati dal MIUR), Fondi PNRR. Ad esempio su questi ultimi abbiamo gestito il progetto Fenice, nelle aree colpite dal sisma del 2016. Un progetto che ci ha visto realizzare attività di formazione su rigenerazione urbana, made in Italy, diplomazia, promozione dei territori, in molti centri e bellissime location situate nell’area del cratere.

Quali sono i caratteri distintivi della vostra ricerca ?

Ovviamente la ricerca riguarda ogni area tematica che l’ateneo istituzionalmente affronta. Mi piace però sottolineare la nostra capacità di ibridare gli studi umanistici con competenze più specialistiche, come ad esempio giurisprudenza, economia, ingegneria e altro ancora. Il Centro Warredok (Villa Colombella) che si occupa di idrogeologia e che ha una cattedra UNESCO sull’acqua ne è una dimostrazione chiara e prestigiosissima. Ma abbiamo gestito anche MICO, progetto su Made in Italy, Cibo e Ospitalità, oppure quelli importantissimi e di successo sulla comunicazione, Comip e Compsi.

Come sta la lingua italiana nel mondo ?

L’italiano sta ancora abbastanza bene, siamo oggi la quarta o quinta lingua più studiata. Ma le insidie sono molte, insieme alle potenzialità. Mi spiego. Ci sono paesi dove l’insegnamento dell’italiano sta retrocedendo, ad esempio gli USA, e altri dove sta crescendo rapidamente come Africa, Asia centrale, Vietnam. L’inglese è sempre più la lingua dominante, grazie a internet e all’intelligenza artificiale, anche negli studi umanistici. L’italiano è percepito come una lingua per la cultura e non per lavorare, anche se siamo un paese di grande tradizione manifatturiera trainato dalle esportazioni. Ma questa è una visione superficiale che spesso subiamo. Dobbiamo esaltare le nostre qualità ed eccellenze e anche la nostra qualità di vita per rendere evidente l’utilità e la bellezza dello studio della nostra lingua e non la sua inutilità. Comunque, come ho detto, nonostante tutto questo nel 2026 stiamo viaggiando verso un nuovo record di iscrizioni.

Rettore, detto tutto ciò, qual è il rapporto dell’Università per Stranieri con Perugia ? e quale è il rapporto che lei ha vissuto con Perugia ?

L’Università per Stranieri è fortemente radicata a Perugia, ha dato un pezzo di identità a questa città, un pezzo insostituibile, l’ha resa una città aperta, sprovincializzata, diversa da tante altre realtà della provincia Italiana. Il mio è un legame molto stretto con Perugia. Quando sono stato eletto Rettore mi sono trasferito qui con la famiglia e i miei figli qui sono cresciuti. Siamo stati accolti positivamente. Vivo in una città che considero viva culturalmente e che vedo impegnata su grandi temi, prima di tutto la pace. Per me è un grande onore essere Rettore dell’Ateneo che ha la fortissima impronta di Aldo Capitini e vivere in una città che vuole essere e diventare ancor più Città della Pace. Voglio dire anche un’altra cosa cui tengo molto. Perugia ha vissuto l’Università per Stranieri anche attraverso la musica, grazie all’AGIMUS del Presidente Pelli, all’opera del Maestro Silivestro e del professor Ragni. E’ stata la testimonianza di un Ateneo aperto alla città, ai giovani talenti musicali, con l’aula magna sempre piena di pubblico e concerti di successo. Penso che anche questo sia stato un fatto importante per la vita dell’Ateneo e della città in questi anni.

E dal prossimo aprile 2027 quali saranno i suoi progetti personali professor De Cesaris ?

Che cosa farò da grande? Quando si era piccoli si diceva farò l’astronauta o il calciatore. Ma io non potrò fare l’astronauta perché starei subito male e non potrò fare il calciatore perché non ne sono proprio capace. A parte gli scherzi, devo dire che non ho un’idea precisa, ma una esigenza precisa, voglio tornare a scrivere e a fare ricerca, perché io sono questo. In questi anni ho avuto un’esperienza esaltante e faticosa. Ho anche scritto, ho ad esempio collaborato al libro sul centenario dell’Università per Stranieri, ho curato per i tipi del Mulino una raccolta di saggi, tra cui il mio, nel libro “Pensare Francesco” cui tengo molto. Ma voglio di nuovo immergermi nella ricerca e nella scrittura. Poi nel 2028, quando mia figlia terminerà il liceo qui a Perugia, faremo ancora un’assemblea di famiglia e decideremo dove vivere il nostro futuro.

Concludiamo qui il nostro colloquio con il Rettore Valerio De Cesaris. Alla domanda canonica su quali siano le figure dell’Ateneo che si apprestano a candidarsi per il nuovo mandato rettorale e che le voci di corridoio individuano nel Professor Asdrubali e nella Professoressa Scocozza, la sua risposta è stata lapidaria “Al momento ci sono solo voci, le candidature ci saranno a dicembre, penso che sia meglio non fare nomi visto che la campagna elettorale non è iniziata.” L’intervista è stata invece molto ricca di spunti sia per trarre il bilancio di un mandato molto delicato e importante per la vita dell’Ateneo, sia per l’indicazione di temi su cui dovrà misurarsi il prossimo mandato, sulle scelte da fare, sulle cose da cambiare per migliorarsi o rimettersi definitivamente in carreggiata superando criticità ancora evidenti. Cose, queste, sulle quali torneremo ad interrogarci nelle prossime settimane e mesi come rivista “Passaggi Magazine”, perché questa istituzione e il suo destino sono veramente preziosi per Perugia e per l’Umbria.