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di Gabriella Mecucci

Oltre ad essere una grande impresa, la “Brunello Cucinelli spa” fa ormai parte di un importante sistema di alleanze, una sorta di arcipelago del lusso le cui isole si rafforzano anche stringendo legami fra loro. Sono ormai parecchie le liaison fra Solomeo e le grandi griffe del fashion. Fra queste, forse la più importante che ha incrociato la strada di Solomeo è Chanel. L’azienda che porta il nome dell’affascinante Coco, che ha rivoluzionato il modo di vestire delle donne, è comproprietaria con Cucinelli di una raffinata impresa marchigiana del cachemire: ciascuna delle due ha una quota del 24,5 per cento, mentre il 51 per cento è rimasto nelle mani di Cariaggi, storico
proprietario.
Chanel ha una lunga storia di acquisizioni di quote di maggioranza o di minoranza di piccole e medie imprese italiane e francesi, un modo per assicurarsi materie prime di gran qualità e lavorazioni artigianali ad altissimo valore aggiunto. Temi da sempre centrali anche per Brunello Cucinelli. I due marchi sono infatti guidati da una sensibilità sociale, culturale ed ambientale, oltrechè economica. Le “affinità elettive” che li caratterizzano rendono più forte e radicato il loro legame. Bruno Povslovsky, presidente di Chanel Moda, lo certifica così: “Sono bastate poche parole scambiate con Brunello Cucinelli per capire che la pensiamo esattamente allo stesso modo: dobbiamo far capire ai giovani che devono contemplare fra i loro sogni anche quello di imparare i mestieri artigianali. Questi garantiscono soddisfazione economica e personale. Possono inoltre far sentire chi li apprende parte di un grande progetto, quasi una missione: salvare il patrimonio culturale dell’artigianalità”.
La maison francese è un alleato di Cucinelli di grande peso: ha ricavi infatti in continua crescita e ormai è vicino al tetto dei venti miliardi in un anno.
L’arcipelago delle “affinità produttive” di Solomeo comprende un secondo colosso: Luxottica che ha un fatturato fra i 9 e i 10 miliardi all’anno. I due partners hanno creato ben tre linee di occhiali che sono state lanciate un paio di mesi fa. Questa volta Brunello Cucinelli ha sottoscritto l’accordo con un altro umbro: il castellano Francesco Milleri, oggi ai vertici dell’azienda che fu di Leonardo del Vecchio. “La casa di moda Brunello Cucinelli – ha dichiarato – ha saputo creare una concezione del lusso, alimentata dal rispetto e dalla dignità del lavoro che ne rappresentano la vera anima. La collezione di occhiali che insieme abbiamo creato è una sintesi perfetta di tecnologia e di artigianalità”.
Se questi sono i due giganti del fashion che hanno imprese in comune col re del cachemire, non sono certo di secondario momento le collaborazioni con due ricchissimi imprenditori che sono anche grandi amici di Brunello Cucinelli.
Si tratta di Federico Marchetti e di Gianluca Vacchi. Il primo, fondatore di Yoox (vendita online di capi firmati a fine stagione) che ha poi ceduto a sei miliardi di euro. Ottimo conoscitore delle nuove tecnologie e del mercato della moda ha citato più volte nel suo libro “Storia di un innovatore” il suo rapporto con l’industriale umbro. I due collaborano nella Fashion Task Force voluta da Re Carlo terzo per favorire le produzioni sostenibili: uso di materie prime e colori non inquinanti, difesa delle specificità artigianali dei territori e più in generale promozione del green. In questa impresa, presieduta da Marchetti e sponsorizzata dalla Corona britannica, più di recente è entrato anche il gruppo Prada. E sulla linea del grande business dell’economia circolare, la griffe di Solomeo potrà incontrare anche altri grandi gruppi che si muovono ben aldilà dei confini europei.
Il secondo grande amico è Gianluca Vacchi, personaggio che oltre a disporre di una considerevole liquidità, è un abile navigatore nel mondo della finanza. Fu lui – dicono – a pilotare l’ingresso in Borsa di Cucinelli che è stato un indiscutibile successo. L’azienda di Solomeo partecipa con Vacchi e altri tre importanti imprenditori alla Eques che ha finanziato con ben 126 milioni il salvataggio della Gold di Giuseppe Colaiacovo. Quest’ultima detiene il 25 per cento della Financo, finanziaria di famiglia che controlla Colacem.
L’intervento è stato spiegato da Cucinelli con la volontà di aiutare un caro amico. Milano Finanza però ipotizza per Gianluca Vacchi, che detiene con il 33,6 per cento la quota di maggioranza di Eques, un probabile ingresso nel settore del cemento. Lo seguirà anche Solomeo? Comunque vada questo mega business, il rapporto fra i due imprenditori viene da lontano e resterà strettissimo.
Il re del cachemire in anni recenti è riuscito dunque a costruire, oltre a una grande impresa, a una rete di rapporti intellettuali e commerciali, per non dire della solida fama da “capitalista umanista”, anche una rete di collaborazioni produttive internazionali e nazionali di tutto rispetto. Un cammino questo che ha subito un inciampo a causa dello scontro con Levi’s Strauss. Il grande marchio americano ha denunciato la “Brunello Cucinelli spa” per aver copiato una sua etichetta. Dopo pochi mesi però il contenzioso è stato risolto con un accordo. E la vicenda giudiziaria si è chiusa con reciproca soddisfazione.
L’increspatura che poteva creare problemi a livello internazionale si è dunque rapidamente appianata, e il vascello di Solomeo ha ripreso a navigare in acque tranquille insieme ad alcune grandi navi alleate.