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E’ morto all’età di 75 anni Fausto Belia, dopo una breve e gravissima malattia. In questo ricordo che pubblichiamo di seguito, Walter Verini mette bene a fuoco la figura dello scomparso e la contestualizza in una realtà in cui a Perugia spuntò una nuova generazione di giornalisti. Alcuni maturarono gomito a gomito con Fausto nelle redazioni dell’Unità, di Umbria Tv, di Radio Perugia1: erano tutti giovani, tutti di sinistra, tutti pieni di passione per il loro lavoro quei ragazzi di piazza della Repubblica. Altri giornalisti fecero esperienze in  testate diverse:  Lamberto Sposini, Giuliano Giubilei, Alvaro Fiorucci(Paese Sera), e poi Renzo Massarelli e Lucia Baroncini (Cronache Umbre). E questi sono solo alcuni nomi. Fu una leva di giovani professionisti che cambiò l’informazione regionale e ebbe un ruolo importante anche a livello nazionale.

di Walter Verini

L’età, tanti anni di vissuto tra politica, istituzioni e giornalismo mi portano – purtroppo non di rado – a ricordare persone che se ne vanno, con le quali la mia vita si è intrecciata.

Fausto Belia è una di queste. Anche tu, caro Fausto, te ne sei andato. Dopo l’esperienza a Paese Sera, con Giuliano, Renzo, Lamberto, Alvaro e tanti altri, ero CapoUfficio Stampa del PCI regionale e del segretario Gino Galli, e tu eri l’anima di Radio Perugia 1. Giornalista  di razza, ma anche intrattenitore. Non eravamo in ” AmericanGraffiti” e tu non eri Lupo Solitario, ma quante erano belle le mattine della domenica con le tue rassegne stampa e le tue proposte musicali. Che sceglievi, ma che spesso lanciavi su richiesta degli ascoltatori, tra i quali non  mancavano mai sindaci e presidenti di Regione. “Buona domenica” di Venditti non mancava mai.

Del resto, con te, in quella bellissima alba delle radio libere, c’erano giovani dj che hanno fatto la storia di discoteche e locali di Perugia e della regione, vero Pierpaolo Giudici? E poi, la gestazione, la nascita e la comune avventura di Umbria TV,  la TV – allora – del Partito Comunista. Le riunioni di “gestazione”, con Galli, Gambuli, Emanuele Gentiloni prima della bellissima avventura. Tu eri direttore e “volto” del telegiornale, io della televisione. E con noi tanti bravissimi giornalisti, da Franco Arcuti ad Alberto Stranaccioni, a una straordinaria redazione sportiva, con Remo Gasperini, con l’esclusiva delle partite del Perugia dei miracoli.

E Paolo Rossi che, quando arrivò, veniva il lunedì sera a registrare da noi per la trasmissione di Michele Plastino.  C’erano tecnici e operatori di grande valore, che hanno fatto strada: Paolo Massoli ( con il “fratellino” Stefano), Gigi Bevagna, Fabrizio Salvanti. E Francesco Bistocchi e Roberto Paoletti che non ci sono più. Poi la “coabitazione-collaborazione” con la redazione del l’Unità, con bravissimi  giornalisti: Mauro Montali, Gabriella Mecucci, Paola Sacchi. Anni straordinari, non solo perché  eravamo più giovani, ma perché era un clima di speranze, cambiamenti, di un regionalismo ancora fresco.

C’era in corso la  rivoluzione psichiatrica che vide l’Umbria protagonista e tu la seguivi da vicino. C’erano Umbria Jazz e anni di concerti, di Rock’inUmbria e Suburbie….. Ma anche di primi scricchiolii, come alla IBP-Perugina e alla Terni. Che fatiche, ma che bello sperimentare il primo tg unificato tra Perugia e Terni che, nel suo piccolo, contribuì a superare barriere e diffidenze.

Poi le strade si divisero. Tu continuasti ad essere uno straordinario e colto cronista. L’Ufficio Stampa della Regione fu una fase di grande serietà professionale, poi l’ANSA, fino alla corrispondenza da Parigi, che ti calzava a pennello, per la tua capacità di guardare il mondo, per la tua curiosità culturale e sociologica, per la tua versatilità. Ricordo l’aiuto che mi chiedesti e che cercai di darti per intervistare la mia concittadina Monica Bellucci. Poi il ritorno a casa, la  collaborazione con la rivista francescana.

Troppi i ricordi, di una stagione nella quale, accanto alle redazioni “storiche” di Nazione e Messaggero, accanto alle prime esperienze radio e Tv ( da Radio Aut a Tele Aia, a Tele Umbria, e tante altre) spuntarono in pochi anni – a sinistra – parecchie esperienze con Paese Sera, Cronache Umbre, la pagina de l’Unità, Umbria Tv, Radio Perugia Uno e Radio Galileo emerse e crebbe una generazione di giornalisti di grande spessore, alcuni dei quali arrivati ai vertici dell’informazione nazionale. I nomi sono tanti. Fausto Belia era uno di questi. E pure se “cittadino-giornalista del mondo “, Fausto aveva la sua la Bastia nel cuore. E quando raccontava le sue cene con i vari Vannio Brozzi, Massimo Mencarelli, Lazzaro Bogliari, come della sua passione politica e istituzionale per le sorti del suo Comune, gli si illuminavano sempre gli occhi.