di Gabriella Mecucci
La Valnerina è una terra soggetta a forte spopolamento: i terremoti hanno provocato un danno difficilmente recuperabile, ma alcuni studi recenti definiscono questa zona “un territorio di rinascita”: Tutta una parte della montagna vive infatti, grazie al turismo, un momento di vivacità economica insospettabile sino ad alcuni anni fa.
A Sellano il ponte tibetano sta ottenendo un successo straordinario. A giugno già si parlava di centomila ingressi dall’apertura e oggi si può ben dire che quella passeggiata a 175 metri di altezza “tira” sempre di più. Il sindaco, Attilio Gubbiotti invita alla prudenza sino a quando non ci saranno i dati definitivi dell’estate 2026, ma segnala che le presenze sono in crescita e che nel week end del 9-10 settembre sono stati venduti ben 750 biglietti di ingresso, un vero e proprio record. In due giorni la popolazione di Sellano – 900 anime in tutto frazioni comprese – si è infatti quasi raddoppiata.
Questo forte aumento del flusso turistico ha già avuto una significativa ricaduta economica e sociale. Nel paese sono spuntati recentemente un B&B e una casa vacanza e in precedenza erano apparsi nuovi bar e ristoranti di cui uno nella bellissima frazione di Montesanto. Il mercato delle abitazioni vede un aumento delle richieste di acquisto e di affitti e i commercianti da noi interpellati parlano, dopo anni di difficoltà, di soddisfazione e di speranza.
Presto quattro percorsi mountain bike e la zipline
Il sindaco racconta i progetti futuri. Si sta lavorando infatti a ben quattro percorsi mountain bike che vanno dalle basse difficoltà a quelle più impervie. Nel 2027 dovrebbero essere pronti e percorribili. Un altro investimento importante è quello della zipline: il “volo d’angelo” saldamente fissati a una fune partirà da Montesanto, luogo di arrivo del ponte tibetano, e arriverà a Sellano. La progettazione è già iniziata e la definitiva realizzazione è prevista per il 2028. In due-tre anni, questo borgo regalerà ai suoi visitatori nuove e importanti attrazioni turistico-sportive.
Il Castello restaurato e ripopolato: un “recupero perfetto”
A tre chilometri da Sellano c’è il Castello di Postignano, dove nei giorni scorsi si è svolto un convegno su: “Vivere il borgo: tutela, salvaguardia e valorizzazione”, organizzato in collaborazione con la cattedra Unesco di Unitelma Sapienza. I relatori hanno giudicato il restauro del luogo “perfetto”, il “migliore” fra quelli realizzati in Italia sia per quanto riguarda la sicurezza antisismica che per il recupero dei fabbricati – il borgo venne fondato nel IX-X secolo – che per quanto riguarda la cultura immateriale. L’intervento, voluto e finanziato dai proprietari – la famiglia Matacena – ha fatto dire a Caterina Bon, ex direttrice dell’Icr: “Non sembra che ci sia stato un restauro e quando il restauro non si vede vuol dire che è fatto a regola d’arte”. La discussione si è svolta all’interno della chiesa quattrocentesca della Santissima Annunziata, decorata da un ciclo di affreschi manieristi.
Il lavoro di recupero è durato quasi venti anni, ma ora il borgo vive: c’è già un albergo e ne verrà realizzato un secondo dotato di beauty farm. Ci sono due ristoranti e in uno di questi si svolgono i corsi di alta cucina, una metà degli appartamenti sono già stati venduti, soprattutto a stranieri. Particolarmente interessante è il gradimento dell’operazione da parte di importanti istituzioni culturali: ben due atenei americani svolgono al Castello le loro master class. Si tratta di una università canadese e dell’università della Georgia (Usa). Quest’ultima VI organizza corsI di scrittura creativa. Altre importante attività di studio con al centro il disegno e la storia del Rinascimento vengono promosse da scuole e istituti d’oltreoceano. In estate e sino agli inizi dell’autunno si svolge una rassegna di arte e cultura con concerti e dibattiti. C’è ormai anche chi ci abita tutto l’anno – sono nati a Postignano anche due bambini – e si vanno recuperando le tradizioni enogastronomiche. Ritornano spesso a visitarlo anche i vecchi abitanti e si è stabilito una sorta di amicizia fra loro e i nuovi venuti.
Rasiglia va forte e in alcuni week end rischia l’overtourism
A venti minuti da Sellano e a mezz’ora da Foligno, c’è Rasiglia di cui si è molto e forse anche troppo parlato. Il borgo è piccolo e davvero delizioso: tutto costruito su ruscelli e cascatelle che scorrono fra le case. C’è fresco e si mangia bene. Merita una passeggiata, anche se definirlo la “Venezia dell’Umbria” è un eccesso pubblicitario. Il paesino degli antichi mulini con una storia importante di tessitura è stato recuperato grazie alla volontà e alla creatività dei suoi abitanti. Ed è singolare che un luogo con trenta anime e che sino ad alcuni anni fa viveva un declino considerato inarrestabile, rischi oggi – per fortuna solo in alcuni week end – l’overtourism.
Castelluccio, Norcia, Cascia: I visitatori crescono ma il turismo non basta
Salendo più in alto verso la montagna, si raggiunge a 1400 metri Castelluccio. Un posto con un paesaggio di straordinaria bellezza. Dopo il covid è stato preso d’assalto dai visitatori nelle settimane di giugno e di inizio luglio in cui fiorisce il Pian Grande: una distesa di gialli (lenticchie), rossi (papaveri), azzurri (fiordalisi) immersi nel verde. Una variegata tavolozza di colori. Negli ultimi due anni lo spettacolo è stato in parte rovinato dal caldo che ha in parte bruciato la fioritura. E comunque il luogo è talmente bello che non ha perso visitatori. E ne conquisterebbe se venisse realizzato lo splendido progetto di recupero del paese finanziato da Cucinelli. E’ proprio dell’altro ieri la notizia che a Castelluccio è stato assegnato mezzo milione di euri di fondi statali per la ricostruzione.
I dati positivi riguardano anche Norcia che, dal 2019 al 2024, ha visto aumentare il turismo del 43%. E la crescita potrebbe avere anche un ritmo più intenso nel futuro prossimo: è infatti terminato il restauro interno e esterno della cattedrale di San Benedetto, mentre la deliziosa piazza centrale è stata in larga parte liberata dalle transenne post terremoto che restano solo intorno alla Castellina, una fortezza cinquecentesca divenuta museo cittadino. A Cascia Santa Rita non smette di fare i miracoli e i pellegrini crescono a vista d’occhio facendo lievitare il numero dei visitatori del 16 per cento.
In Valnerina il turismo sta aiutando la rinascita economica. Si tratta di flussi diversificati: da quelli sportivi di Sellano ai raffinati frequentatori di Postignano, sino agli amanti dei magnifici paesaggi di Castelluccio nonché delle opere d’arte e della spiritualità di Norcia e Cascia. I dati sono tutti positivi, ma non in grado di invertire la tendenza allo spopolamento e di determinare il decollo di un’area interna che resta la più povera dell’Umbria: il turismo è molto importante ma non basta. Ci vorrà ancora tempo e danaro perché la Valnerina imbocchi la strada dello sviluppo.



