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di Fabio Maria Ciuffini

Sono ben lieto di rispondere all’articolo dell’Ing. Severi ed alle sue puntualizzazioni ripetendo per chiarezza quale è il mio parere sulla questione Nodo stradale di Perugia. Riaffermando ancora che si tratta di una mia opinione personale soggettiva che i dati esposti dall’ing. Severi – di cui lamentavo la mancanza – mi permettono di oggettivare.

L’INTERVENTO DELL’INGEGNERE SEVERI

COSA DICE CIUFFINI SUL NODO

Per prima cosa voglio ulteriormente sottolineare che il raddoppio delle rampe a Ponte San  Giovanni è certamente l’intervento prioritario e quello foriero di ottenere un alleggerimento della congestione nel tratto Collestrada P. S. Giovanni, in quanto, come ho avuto modo di dire “certamente quella più significativa in termini di costi-benefici”. Mi pare che qui le opinioni mie e dell’ing. Severi collimino perfettamente.
Non sono d’accordo però che questo sia l’unico intervento di cui abbia bisogno l’equilibrio del Nodo stradale di Perugia. Resto dell’avviso che occorre anzi sia indispensabile risolvere il problema del collegamento da Sud con il quadrante Ovest della città.
Per almeno due motivi: per evitare il lungo giro intorno Perugia che impone l’attuale configurazione del nodo e per garantire una alternativa alla “strada delle gallerie” in caso di temporaneo blocco per incidenti, eventi questi tutt’altro che rari o altro (lavori, ad es.). In ogni caso toglierebbe un po’ di traffico alla strada delle gallerie, anche se questo non è certo l’obiettivo principale.
Ritengo infatti – a parte il miglioramento della rete secondaria che io propongo nell’immediato e che ho descritto nel mio articolo – che l’obiettivo prioritario sia di realizzare quello che io ho chiamato “il primo lotto della bretella”: raggiungere dalla E45 Madonna delle Fratte, l’Ospedale Regionale e S. Sisto mettendo fra l’altro in valore il notevole investimento che ha fatto il Comune di Perugia a S. Sisto e a S. Andrea delle Fratte con la nuova viabilità al servizio dell’Ospedale. Per capirci, si tratta del lungo viale (Vittorio Trancanelli) che unisce la Settevalli con la Strada Regionale 220 e la stessa Pievaiola nel nuovo tratto che aggira S. Sisto. Un’opera che annovera quattro grandi rotonde, un sottopasso ed una notevole estensione viaria a quattro corsie. Da lì lungo la via Corcianese (oggetto anche questa di recenti interventi di potenziamento) si può raggiungere Corciano e il raccordo per Bettolle senza – ripeto – dover aggirare l’intera città compatta di Perugia.
Come poi vada fatto questo collegamento è a mio avviso tutto da vedersi. L’unica opinione che ho in proposito è che potrebbe essere a sole due corsie, utilizzare al massimo la viabilità esistente (ad es. la Tuderte) e certamente avere un costo che sia una frazione minore dei due miliardi che preconizza l’Ing. Severi.
Si è parlato durante questa campagna elettorale della necessità di fare un nuovo piano Regolatore. Potrebbe essere questa l’occasione di inserire in questo nuovo strumento il nuovo tracciato così come meglio potrà essere progettato.
Quanto al “nodino” prendo atto che l’opinione di un comitato in suo favore non sarebbe rappresentativa della popolazione di Ponte S. Giovanni. Resta il fatto che è quella che ha fatto più rumore.
E’ anche mia l’osservazione che risulta comunque assodato “che il Nodino non riduce minimamente il carico sulla Strada delle gallerie, né elimina il traffico di rigurgito dovuto all’insufficienza delle rampe da e verso Perugia”, oltre a forti dubbi sull’importo eccessivo dell’opera. I dati che fornisce l’Ing. Severi vanno molto più avanti e portano alla conclusione che il nodino sia “inutile e dannoso” e ne prendo atto, salvo girarli al Comune di Perugia che ha il diritto/dovere di dare una risposta definitiva a questo proposito.
Aggiungo alcune chiose. Sostengono alcuni (non l’ing. Severi) che la congestione che affligge quel tratto di strada scoraggerebbe utilmente i traffici su strada verso Perugia.
Eliminare la congestione, si afferma, potrebbe portare ancora più traffico in città. Ho qualche dubbio in proposito. Il traffico da e verso Perugia ha tutte le caratteristiche di quello sistematico di chi si reca a Perugia per motivi di lavoro o studio  indipendentemente dai suoi livelli, oltre al fatto, anche questo assodato da tempo, che gli attraversamenti sono una quota minoritaria del traffico che io chiamo “di tipo urbano”, in quanto diretti quasi esclusivamente su e da Perugia. Forse anche una rapido censimento sulle motivazioni di questi spostamenti sarebbe certamente utile per chiarire questo aspetto.
L’Ing. Severi poi afferma: “Infine, crediamo che operare comunque da subito con la massima urgenza su tutte le direzioni atte a limitare il traffico su gomma, sul trasporto pubblico e sulla mobilità alternativa sostenibile, anche con adeguate risorse che
incentivino il cittadino all’uso alternativo del mezzo pubblico, sarebbe la via giusta per un futuro di progresso equo e sostenibile”.
Chi conosce la mia storia e mi ha seguito fin qui su Passaggimagazine leggendo i miei articoli in proposito sa benissimo che non posso che concordare su questa affermazione.
Sono stati fatti studi, ad esempio – e ne ho già scritto altre volte – che dimostrano che un potenziamento del trasporto ferroviario su Perugia dalla Valle Umbra e dal Magionese e il Trasimeno, solo come servizi aggiuntivi anche senza potenziare le infrastrutture e il Nodo ferroviario di Perugia (cosa peraltro tanto necessaria quanto negletta un po’ da tutti) potrebbe trasferire domanda sul mezzo pubblico. E però occorrono parcheggi di scambio in origine e coincidenze con il mezzo pubblico in destinazione. Insomma, ancora una volta un grande progetto che per ora nessuno – in questa Regione e in questa Città che sono tra quelle in Italia e in Europa con il maggiore numero di auto ogni mille abitanti – sembra voler affrontare.
E con questo ringrazio Passaggi Magazine per avermi ancora una volta ospitato dandomi l’occasione di esprimere le mie opinioni su quello che Passaggi definisce il “nodo della discordia”.
Sperando di avere – al meno in parte – ridotto quella con l’ing. Severi.