di Gabriella Mecucci e Maurizio Troccoli
Foto ©Fabrizio Troccoli
A Pietrafitta nasce il mega parco dell’innovazione contemporanea, ma anche il nuovo Cucinelli-pensiero. Come cioè il re del cachemire vuol immettere forti dosi di capitalismo umanistico nell’intelligenza artificiale. Eccola l’immagine profondamente rinnovata del mecenatismo contemporaneo e ecco le citazioni atte alla bisogna. Si parte da Vitruvio, l’intellettuale romano d’epoca augustea: “E’ necessario costruire qualcosa di solido, di utile e di bello”. Poi si sfiora l’elogio della pazzia di Erasmo da Rotterdam, per approdare alla “svolta umanistica di Microsoft”. Il risultato di questa cavalcata storico-filosofico è che proprio mentre in tanti si dicono spaventati dall’intelligenza artificiale, Cucinelli coltiva il sogno di una grande alleanza fra questa e la mente umana: “Noi non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale, non ci annullerà, noi possediamo la follia dell’invenzione”. Questa è la filosofia che sta dietro al finanziamento della grande avventura tecnologica di Pietrafitta.
Il nuovo mix culturale targato Cucinelli
Ogni volta che Solomeo fa un investimento non trascura mai la costruzione di un’immagine culturale forte che lo sorregga e gli attribuisca fascino. Ed è probabilmente questa la ragione più profonda del suo grande successo, ancor più della indubitabile qualità del cachemire e di tutti i suoi prodotti. E’ questa la sua componente davvero geniale. Ma andiamo per ordine e vediamo che cosa sta nascendo a Pietrafitta e nell’ intero mondo dell’impresa cucinelliana
Cento milioni di investimenti
Nella valle del Nestore, proprio sotto la frazione di Pietrafitta, ancora si ergono i fabbricati ormai fatiscenti di una centrale elettrica che dette lavoro e futuro all’intera zona: arrivò ad impiegare infatti ben 500 dipendenti che producevano energia, quella che oggi manca all’Umbria. Ora il sito industriale, ormai obsoleto, avrà una seconda vita: non più lignite, ma dati, conoscenza e sostenibilità. Il progetto verrà finanziato dal Foro dell Arti, holding della famiglia Cucinelli, e dall’Umbria Data Garden, società operativa di nuova costituzione. Alla realizzazione successiva dovranno partecipare imprenditori nazionali e internazionali, ma intanto una parte del finanziamento è già stato deciso dalla Regione dell’Umbria, come ricorda l’assessore Meloni, con una cifra che varierà fra i 2milioni e 400mila e i 2milioni 800mila, ma l’investimento finale dovrebbe raggiungere i 100milioni. Sarà “un Data Center sartoriale”, pensato sulle esigenze e le caratteristiche dell’Umbria, e soprattutto sostenibile. La Presidente della Regione e i sindaci dei Comuni di Piegaro e Pietrafitta sprizzano felicità nel vedere davanti a loro un grande futuro che nasce dal passato. E sottolineano come già ci siano i primi imprenditori e come già siano stati fatti i primi lavori.
La parola d’ordine è sostenibilità
La collocazione del Data Center è particolarmente felice perché – come è noto – questi impianti hanno bisogno di molta acqua e in quella zona ce n’è parecchia, grazie a un lago artificiale piuttosto grande. E ci sono bellissimi boschi per combattere l’inquinamento. Comunque, parola di amministratori e di Cucinelli, il nuovo investimento sarà a impatto zero. Recupererà solo una parte dei vecchi fabbricati, altri verranno demoliti. E servirà alle imprese, alla ricerca (in primis agli atenei), alla sanità, alla pubblica amministrazione. E ci sarà tanto verde e persino un parco per passeggiare e far giocare i bambini. La bellezza – come dice Vitruvio – non va mai trascurata.
Solomeo finanzia solo il progetto poi dovranno arrivare gli investimenti di altri imprenditori, ma Cucinelli, con la grande rete di rapporti che ha, potrebbe essere un attrattore anche di questi. Si tratta di una collaborazione fra pubblico e privato con ruoli rilevanti della Regione e dei Comuni che in silenzio hanno lavorato anni e anni per trovare le giuste alleanze per far decollare questa avventura.
I rapporti con la Silicon valley
Il re del cachemire ha molti rapporti con la Silicon valley. Cominciò ad istaurarli nel 2024, quando una folta delegazione di giganti delle supertecnologia arrivarono a Solomeo per valutarne l’esperimento produttivo, basato sul capitalismo umanistico: c’era persino Bezos. Peccato che abbiano poi tutti piegato in direzione Trump, ma il midterm potrebbe fargli cambiare di nuovo idea. Cucinelli dal canto suo flirta con l’intelligenza artificiale da tempo. E già nato Callimacus, il nome è quello del poeta e filologo greco, nel più puro stile di Solomeo. Si tratta di un e-commerce, una piattaforma di commercializzazione dei prodotti che, anziché guidare i visitatori attraverso una navigazione rigida in pagine predefinite, fa scorrere ciò che cerca il visitatore, gli fornisce in tempi reali una proposta più personalizzata. Callimacus “ascolta” dunque il potenziale acquirente e tiene conto di quanto desidera: mette cioè al centro lui prima che il prodotto. Quanto questo sia interessante e persino affascinante è evidente, ma – come sempre – se ne intravedono anche i potenziali rischi.
Il miliardario super tecnologico Marc Bernioff con la sua Salesforce ha sottoscritto un accordo per entrare in Solomeo AI. L’intesa per diventare operativa attende l’autorizzazione del governo. Bernioff è uno dei giganti della Silicon valley che ha rivoluzionato le prime impostazioni dell’intelligenza artificiale da lui sottoposte a dura critica. Un rivoluzionario che poi si è avvicinato al trumpismo per allontanarsene poco dopo.
L’Umbria “cuore verde” anche del futuro
Callimacus ha un valore che oscilla fra i 70 e i 100 milioni e ha un approccio al mercato molto originale e, come ha già dichiarato Cucinelli, regala “la libertà di apprendere, di scegliere e di agire al nostro vivere digitale”. Il re del cachemire non trascura dunque occasione per sottolineare come l’intelligenza artificiale sia una grande alleata di quella umana. Vuole fare con questa non solo un matrimonio d’interesse, ma anche d’amore, basato cioè sulla fiducia. A Pietrafitta è andato oltre: ha esplicitato l’idea di portare l’umanesimo dentro l’intelligenza artificiale – l’uomo del citato Vitruvio, disegnato poi da Leonardo da Vinci non è forse il simbolo della cultura rinascimentale?
Dal progetto della valle del Nestore parte il nuovo Cucinelli pensiero. E da lì prende le mosse anche l’Umbria del futuro: dai fabbricati ora fatiscenti nascerà il nuovo parco dell’innovazione, in mezzo agli alberi e all’acqua: un’immagine che ben si coniuga con quella del “cuore verde d’Italia”, buona più che mai anche per il terzo millennio.



