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di Giuseppe Vittori

La Regione farà “tutto quello che è in suo potere” per evitare le sette gigantesche torri eoliche che sarebbero una grave danno per il magnifico paesaggio intorno a Castel Giorgio (Orvieto). Lo ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca nel corso di un convegno che si è tenuto al Salone d’Onore della Presidenza della Regione a Palazzo Donini a Perugia.

L’incontro dal titolo  “Curare il Paesaggio Umbro: storia, bellezza, risorsa”, ha visto la partecipazione degli Assessori Regionali Thomas De Luca (Ambiente) e Simona Meloni (Turismo, Agricoltura e Sport) e aveva il patrocinio della Regione Umbria ed è stato promosso dall’Associazione Perlumbria e dalla Rivista online Passaggi Magazine, in collaborazione col FAI Umbria.

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La discussione si è protratta per tutta la mattinata con la relazione introduttiva di Ilaria Borletti Buitoni (Vice Presidente Nazionale del FAI e già Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali) e dei due Assessori Regionali. Nella discussione sono poi intervenuti, la Soprintendente ai Beni Culturali dell’Umbria Francesca Valentini, Caterina Bon Valsassina, già Direttrice del Ministero Beni Culturali, Andrea Margaritelli della Fondazione Giordano ed ideatore di SEED, Alessandro Dimiziani Sindaco di Lugnano in Teverina e Presidente Regionale dell’Associazione “Borghi più belli d’Italia”, Monica Tommasi, Presidente Nazionale degli “Amici della Terra”, Gianni di Mattia di Legambiente Umbria, e , infine, Massimiliano Presciutti Presidente della Provincia di Perugia. Il dibattito è stato coordinato da Gabriella Mecucci Direttrice di Passaggi Magazine.

L’iniziativa di discussione, pensata da tempo, si è incrociata con le mobilitazioni, negli ultimi mesi, di cittadini, associazioni ed enti locali contro l’installazione di gigantesche pale eoliche in zone di particolare pregio paesaggistico come quelle previste nel progetto Phobos di Castel Giorgio nell’orvietano e come quelle proposte nell’eugubino e a Gualdo Tadino. Negli ultimi giorni una sentenza del TAR ha annullato il parere negativo dato dalla Giunta Regionale guidata dalla Presidente Proietti alla realizzazione dell’installazione di 7 pale eoliche alte 200 metri a Castel Giorgio sulla base del fatto che la vecchia Giunta Regionale non aveva dato nessuna risposta alla procedura di autorizzazione avviata dal Ministero dell’Ambiente del Governo Meloni, col parere contrario del Ministero della Cultura dello stesso Governo.

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Tutto questo ha suscitato veementi proteste e mobilitazioni anche a livello nazionale (Fiorello nei suoi 2 spazi di intrattenimento ogni giorno su RAI 2 ne ha fatto una campagna tanto incisiva quanto comica). Il punto inaccettabile ha detto l’Assessore De Luca, all’unisono con gli altri relatori, è che un intervento di queste dimensioni in un territorio di pregio così delicato possa essere autorizzato dal Ministero sulla base del silenzio-assenso. Gabriella Mecucci aveva chiesto all’Assessore cosa sarebbe accaduto adesso, se la Regione stesse decidendo di agire in autotutela. L’ Assessore De Luca ha risposto che la Regione farà tutto ciò che è in suo potere per bloccare questo progetto estremamente dannoso per il territorio orvietano.

Da qui la discussione ha affrontato la necessità di contrastare la semplificazione delle norme in materia approvata nel gennaio scorso dal Governo, in modo da permettere un più attento e ravvicinato governo del territorio da parte della Regione in collaborazione con le Soprintendenze, nel quadro di una normativa nazionale più chiara e condivisa a livello interministeriale. Non possiamo perdere il valore dei nostri borghi, del nostro paesaggio collinare e montano, delle nostre acque hanno sottolineato, Caterina Bon Valsassina, Margaritelli e Dimiziani

Ma non è sfuggito il nodo enorme che oggi si propone a tutti, quello cioè di coniugare la pianificazione paesaggistica con l’ineludibile sfida della transizione energetica. Come ha detto Ilaria Borletti Buitoni l’ Italia ha avuto a base sempre impianti normativi solidi riguardo al paesaggio che però negli ultimi decenni sono spesso stati sormontati da disordinate esigenze di carattere economico, urbanistico o infrastrutturale. Oggi dobbiamo riuscire a trovare un equilibrio nuovo e importante tra le esigenze di tutela del territorio, che è un bene in sé di carattere identitario e un valore economico, agricolo e turistico imprescindibile, e la transizione energetica che dobbiamo affrontare e realizzare per salvare le nostre economie, per reagire alla crisi climatica e alle turbolenze internazionali. Raggiungere gli obbiettivi di autonomia energetica del nostro paese e dell’Europa richiede un balzo significativo del ricorso alle energie rinnovabili (idriche, solari, geotermiche ecc…). L’Umbria purtroppo è distante dagli obbiettivi fissati al 2030 dagli accordi europei. E’ per questo necessario un forte impegno istituzionale e di partecipazione per affrontare una situazione così complessa nella quale l’Umbria, per le sue caratteristiche, può diventare, come ha proposto Ilaria Borletti Buitoni, un importante laboratorio a livello nazionale ed europeo.

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Dare un forte impulso e peso reale alla partecipazione dei cittadini nella tutela ambientale non è solo un valore richiamato dalla Costituzione, ma qualcosa che può guidare e sorreggere l’azione istituzionale e contribuire a ridurre un’esiziale effetto nimby nell’opinione pubblica (non nel mio giardino si nel giardino degli altri). E’ necessario compiere ogni sforzo necessario a tenere in equilibrio pianificazione urbanistica e pianificazione energetica.

D’altra parte il valore economico in Umbria delle nostre peculiarità paesaggistiche ha riscontro nell’incremento turistico di questi anni, dove le caratteristiche di un turismo slow, lento, nello stesso tempo attivo e contemplativo ha dato un forte contributo ed indirizzo alla vita regionale da cui non dobbiamo tornare indietro come ha ribadito l’Assessore Meloni. Ma non possiamo vivere di solo turismo, se non in alcune aree interne, quindi dobbiamo tenere in equilibrio sviluppo economico, servizi, infrastrutture, transizione energetica, tutela ambientale e paesaggistica. No abbiamo altra scelta e dobbiamo metterci al lavoro in tal senso. Sono convinto che ce la possiamo fare, ha detto per ultimo Massimiliano Presciutti Presidente della Provincia di Perugia. Le denunce di segno diverso venute dalle associazioni ambientaliste Legambiente e Amici della Terra non hanno fatto altro che rafforzare la percezione di questa complessità e la necessità di trovare con  urgenza una sintesi utile a definire un equilibrio di futuro per la nostra Regione.