Salta al contenuto principale

di Antonio Bellucci
Foto ©Ministero della Cultura

A Rasina nel Comune di Umbertide su una collina della valle del Niccone, lungo la strada provinciale che collega Cortona a Gubbio sorge nelle immediate vicinanze della Rocca di Rasina, il Santuario di Maria Santissima Assunta in Rasina; pochi lo conoscono ma il santuario merita attenzione per lo stile architettonico utilizzato per costruirlo e per la storia che lo caratterizza. Vedremo inoltre, che il santuario, purtroppo abbandonato da secoli e con le pareti lesionate dal tempo, dall’incuria e dai terremoti, suscita “emozioni e sensazioni” che descriverò più avanti.

La sua realizzazione risale con molta probabilità tra il 1485 e il 1491 per concludersi tra il 1501 e il 1504. Si tratta di un santuario molto probabilmente costruito per ringraziare la Madonna Maria Santissima Assunta per un miracolo ricevuto, una consuetudine alquanto frequente propria di famiglie facoltose alla fine del secolo XV e l’inizio del secolo XVI.

Il Santuario di Maria Santissima Assunta in Rasina era, con molta probabilità, di proprietà degli Oddi, la famiglia antagonista dei Baglioni tra il XIV e il XVI. Più precisamente, gli studi condotti recentemente da Alberto Maria Sartore e poi in seguito, dall’architetto Luca Sportellini hanno consentito di ripercorrere le varie tappe storiche e architettoniche che hanno caratterizzato il santuario dalla sua costruzione nel XV secolo e nei secoli a seguire. Come vedremo, la storia del santuario è sorprendente poiché ingloba aspetti architettonici, storici e contemporanei. La proprietà, almeno fino al 1490, è attribuita a Giovanna degli Oddi che amministrò il feudo dopo la morte del marito, Guidone degli Oddi, fino al giugno 1490, data del suo decesso.

Da ricerche condotte da Alberto Sartore, Giulio Cesare della Staffa, figlio di Maddalena e di Ermanno Francesco della Staffa amministrò il feudo dopo la morte della madre, almeno fino al 1504. Si tratta di famiglie molto in vista a Perugia in quegli anni, certamente tra le poche famiglie che potevano permettersi opere architettoniche di rilievo in quei tempi. Gli Oddi, ghibellini e i Baglioni, guelfi, hanno fatto la storia di Perugia tra il XIV e il XVI secolo, in un periodo di lotte interne tra fazioni nobiliari che erano tipiche di molte città italiane medievali. Gli Oddi contesero il dominio della città ai Baglioni ma furono più volte sconfitti e ogni volta costretti a esiliare. La rivalità arrivò al culmine tra il XIV e il XV secolo; in quegli anni le due famiglie si affrontarono causando una vera e propria guerra urbana fatta di assedi, vendette e scontri armati. Prevalsero i Baglioni che rimasero gli unici padroni della città di Perugia. Le vicende di queste due potentissime famiglie sono all’origine del Santuario di Maria Santissima Assunta in Rasina.

Ma la domanda che viene spontanea è perché il santuario fu costruito in un luogo impervio, bellissimo ma isolato e soprattutto, utilizzando tecniche architettoniche raffinate che non erano certamente quelle utilizzate in quei tempi per costruire una chiesa di campagna. La sua struttura ortogonale, con pianta a croce greca rendono il Santuario in Rasina un’opera di alto valore architettonico assimilabile ad altri santuari non lontani e costruiti tutti nello stesso periodo storico: la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio a Cortona iniziata nel 1485 e il cui progetto è di Francesco di Giorgio Martini e il Santuario di Loreto, iniziato nel 1469 e con molta probabilità visionato dallo stesso Francesco di Giorgio e, infine, la chiesa di Santa Maria delle Carceri in Prato, iniziata nel 1486 e realizzata su progetto di Giuliano di Sangallo che fu uno dei più celebri templi a pianta centrale a croce greca del Rinascimento. Tutte queste opere hanno degli aspetti in comune.

Come sottolineato nel libro dall’architetto Sportellini “Il Santuario di Maria Santissima Assunta in Rasina” edito da Fabrizio Fabbri Editore, il Santuario mariano di Rasina, con pianta a croce greca associabile allo schema della chiesa di Prato, presenta evidenti analogie architettoniche con la chiesa del Calcinaio e riprende la tendenza, resa nota dalla soluzione di Loreto, di inglobare al suo interno una cappella, sorta magari sul luogo di un miracolo o di un’apparizione, il che giustificherebbe il culto mariano. Da notare che in un’area abbastanza ristretta furono costruiti tre chiese dedicate alla Madonna; il Santuario di Rasina, quello del Calcinaio a Cortona e infine il Santuario della   Madonna di Castel Rigone.

Ma quello che contraddistingue il Santuario di Rasina rispetto agli altri santuari dell’epoca costruiti nelle vicinanze è la particolare struttura che ricorda quella del Pantheon in quanto all’interno dello spazio centrale del santuario potrebbe trovar posto una sfera come quella che potrebbe essere posta al centro delle volte del Pantheon.

Le ricerche documentali portano ad affermare che anche il Santuario del Calcinaio a Cortona e quello della Madonna di Castel Rigone furono costruiti a seguito di eventi miracolosi, così come molti santuari in quel periodo; con molta probabilità anche quello di Rasina fu eretto per lo stesso motivo e ciò spiegherebbe la sua collocazione in un luogo isolato e su un terreno non pianeggiante edificabile solo con evidenti difficoltà, come afferma Sportellini nel suo libro. La cappella al suo interno, edificata in epoca antecedente a quella del santuario, fu mantenuta all’interno della nuova struttura a testimonianza e per riguardo del miracolo ricevuto da parte della Madonna alla quale era dedicata. A differenza dei Santuari del Calcinaio a Cortona e di Castel Rigone, che godono di una cospicua fonte documentale, per il Santuario di Rasina tutto è andato perduto e quindi la ricostruzione storica ed architettonica dell’opera è avvenuta in base a parallelismi riscontrati con gli altri santuari costruiti a cavallo del XV e del XVI secolo.

Grazie a delle ricostruzioni storiche del Sartore, il Santurio di Rasina potrebbe essere stato costruito per volere delle due nobildonne, Giovanna e di sua figlia Maddalena degli Oddi. Con molta probabilità il miracolo riguarda Giulio Cesare degli Oddi che, con la cacciata degli Oddi da Perugia, conduce azioni armate contro i Baglioni ma, nel 1491, secondo le cronache, in un’incursione contro la famiglia rivale, sfugge alla morte. Questo evento consente anche di collocare, la data d’inizio dei lavori per la costruzione del santuario tra il 1485 e il 1492.

Ma oltre alle peculiarità architettoniche e ai riferimenti storici collegati al Santuario in Rasina, il luogo dove è stato costruito sette secoli fa, vicino a un corso d’acqua ora prosciugato e a un piccolo cimitero, sembra susciti sensazioni particolari, vibrazioni e onde amplificate dalla forma ottagonale del santuario. Non tutti sono in grado di percepire queste vibrazioni che invece sono state percepite e continuano a esserlo, dalla proprietaria attuale del santuario, la dottoressa, medico belga specializzata in medicina dello sport, Linda Gryp che alcuni anni fa ebbe occasione di visitare il luogo rimanendone incantata a tal punto di voler investire acquistandolo con l’intenzione di ristrutturarlo.

La dottoressa è convinta che l’architettura a forma ottagonale di un santuario come quello di Maria Santissima Assunta in Rasina, agisca come un amplificatore geometrico delle vibrazioni naturali del luogo. In effetti, nella geometria sacra, il quadrato rappresenta la terra e la materia (i quattro punti cardinali, quindi la stabilità), mentre il cerchio simboleggia il cielo, l’infinito e l’eternità. Inoltre, l’ottagono è la forma geometrica intermedia che trasforma il quadrato in cerchio; secondo la dottoressa, costruire un santuario a forma di ottagono su un luogo ad alta vibrazione può amplificare le frequenze o le vibrazioni sul posto arrivando a fondere l’energia terrena e l’ispirazione divina. Inoltre, la forma dell’ottagono sembra influenzi il modo in cui l’energia e il suono si muovono nello spazio: è risaputo che un’architettura basata su proporzioni geometriche specifiche può far circolare le vibrazioni più a lungo, inoltre, gli angoli di un ottagono possono aiutare a creare un vortice energetico, mantenendo alta la vibrazione naturale del sito. Infine, gli edifici ottagonali hanno spesso un punto centrale, come una cupola o un altare, che canalizza l’energia direttamente verso il visitatore. La dottoressa Gryp, ogni qual volta che entra all’interno del santuario e vi rimane in contemplazione per alcuni minuti percepisce delle vibrazioni che trasformano il suo stato fisico ed emotivo; aumentano le sue capacità sensoriali e cresce una forte empatia verso l’atmosfera del luogo. Il tutto si trasforma in una emozione intensa, uno stato d’animo di estrema tranquillità, una lucidità mentale, un senso di pace profonda, rilassatezza e soprattutto la sensazione di connettersi con qualcosa di più grande.

La dottoressa è in attesa delle concessioni necessarie per la ristrutturazione del santuario; il luogo dove sorge è ora facilmente raggiungibile poiché la dottoressa lo ha liberato di una vegetazione che si era completamente impadronita del luogo rendendolo inaccessibile. Tuttavia, entrarvi è fortemente sconsigliabile per via delle condizioni pericolanti in cui si trova attualmente la struttura; bisognerà attendere l’esecuzione delle opere di consolidamento per visitarlo al suo interno. Nel frattempo, la dottoressa Gryp è raggiungibile al suo indirizzo di posta elettronica (linda.gryp@gmail.com) per tutti coloro che desiderino ulteriori informazioni.