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di Giampiero Rasimelli

Da mesi non scriviamo dei destini calcistici di Perugia e Terni, del Grifo e delle Fere. Ma ora non possiamo tacere la nostra preoccupazione per una realtà già disastrata che rischia ancora più (speriamo di no) di scivolare nel baratro portando con sé effetti nefasti per i due capoluoghi umbri.

Questa volta cominciamo dal Perugia Calcio e dalla nebulosa che lo circonda. La stagione che abbiamo alle spalle è un incubo da dimenticare. Al presente assistiamo alla vendita dei migliori giocatori, cui ci si è aggrappati per non retrocedere in serie D, e di qualche mediocre acquisto dello scorso anno con cui si voleva salire in serie B. Di acquisti non se ne ha traccia, Riccardo Gaucci, il Direttore della salvezza, se ne è andato evidenziando divergenze con la proprietà sul destino del Grifo, si parla da mesi della cessione della proprietà del Perugia Calcio ma non si riesce a capire quale sia il punto reale della discussione, sembra quasi di essere ritornati all’era impazzita di Santopadre.

Allora bisogna rimettere i puntini sulle i, bisogna riordinare fatti ed opinioni e ritrovare un minimo di oggettività in tutta questa vicenda tormentata.

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Primo. La città ed i tifosi hanno accolto bene e con speranza la proprietà argentina di Faroni. La società e il Presidente hanno fatto cose buone, nell’impiantistica, nei settori giovanili, nella gestione di bilancio e finanziaria. Ma la società e il Presidente hanno fatto anche grandi errori nella gestione sportiva. Non sappiamo perché, non sappiamo cosa li ha generati, non c’è stata alcuna narrazione a riguardo … abbiamo solo visto cadere delle teste, giocatori, allenatori, direttori sportivi, direttori generali, preparatori atletici, addetti stampa …. La dichiarazione ricorrente è stata vogliamo fare tornare il grifo al livello che merita, non siamo qui per caso. Ma nulla o quasi ha corrisposto sul piano della gestione sportiva a questo intento dichiarato. Sono trascorse 2 stagioni con due esiti pessimi, rischiando sempre di scivolare in serie D. Inutile girarci intorno, la Società e la Proprietà sono le prime responsabili di questo esito disastroso, non si può attribuire ad altri questo risultato. Di fronte a tutto questo una proprietà dovrebbe prendere impegni seri per il futuro, verso i tifosi che hanno sostenuto fino all’ultimo la squadra con attaccamento e una partecipazione sentimentale non comune, verso la città che ha cercato di sostenerla in tutti i modi e con pazienza (si pensi al progetto Curi). Una proprietà che volesse dar prova di serietà avrebbe dovuto investire sul suo futuro e /o difendere e valorizzare l’investimento fatto. Ma niente di tutto questo, la sensazione è che, allo stesso modo di Santopadre, si vogliano riprendere i soldi spesi e magari lucrare qualcosa prima di andarsene, incuranti dei disastri combinati e dell’impoverimento prodotto alla società, perché è vero che se le finanze sono in ordine, se le giovanili hanno avuto successi, la perdita di credibilità del Grifo è abissale e anche questo è un valore economico sostanzioso e compromesso.

Secondo. Faroni ha tanti problemi, ma non li può e non li vuole scontare Perugia che lo ha accolto e sostenuto. Venire a Perugia è stata una sua scelta. Ora, o resta con impegni seri e non con un ridimensionamento che metterebbe a rischio ancora una volta il Grifo, o se ne deve andare raccogliendo quanto ha seminato, nel bene, poco, e nel male che evidentemente non vuole riparare. Non è una richiesta, ma un dato di realtà. Se uno rinuncia a difendere un investimento consistente che ha fatto avrà le sue ragioni. Non ha più soldi ? … ha deciso di spostare i suoi interessi altrove ? … ha problemi che lo inseguono a casa sua , in Argentina, in Uruguay, negli USA, o dove?  … aveva avuto suggestioni che gli hanno consigliato all’inizio l’investimento e che col tempo si sono sgonfiate, per colpa di cattivi consiglieri e/o di imprevisti mutamenti della realtà ? Tutti interrogativi legittimi, fino a un certo punto, ma Perugia che c’entra? Se si fanno scelte sbagliate e si produce un danno è difficile pensare di uscire da un business come ci si è entrati. Non ci interessa approfondire i singoli problemi, ma non si può fare nemmeno come nel film “prendi i soldi e scappa”. Le scelte sbagliate si pagano e se si vuol cedere qualcosa, in questo caso il Grifo, il prezzo si paga e si deve pagare. Ma qual è l’alternativa Faroni ? Un altro anno verso la serie D con la società che vale sempre meno ? … dicevano, sempre in un film, …ma mi faccia il piacere, se è così che la pensa tolga pure il disturbo e rapidamente! E veramente la proprietà Faroni pensa di poter restare a Perugia in queste condizioni ? Fossi nel Presidente non sbaglierei ancora una volta i calcoli, mi limiterei a fare cose normali e civili verso una città che l’ha ben accolto e per il resto …. Forza Argentina !! al Mondiale potrà andar bene, ma poi è difficile capire cosa può succedere, forse andrà tutto bene o no, meglio non continuare a crearsi guai !! Forse caro Faroni, se non puoi fare di più, è meglio andarsene rapidamente da Perugia, per il giusto prezzo, perché poi potresti avere di meno.

Questo vale anche per i compratori, americani, italiani, perugini … se c’è un progetto le trattative ad un certo punto si chiudono … una squadra di calcio senza giocatori all’altezza non è un valore è un rischio in perdita. Se c’è un progetto c’è la possibilità concreta di riconquistare l’entusiasmo della città, che vale il progetto del nuovo stadio e non solo: la partecipazione della città è un valore economico, se non è visto da lontano, da Buenos Aires, se non è annegato nei guai, ma al contrario alimentato da scelte assennate, da qualche successo, dalla vicinanza, dalla quotidianità … da un minimo di ambizione. Beh! vedremo cosa succederà nei prossimi giorni e ci diremo se queste previsioni sono sballate o forzate, fuorvianti o azzeccate. Nessuno è infallibile, nemmeno noi !

La Ternana è già retrocessa in serie D …. ce lo ricordiamo ? Bisogna ricordarselo, sempre, perché altrimenti dal sogno della B e perché no della A, tanto non costa nulla, la fumisteria e la nebbia mediatica sono capaci di trasformare il vero responsabile di questo disastro, Bandecchi, che ha portato la Ternana in serie D perché non poteva più pagare lo stipendio di calciatori e dipendenti, nelle vesti non di un energumeno Sindaco di Terni, ma di un improbabile e malconcio Nembo Kid calcistico che compra l’Orvietana, acquista il marchio consunto delle Fere e salva il calcio a Terni. Così, dopo aver fatto direttamente e indirettamente una montagna di debiti, dopo aver devastato la società con la vicenda illegale dello Stadio-clinica, dopo aver messo dei prestanome veri o presunti a curare i suoi interessi e la Ternana, dopo aver litigato con tutti questi e aver sollevato una quantità di contenziosi amministrativi, civili e penali che metà basterebbero per occupare l’attività di un intero tribunale, oggi ci ritroviamo al cospetto del Salvatore di Terni e della Ternana. Ridicolo, ma non troppo, in una città che dopo aver perso moltissimo della sua identità è ancora alla ricerca di un oggi o di un domani ed è ancora facile preda delle promesse e dei ricatti di questo personaggio e di una stagione politica pessima di cui non è e non sarà facile liberarsi. Viva la Ternana !! ma attenti a non pagare il prezzo della perdita di futuro dell’intera città! Penso che la classe imprenditoriale di Terni, i benpensanti del capoluogo della Conca, i tifosi appassionati di calcio, debbano ben riflettere su questo. Cosa deve fare di più Bandecchi per Terni? Ha portato rovinosamente nell’anno del centenario le Fere in serie D, non ha fatto nulla se non disastri nella sanità, nei trasporti, nella vita culturale cittadina, nulla in economia, se non la difesa dei suoi interessi diretti, ha litigato con le donne, umiliato i tifosi che non si sono prostrati ai suoi piedi, ha diviso la città, ha umiliato le istituzioni con linguaggi, atteggiamenti ed azioni che nessuno mai si sarebbe  permesso. Mi domando, ma il Sottosegretario al Ministero degli Affari Interni, Emanuele Prisco, che si atteggia a Sceriffo dell’Umbria, che rovescia insulti a Perugia su un gruppo di ragazzini colpevoli di aver scritto le loro paure su dei manifesti ed averli appesi in città (trovate il fatto di cronaca in altra pagina di questa rivista), ha mai pensato di muovere un dito, di reagire alle scorrettezze, al turpiloquio istituzionale di Bandecchi ? Di reagire al disdoro da questi portato a tutta la città ? Eppure ci sono stati ammonimenti rivolti al Sindaco da Parlamentari suoi colleghi, dal Ministro, dal Prefetto. Niente, la destra ha coperto Bandecchi che li ha sconfitti, gli ha dato un lasciapassare per devastare Terni e la Ternana, Terni è stato il primo punto in Italia in cui la destra ha cominciato una rincorsa al “Vannaccismo” quando questo ancora non era nato. Oggi si materializza tutto … e ne vedremo delle belle, perché il Sindaco energumeno vuole andare in Parlamento per curare i suoi interessi e le proverà tutte, Vannacci compreso, se necessario, da solo ha preso solo schiaffoni elettorali ! Intanto hanno pagato Terni e la Ternana … e chi se ne frega ? l’importante è mantenere una destra virile e nullafacente al Governo, illudere i cittadini con promesse mirabolanti destinate a non realizzarsi mai, illudere i tifosi fedeli, utilizzare tutto ciò che possa essere trasformato in propaganda. Ma io sono certo che ci sono tanti cittadini ed elettori di destra, moderati, conservatori che non ne possono più di questa area irrespirabile, di questa presa in giro costante e pericolosa per gli interessi di tutti. Riprendo a mio modo l’appello di Prisco, lo Sceriffo mancato … benpensanti dell’Umbria e di Terni è giunto il momento di indignarsi, è possibile indignarsi e cercare altre strade! Viva Terni e Viva le Fere !!

Giampiero Rasimelli