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Due partite sono ancora poco per esaltarsi, ma da tempo non avevamo iniziato così bene. Del nuovo assetto proprietario e del “piano triennale” si saprà a metà mese

di Giampiero Rasimelli

Foto by@Umbria24

Abbiamo assaggiato il Grifo di fine agosto. Il piatto che è stato servito sembra buono, è ben presentato, ha un buon odore e la prima forchettata lascia un buon sapore, 4 punti in 2 giornate da tempo non li avevamo nel piatto e quindi la portata saporita e odorosa che ci viene proposta ci lascia certamente e piacevolmente soddisfatti.

Una lunga astinenza e un grande appetito possono tradire una più attenta valutazione delle materie prime usate, delle carenze degli ingredienti, della correttezza culinaria e perfino nascondere qualche mancanza nel servizio, ma se un piatto non è buono, fa schifo o semplicemente è rancido o sbagliato, anche un affamato se ne accorge, anche se è costretto a mangiarlo, come è accaduto per molti anni ai tifosi del Grifo. Questa volta la sensazione è un’altra ed è positiva.

Già i circa 3.500 abbonamenti sottoscritti, le 6.500 presenze allo Stadio Curi alla prima di campionato e le 600 persone che hanno seguito il Perugia a Pesaro danno l’idea e il profumo di un clima diverso, di una diversa sensazione tra il pubblico, di una speranza che si vuole concretizzare e che sta concretamente prendendo corpo. Lo spettacolare avvento della nuova società maturato al fotofinish (…e anche oltre!) a fine luglio sotto il nome di Alessandro Gaucci, l’incredibile sforzo compiuto per mettere in piedi in poco più di un mese una squadra competitiva per la serie C andando a pescare una quindicina di giocatori, hanno sicuramente diffuso curiosità e entusiasmo.

Ma dopo 2 partite di campionato si può certamente dire che anche dal punto di vista sportivo, cioè della resa sul campo di gioco, quello che vediamo non è male, che con qualche ulteriore dettaglio, da maturare nelle poche ore che ormai ci separano dalla conclusione del calciomercato, si può veramente sperare in una navigazione più tranquilla di quelle affrontate negli ultimi anni e poi a gennaio si vedrà dove siamo, dove possiamo attestarci e quali ulteriori correzioni apportare , come ha detto con efficace realismo Alessandro Gaucci a fine luglio, alla conferenza stampa di presentazione del progetto del nuovo Grifo.

Quindi bene, molto bene, anche se l’euforia, pur motivata, non deve confondere aspettative e giudizi.

Sulla squadra va vista positivamente l’aggressività, l’intenzionalità della manovra, la voglia di non mollare, ma vanno viste anche le pause e alcuni imperdonabili errori in difesa: la tranquillità parte dalla difesa, si può e si deve correggere, per la tranquillità, appunto!! Lo ha detto l’allenatore Diana e le correzioni possono essere diverse, individuali, certamente, ma anche collettive.

L’attacco può essere più pungente e le correzioni possono venire dal mercato, ma anche da una maggiore convinzione, determinazione e tecnica da parte degli attaccanti in rosa. Tutto questo, poi, deve avere riscontro nell’acquisizione di continuità della squadra e di conseguenza dei risultati. Due partite sono troppo poche per valutare tutto questo a partire da un gruppo di giocatori che si è appena ritrovato insieme e che abbisogna di una forza tecnica e psicologica che va coltivata ed affinata per dare esiti credibili. Qui il clima e l’entusiasmo dei tifosi e di tutta la città può essere importante e incidere direttamente sulla forza della squadra, ma anche questo va sempre alimentato, come è in questo momento.

Sulla società dovremmo festeggiare il miracolo, come abbiamo già fatto e scritto, ma dobbiamo essere attenti all’evoluzione del progetto, alla sua robustezza. Per questo attendiamo con impazienza il definitivo closing del passaggio di proprietà.

Attendiamo di conoscere la configurazione della nuova proprietà, di sapere se vi saranno o meno strascichi di questo passaggio dalla vecchia proprietà (come è stato in passato e come sembra non essere oggi), di valutare la forza finanziaria e il progetto finanziario del nuovo Perugia Calcio. Potrebbero esserci delle sorprese importanti e ne saremmo felici. Oggi una società calcistica che aspira alla tranquillità e a salire di livello in un tempo ragionevole deve avere un progetto finanziario ben radicato.

Da quel che abbiamo capito il ruolo di Licomati (il consulente finanziario specializzato nel private banking presentato alla conferenza stampa di luglio), dei suoi collegamenti nazionali e internazionali, sarà strategico, insieme a quello dell’advisor perugino Santucci&Partners. C’è bisogno che insieme al closing si riesca a presentare un piano che abbia una profondità almeno triennale, per rendere credibile e possibile la sfida lanciata da Alessandro Gaucci e da Arena Curi.

Qui c’è il vero salto di qualità del Perugia Calcio a differenza delle gestioni che si sono susseguite sin qui per un lunghissimo periodo. Oggi il calcio è profondamente cambiato, non c’è più solo un “Patron” che garantisce la vita della società, c’è bisogno di un progetto economico finanziario e tecnico sportivo solido, capace di alimentarsi e non solo di essere alimentato.

Questo sembra esserci, ne siamo contenti e aspettiamo che ci venga illustrato in modo da contribuire a stringere le emozioni e la forza della città attorno a questo progetto.