La proposta Ciuffini è condivisibile per quanto riguarda le strade, ma ha molti limiti sul lato del trasporto pubblico. Critiche e suggerimenti nell’articolo di Fressoia e Trecchiodi.
di Luigi Fressoia e Alessio Trecchiodi
Foto @pinturicchio_ale501_902_terni
L’apprezzamento pubblico della sindaca Ferdinandi rivolto alle proposte dell’ing Ciuffini ci obbliga ad intervenire. Condivisa ogni miglioria stradale, non siamo d’accordo sul trasporto pubblico in sede propria.
L’unione ferroviaria di S.Anna con Fontivegge tramite un’ampia curva presso “i Murelli” -da Pallotta al binario FS sotto Prepo- è nel piano regolatore fin dagli anni ’70 poiché già allora si era pensato di sfruttare le ferrovie esistenti per un servizio metropolitano di superficie. In tal senso nell’anno 2000 si inaugurò il doppio binario tra S. Anna e Pallotta (poi però demolito (!) all’inizio di questi anni ‘20). L’idea di tale congiunzione ferroviaria da Pallotta a Fontivegge arrivò perfino ad ottenere finanziamento ministeriale di 68 miliardi di lire (legge 211/92).
Cosa successe subito dopo?
Quando i perugini chiesero i soldi necessari per il Minimetro’, il ministero fece notare che stavano chiedendo doppia opera pubblica per raggiungere l’Acropoli: il Minimetro’ a sinistra e a destra il curvone ferroviario dei Murelli; con ciò invitando i perugini a scegliere o l’una o l’altra. Notoriamente i perugini scelsero il Minimetro’ e su di esso vennero dirottati i 68 miliardi.
In parallelo ci fu un estremo tentativo di salvare il progetto dei Murelli, che era stato comunque fatto e ora rischiava il dimenticatoio. Gli si applicò una modesta modifica consistente nel creare alla Pallotta una derivazione verso Prepo-Fontivegge, così che la vettura proveniente da Piscille, giunta alla Pallotta, invece di proseguire su S.Anna, scendesse a sinistra verso Fontivegge. Ugualmente in senso contrario: salendo dal binario sotto Prepo, giunti alla Pallotta, non più salire fino S. Anna bensì deviare a destra verso Piscille e Ponte S. Giovanni. In tal modo la critica ministeriale del “doppione” verso l’Acropoli risultava superata e quindi l’opera poteva continuare ad essere proposta a finanziamento. Ed è esattamente questa la proposta recente dell’ing Ciuffini.
Ciò premesso e richiamato, si impongono alcune considerazioni:
– questa congiunzione Pallotta-Fontivegge riproposta ora, fu accantonata per consentire lo storno in favore del Minimetro’;
– urbanisticamente la proposta rimane debole poiché elude il centro storico: mette sì in collegamento diretto i Ponti con Fontivegge però eludendo il centro storico che invece attende interventi strutturali capaci di reinserirlo appieno nella rete degli odierni flussi estesi da Magione a Santa Maria degli Angeli, da Ponte Felcino a Torgiano;
– peraltro un collegamento ferroviario diretto da Ponte San Giovanni a Fontivegge già esiste via Colonnetta, impiega otto minuti;
– lo stesso collegamento ferroviario (Ponte San Giovanni-Ellera) fu già istituito circa vent’anni fa con treni Minuetto ma risultò assolutamente deserto;
– la pendenza da Ponte San Giovanni a Pallotta rimane molto ostica per treni, invece ben superabile con vetture ferro-tramviarie.
Anche la proposta di parcheggi scambiatori è ormai superata e improponibile, si pensi al preteso grande parcheggio ai piedi di Collestrada. Si ragioni con calma e realismo. Cosa infatti di concreto si vuole proporre agli umbri, ai pendolari, a chi deve comunque raggiungere Perugia?
Un folignate o un bastiolo, uno di Umbertide o anche chi proviene da Deruta Marsciano Todi, si pretenderebbe raggiunga con mezzi propri il parcheggio di Collestrada. Qui lasciata l’automobile, dovrebbe salire sul servizio ferroviario (Collestrada)Ponte San Giovanni-Fontivegge; ove scendere e prendere il Minimetrò fino all’acropoli.
Siamo convinti che non può funzionare, né è sensato tentare altro finanziamento di centinaia di milioni, peraltro dopo i fallimenti del Minimetro’ e (prevedibilissimo) del Metrobus.
Il bisogno di un trasporto pubblico alternativo alle troppe automobili in giro è oggettivo, indispensabile. Però per riuscire deve essere appetibile e non imporre zig zag irrazionali e perderti, stop & go, plurimi cambi di mezzo. L’uso urbano/metropolitano delle ferrovie esistenti, già pensato negli anni ’70, rimane ottima idea. Però va realizzato con un sistema capace di conseguire più qualità tutte indispensabili:
– toccare tutti i maggiori poli urbani (Ponte San Giovanni, centro storico, Fontivegge, Silvestrini, S. Sisto, Aeroporto, zone industriali e le città della Regione) con unico sistema, evitando il più possibile cambi di mezzo e di sistema;
– imparare dagli errori richiamati e dalle migliori esperienze italiane ed europee;
– i predetti collegamenti diretti Ponte.SGiovanni-Fontivegge-Ellera, già tentati nel passato, sono falliti poiché immotivatamente troppo brevi: infatti una volta a Ellera, perché non proseguire sul Trasimeno e Terontola? Una volta giunti a Ponte S.Giovanni, perché non proseguire su Foligno-Spoleto, su Città di Castello, su Todi-Terni?
– molto meglio servire l’utente nei pressi di casa sua piuttosto che fargli fare con mezzi propri gran parte del tragitto (fino Collestrada o Ponte S.Giovanni, o Ellera dall’altro lato) e poi pretendere che cambi mezzo;
– giunti alla Pallotta da Ponte San Giovanni (che è punto di convergenza della linea proveniente da Spoleto, da Sansepolcro e da Todi-Terni), suona sbagliato tuffarsi verso Fontivegge anziché salire a S.Anna: è invece proprio da S. Anna opportuno e ottimale raggiungere Fontivegge lungo la circonvallazione (scale mobili verso l’Acropoli), Porta Conca e via Mario Angeloni, e proseguire verso il Silvestrini e il Trasimeno;
– non concentrare utenza su parcheggi di scambio bensì andare a prendere l’utente il più vicino possibile a casa sua;
– tutti i 101 chilometri della Terontola-Spoleto e 151 chilometri della Sansepolcro-S.Anna-Terni devono far parte di questa auspicata rete metropolitana perugina;
– vanno aumentate le stazioni, creandone presso sviluppi urbanistici recenti, dotate di parcheggi e servizi;
– le vetture della metropolitana di superficie devono essere leggere, veloci, di basso consumo, tali da non richiedere adeguamento della intera linea Fcu;
– proniamo da tempo sistema TramTreno capace di tutte queste qualità; non pretendiamo sia l’unico capace però è doveroso un sistema principale valido per tutta la conurbazione e tutta la regione.
* * * * *
Abbiamo bisogno insomma di concepire opere pubbliche con visione generale di utenti e territorio, con economie di scala.
Dopo Minimetro’ e Metrobus, sarebbe imperdonabile una terza opera costosa e parziale, facilmente inutile.
Se condividiamo il proposito di potenziare il trasporto pubblico in sede propria -sia per la mobilità locale che i collegamenti nazionali- ci sembra contraddittorio perorare stazione MedioEtruria e Nodo/Nodino.
Preghiamo la sindaca Ferdinandi, cui abbiamo donato il nostro libro “Centralità dell’Umbria”, di compararne il contenuto con le proposte dell’ing Ciuffini, anche in sede pubblica.



