Salta al contenuto principale

di Gabriella Mecucci

Il fascino discreto dell’Umbria conquista il turismo ricco e fa concorrenza alla più rinomata Toscana.

L’ultima notizia riguarda la Valnerina: l’Hilton starebbe per far un accordo che lo porterebbe a gestire i due alberghi e i due ristoranti del Castello di Postignano. La proprietà resterebbe nelle mani dei Matacena che continuerebbero inoltre a occuparsi della vendita degli appartamenti dello splendido borgo medievale. La trattativa è in corso e ancora l’intesa non è stata firmata, ma potrebbe esserlo prima della fine dell’anno. Postignano è a quattro chilometri da Sellano e l’arrivo della seconda major mondiale del turismo sarebbe una nuova tessera – la più importante – per la rinascita dell’intera zona, dove già sta funzionando molto bene l’investimento sul ponte tibetano nonché il recupero di Rasiglia che rischia addirittura l’overtourism.

A Norcia ci sono ancora alcuni restauri importanti da terminare. Su tutti quello della Castellina, la fortezza museo che affaccia sulla bellissima piazza centrale. Nella città di San Benedetto il turismo è però già in netta ripresa. Lo ha annunciato, proprio in un’intervista a Passaggi, il dominus del settore alberghiero Giovanni Bianconi, titolare del super stellato Relais & Chateau che ha fatto segnare quest’anno un più 20% del fatturato.

Hilton fra due anni sbarcherà anche ad Assisi. L’imprenditore Simone FIttuccia ha acquistato il Subasio e lo sta restaurando per poi farlo entrare nella seconda major turistica del mondo, dove ha già inserito La Rosetta, storico albergo di Perugia. La città serafica, del resto, ha una forza di attrazione straordinaria: l’aumento dei visitatori negli ultimi anni è stato notevolissimo: dai 980mila del 2019 al milione e settecentomila del 2025. E il 2026 dovrebbe concludersi oltre il milione e 800mila.

Quello di Assisi è un risultato particolarmente importante, ottenuto grazie ai centenari francescani, ma l’intera Umbria negli ultimi 5-6 anni ha segnato un più 30 per cento di permanenze, con una particolare vivacità proprio nel campo del lusso e del superlusso. Tantochè Marriott, la più grande catena alberghiera, si è mossa per sbarcare a Perugia e ha aperto una trattativa col Brufani. Ma, accanto a questo probabile ingresso, ce ne sono altri di grande rilevanza. Accor, la major francese di gran qualità, ha rilevato il San Clemente di Ramazzano. L’intervento più imponente però sarà quello di Borgo Egnazia, resort pugliese di altissimo livello, che farà un investimento di 120 milioni a Avigliano. Ha acquistato il Castello di Sismano con tutte le costruzioni che lo circondano e si appresta a iniziarne i restauri. Il gruppo il “Pellicano” è arrivato a Orvieto dove ha comprato “La Badia” per farne un hotel di superlusso. E potremmo andare avanti. Ormai L’Umbria è giudicata, almeno in alcune sue parti, più attraente della vicina Toscana. L’essere meno frequentata e meno sofisticata di questa, aumenterebbe addirittura il suo fascino presso i grandi investitori.

La regione è fortemente penalizzata dal punto di vista delle infrastrutture: in particolare le ferrovie. Sono largamente carenti i collegamenti con Roma, Firenze, Milano, ma occorrerebbe anche migliorare quelli interni che potrebbero essere almeno in parte garantiti dalla FCU. Anche le strade non sono un granchè: non coprono infatti in modo soddisfacente alcune importanti tratte. Occorrerebbe infine per sviluppare al massimo le potenzialità della regione, creare e pubblicizzare il brand Umbria. Nell’ultimo decennio sul terreno della promozione è stato fatto molto, ma non basta. Nonostante queste evidenti carenze, il turismo va.  E’ difficile la situazione del Trasimeno, danneggiato dalla siccità e forse ancor più dalla burocrazia e dalla scarsa attenzione del governo nazionale. Nonostante ciò, la sua romantica bellezza affascina ancora. Perderlo, rappresenterebbe un disastro estetico, economico, ambientale, Ci sono tante ragioni per salvarlo.