L’obiettivo è la serie B. Gli argentini resteranno nella società. Arena Curi ha messo sul piatto due milioni. Il ruolo chiave di Alessandro Gaucci e prima di Riccardo
di Giampiero Rasimelli
Gli spagnoli (Calisto Fund SI) hanno ritirato la propria offerta e Arena Curi ha avuto il via libera per portare a compimento il passaggio di proprietà del Perugia Calcio. Finalmente! … sono mesi che si lavora a questo esito ! La situazione si era ingarbugliata perché nonostante il Presidente Faroni avesse deciso da tempo di ridurre o azzerare il suo impegno nel Perugia, l’offerta di Arena Curi era risultata troppo bassa ed era stata rifiutata. Da quel che si capisce, al netto della copertura dei debiti a carico dei subentranti (una cifra affrontabile, perché la gestione Faroni su questo ha lavorato abbastanza bene, al contrario di come aveva lasciato la società Santopadre), alla fine sarebbero stati aggiunti un paio di milioni di euro e definito un percorso comune che vedrà la parte argentina ancora presente nell’assetto societario per un periodo nel quale potranno essere valorizzati gli eventuali successi sportivi e gestionali del Perugia calcio.
Questa è la sintesi di quanto verrà presentato ad un notaio la mattina del 3 agosto, come è scritto in una nota ufficiale della società rilasciata la mattina di domenica, tanto che già martedì mattina sarebbe prevista una conferenza stampa per la presentazione del nuovo assetto societario e per l’illustrazione del progetto sportivo della nuova proprietà. Riferimento di tutta questa operazione e responsabile in prima persona di questo progetto sarà Alessandro Gaucci che in queste ore arriverà a Perugia per incontrare tutti i protagonisti e finalizzare la formalizzazione dell’accordo preliminare.
Preliminare sì, perché per il closing vero e proprio ci vorrà ancora del tempo al fine di chiarire tutte le specifiche tecniche di un’operazione certamente complessa. Arena Curi, con l’assistenza tecnica dello studio Santucci &Partners e i legali della uscente proprietà argentina dovranno definire ogni dettaglio al più presto perché ci sono formalità da rispettare in vista di Campionato e Coppa Italia e della necessaria attività di calcio mercato. Ma ormai il futuro è diventato realtà e, nell’interesse di tutti, quello che ora è necessario è non compiere più errori e accelerare tutti i motori perché questa operazione abbia il massimo di successo in tempi brevi.
Lo stesso assetto societario dovrebbe parlare questa lingua, se è vero che Borras dovrebbe restare nella società e in qualche modo rappresentare la proprietà uscente fino alla valorizzazione, nella misura e nelle forme che saranno pattuite, del progetto sportivo e dell’investimento che ne è e ne sarà alla base. Alla fine, insomma, Faroni ha scelto di seguire la strada proposta da un gruppo espressione della realtà perugina e di competenze sportive di prestigio a livello locale e nazionale capaci di dare credibilità e successo a questo progetto sportivo.
Tenendo conto anche delle garanzie fornite dal fondo americano interessato al futuro del Perugia Calcio, di cui abbiamo parlato più volte, che entrerà in campo a sostegno di Arena Curi solo dopo il closing e la definizione integrale del passaggio di proprietà.
Il salto di qualità nella società e nella vicenda sportiva del Grifo a guida Alessandro Gaucci è stato pianificato in 2 anni, ma la cosa importante, che abbiamo sostenuto e richiesto in questi anni di proprietà argentina, è che finalmente la nuova società si costituisce sulla base di un progetto calcistico chiaro e credibile (non quello fumoso e traballante di Triulzi e Meluso, di cui i tifosi e lo stesso Faroni hanno visto il fallimento), con idee precise e risorse, che se tutto verrà confermato, saranno anche esse adeguate ai risultati che si vogliono perseguire.
Non si può non sottolineare come si tratti anche di un passaggio da Riccardo Gaucci a suo fratello Alessandro. E non si può non ringraziare l’opera di Riccardo Gaucci che è stata determinante, insieme a quella dell’allenatore Tedesco e di Novellino, amatissimi a Perugia, per aver portato alla salvezza la squadra e la società in un campionato pessimo e tempestoso, in cui si è rischiata veramente un dèbacle che sarebbe stato difficilissimo riparare. Ma come è stato scritto, e come è anche nostra opinione, Riccardo ha dovuto lavorare e avrebbe dovuto ancora lavorare alle dipendenze di Faroni e con il limite imposto dall’orizzonte ristretto sul piano finanziario e calcistico dalla proprietà argentina.
Alessandro avrà di fronte a sé una strada più libera e un sostegno più robusto, la possibilità di cominciare quasi da zero un nuovo progetto, cui alla fine sembra aver aderito anche la proprietà uscente argentina. Qui sta la differenza dei percorsi dei fratelli Gaucci e probabilmente anche dell’allenatore Tedesco.
Ora non resta che attendere poche ore per apprendere in via ufficiale gli intendimenti che verranno pubblicamente presentati dalla nuova società, dai protagonisti che avranno finalmente in mano il presente e il futuro del nuovo Perugia Calcio. E’ senza dubbio un momento importante per il calcio perugino e per tutta la città.
Giampiero Rasimelli



