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di Giampiero Rasimelli

Leopoldo Di Girolamo è un uomo gentile e discreto, con una tempra e una coerenza di altri tempi, meno futili e fugaci di quelli odierni, con la forza trasmessa da valori robusti vissuti e interpretati con continuità nello scorrere della vita. E’ stato Sindaco di Terni ed è stato al centro di una brutta vicenda giudiziaria iniziata nel 2016 che lo ha visto imputato in dieci procedimenti, civili, penali e contabili in quanto responsabile dell’Amministrazione Comunale e Provinciale. Una vicenda durata dieci lunghi anni definitivamente conclusasi ieri, 30 giugno 2026, quando è stato riconosciuto completamente estraneo agli addebiti mossi nei suoi confronti e quindi assolto con formula piena in tutti i gradi di giudizio insieme agli altri imputati.

Una vicenda che ha destato clamore a Terni e in Umbria, che lo ha portato da Sindaco anche agli arresti domiciliari e che ebbe avvio con un blitz che impegnò un numero ingente di uomini delle forze dell’ordine e perfino un elicottero nel giorno della perquisizione in Comune e della comunicazione degli addebiti agli indagati. L’ipotesi che mosse la magistratura ternana fu quella di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, concussione, alla turbativa d’asta e abuso d’ufficio a partire da un appalto per la manutenzione del verde pubblico e dalla procedura di dissesto avviata dal Comune in quel periodo. Dopo anni di indagini, intercettazioni e battaglia processuale oggi è tutto svanito con l’ultima assoluzione da parte della Corte dei Conti, le altre assoluzioni erano già arrivate negli ultimi anni in altre sedi processuali.

Di Girolamo ha dichiarato nella conferenza stampa tenuta ieri che esistono nello sviluppo di questi eventi una verità politica, una verità storica e una giudiziaria, ma che è quest’ultima quella rilevante e prevalente, quella che definisce la realtà e la verità di oggi ed è la completa assoluzione in tutti i procedimenti giudiziari intrapresi. La verità politica deve fare i conti con le stagioni diverse che si sono susseguite, ieri c’era uno scontro tra destra e sinistra e tra 5 Stelle e PD, oggi abbiamo Bandecchi Sindaco e Presidente della Provincia, una destra nelle sabbie mobili e PD e i 5Stelle alleati nel Governo Regionale e nello sforzo di riconquista della città alla fine di una stagione politica vergognosa per la dignità di Terni. Sul piano storico, dice Di Girolamo, altri si incaricheranno di rileggere e valutare il filo degli eventi e di inserirli nel contesto della difficile storia ternana e umbra di questi anni.

Ma la verità giudiziaria di oggi ci deve far riflettere anche sulle pericolose aporie della macchina mediatica che si accende intorno a questi eventi e che tracima ogni merito giuridico e di contenzioso legale e amministrativo. E’ oggi evidente guardando i fatti processuali che nei confronti dell’ex Sindaco e stato aperto un procedimento senza alcun profilo di responsabilità, “sul nulla” dice Di Girolamo, per attività di manutenzione del verde pubblico affidate a cooperative di tipo B sulla base di un regolamento adottato da altri 54 comuni italiani. Così anche sul piano amministrativo-contabile, dove la Corte dei Conti in merito alla dichiarazione di dissesto avviata allora dal Comune di Terni ha escluso categoricamente la colpa grave, riconoscendo invece una gestione adeguata delle difficoltà del Comune, peraltro già conosciute dalla stessa Corte, e dando atto sia dell’attendibilità dei conti che della loro contenuta portata.

Si potrebbe dire alla fine che giustizia è stata fatta, che la macchina della giustizia funziona, ma sarebbe ingiusto non vedere la superficialità delle interpretazioni amministrative e penali utilizzate al tempo dalla magistratura ternana che oggi si sono definitivamente sciolte come neve al sole. Fatti che hanno pesato come un macigno sulla storia politica e istituzionale ternana e regionale, cambiando il senso della storia di quegli anni. Questo è un dato di fatto che esiste, è una prima, incontestabile verità storica di fronte alla quale l’ex Sindaco ha mostrato in tutti questi anni serenità, tenacia e coerenza. Abbiamo visto Di Girolamo partecipare da protagonista a Terni della battaglia referendaria in difesa dell’autonomia della magistratura. Lo abbiamo visto riprendere con orgoglio e sapienza la sua militanza politica. Oggi Di Girolamo restituisce a Terni, con fierezza e dignità, un pezzo di storia violata della città e lo fa nel pieno rispetto della Giustizia e della magistratura, dopo una lunghissima battaglia processuale.

Questa è la tempra di un uomo politico che ha affrontato il prezzo delle avversità con resilienza e senza vittimismi, senza isterie parolaie, senza insulti o complottismi come va di moda a Terni da qualche anno nell’era del bandecchismo. Le uniche armi usate dall’ex Sindaco sono state l’onestà, la dignità, la capacità di prova, la passione civile per la politica e la città.

Da tutta questa vicenda ne esce bene il protagonista, Di Girolamo, ne esce bene Terni, ne esce bene il PD ternano, assalito in quegli anni da uno sciame di vespe inviperite, una comunità sana che meriterebbe maggiore riconoscimento anche in casa propria. Ora speriamo che la politica torni definitivamente a brillare nell’operosa conca ternana, ce n’è tanto bisogno per i ternani e per l’Umbria.