Al teatro Cucinelli va in scena il 3 luglio ore 20,30 “Agape, dell’amore e della libertà”, uno spettacolo promosso dal Pellicano, Centro per lo studio e la cura dei disturbi alimentari. Ecco ragioni e finalità di questo importante lavoro.
di Porzia Corradi
Un laboratorio teatrale che diventa una terapia per la salute fisica e mentale. Che produce uno spettacolo di qualità, tantoché verrà ospitato al Cucinelli di Solomeo, dove sono transitati alcuni fra i più grandi registi e attori del mondo. E’ la onlus il Pellicano, che si occupa della cura dei disturbi alimentari (anoressia e bulimia), ad aver dato vita a questa esperienza d’avanguardia. Dopo un lavoro di due anni e mezzo è arrivato a compimento “Agape – dell’amore e della libertà”. La parola greca del titolo vuol dire amore incondizionato: un significato profondamente più alto di quello di eros (amore passionale) e di filia (affetto amicale). L’opera teatrale è figlia della collaborazione di Daniela Tosti, che ne è ideatrice e regista, con gli psicologi volontari del Pellicano, fra questi Giuseppe Benedetto e con quattro pazienti. Tutti loro saliranno sul palcoscenico
L’attività teatrale del Centro è iniziata da anni ed è animata da operatori volontari che le hanno dedicato il loro tempo e la loro passione, ma sino ad ora gli spettacoli venivano rappresentati solo all’interno della struttura e per pochissimi e ben conosciuti spettatori. La sera del 3 luglio, “Agape” andrà in scena invece per il pubblico di un teatro che ha ospitato registi quali Peter Brook. In passato erano le pazienti-attrici a chiedere di esibirsi davanti ad un gruppo ristretto, oggi finalmente la svolta: hanno voluto loro infatti presentare il lavoro ad una platea più vasta. E questo per persone che soffrono di dipendenza è un primo, importante risultato positivo.
“Il teatro non è divertimento o passatempo – come un modo superficiale di intenderlo tende ad accreditare – ma è riflessione, capacità di andare in profondità, di cercare la verità. E chi più delle nostre pazienti ha bisogno di fare un simile scavo? In questa dimensione è stata possibile un’indagine conoscitiva che consente di seguire un programma terapeutico con persone con le quali era stato molto difficile aprire un percorso di cura”: è questa la ratio del lavoro del Pellicano così come la spiega Assunta Pierotti che del Centro è la fondatrice e l’animatrice. “Andare in scena coinvolgendo un pubblico più ampio, in un teatro importante – prosegue – è per noi un successo artistico, terapeutico e umano”.
Pierotti ringrazia poi la famiglia Cucinelli “sempre pronta ad aiutarci e ad aiutare gli altri mettendo a disposizione gli strumenti di cui dispone”. Il Teatro di Solomeo per la terza volta ha manifestato attenzione verso le richieste del Pellicano. Qui infatti la onlus ha già organizzato ben due iniziative: la prima fu la presentazione del libro “Il cibo delle Dee”, la seconda uno spettacolo musicale per raccogliere fondi. Il terzo appuntamento è fissato per venerdì prossimo quando si potranno apprezzare sia la qualità dello spettacolo sia i risultati di un lavoro terapeutico pluriennale.
Per motivi organizzativi è gradita la conferma della presenza tramite e-mail all’indirizzo pellicano.onlus@libero.it o al numero 075 5723894



