di Giampiero Rasimelli
La Conferenza Stampa convocata all’Hotel Sangallo dal Perugia Calcio ha detto cose importanti, ha disvelato il progetto sportivo di Alessandro Gaucci, ha dato chiarimenti sullo sviluppo dell’accordo preliminare siglato da Arena Curi e dalla proprietà di Javier Faroni, ma non ha presentato la nuova compagine societaria che verrà a sua volta disvelata solo dopo il closing definitivo del passaggio di proprietà, forse ai primi di settembre o poco oltre.
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Cominciamo da questo ultimo aspetto. Al tavolo della Conferenza Stampa erano presenti 5 persone, Alessandro Gaucci, Hernan Boras Direttore Generale, in rappresentanza della proprietà Faroni, Francesco Lana e Mauro Ricci, imprenditori capofila di Arena Curi, Gianfranco Licomati consulente finanziario (private banking) di Marbella (Spagna). La perfetta fotografia di quanto è stato raccontato.
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Innanzitutto è stato spiegato, come già avevamo anticipato, che l’accordo preliminare dà luogo ad una fase di gestione paritaria della transizione tra proprietà uscente e proprietà entrante. Questo perché è necessario ancora un non piccolo lavoro di dettaglio per arrivare alla conclusione del passaggio di proprietà al 100 per cento da Faroni ad Arena Curi. Nel preliminare è previsto concordemente che la Direzione Sportiva è affidata da subito ad Alessandro Gaucci che avrà i pieni poteri per completare la squadra e impostare tutte le attività sportive in serie C, nelle categorie minori e nel calcio femminile in vista dell’avvio dei campionati e della Coppa Italia. Quando tutto il lavoro di dettaglio sarà terminato (settembre) verrà presentata la nuova società con tutti i protagonisti, soci, finanziatori e cariche societarie.
Gaucci è stato chiaro: “I migliori calciatori della vecchia squadra se ne sono andati, non li biasimo perché non potevano attendere oltre, 6 sono ancora a disposizione, abbiamo preso Aimo Diana come nuovo allenatore, arriveranno entro martedì prossimo 10 giocatori nuovi, poi entro la fine del calciomercato sistemeremo tutto, magari con una o due ciliegine sulla torta per, le quali stiamo lavorando. Non mi è mai capitato in 30 anni di carriera calcistica, di dover costruire praticamente da zero una squadra competitiva con queste tempistiche così ristrette, ma ce la faremo. Non so indicare per quest’anno un traguardo sportivo su cui puntare, ma sono qui per vincere, non per perdere tempo! E poi, se riusciremo a superare positivamente questa fase d’emergenza e l’avvio del campionato, tenete conto che c’è il mercato di gennaio e la compagine societaria è concorde nel garantire che se si dovesse aggiustare qualcosa, per la tranquillità o per vincere, lo faremo. L’importante, dopo tante difficoltà, è fare una squadra che possa divertire, divertirsi e avvicinare i tifosi e la gente!”.
Ma che cosa ha mosso Alessandro Gaucci a questo clamoroso ritorno in campo a Perugia? In realtà è nato tutto a Marbella (un po’ una Rimini della Costa del Sol, nella Spagna andalusa), dove Gaucci, Ricci e Licomati, hanno casa e attività professionali, e sono molto amici. Gaucci guida con successo l’Atletico Marbella una squadra di calcio della Tercera Liga spagnola, 3 campionati vinti in 4 anni, oltre 600 ragazzi impegnati nelle attività calcistiche, alcuni cresciuti e poi proiettati nelle maggiori squadre della Liga ed europee. Mauro Ricci ha accompagnato Alessandro in questo percorso andaluso e aveva partecipato alla prima fase di Arena Curi e del primo Faroni, distaccandosene in entrambi i casi per differenze di vedute sulla gestione e sui progetti sportivi. Ma entrambi hanno continuato a seguire le vicende del Perugia e quando Faroni, dopo i fallimenti sportivi e a causa dei problemi di salute e delle vicende argentine, ha dichiarato di voler vendere, si sono messi in moto. Hanno costruito un progetto, hanno coinvolto come consulente finanziario Licomati, capace di garantirgli, percorsi finanziari italiani e internazionali (da qui parte la strada che ci porta all’interesse del fondo americano nell’operazione), Ricci riallaccia i rapporti con Francesco Lana e Arena Curi che diventa il veicolo societario di questo progetto, con l’assistenza continua dello studio Santucci&Partners. Di fronte a questi fatti la proprietà Faroni, non senza difficoltà e contrasti nella trattativa, sposa il progetto Gaucci, scarta altre ipotesi e perviene all’accordo preliminare di cui sopra.
Una cosa mi ha colpito nella Conferenza stampa, il riconoscimento unanime che è venuto a Faroni come persona che ha investito molti denari in questa operazione, una gran parte dei quali irrecuperabili. Si tratta, è stato detto, di una persona che ama il calcio, che ha deciso un investimento importante e non ha avuto successo, può capitare, gli è andata male perchè sono state fatte scelte sbagliate dalle persone a cui si è affidato. Oggi Faroni ha scelto questo nostro progetto perché ha veramente a cuore le sorti del Perugia. E’ da questo clima che nasce l’accordo preliminare e la gestione comune della fase di transizione nel passaggio di proprietà e non è un caso che nelle commosse parole di Borras sia venuto anche un forte riconoscimento alla Sindaca, all’Assessore Vossi e al Comune di Perugia che hanno accolto con speranza e accompagnato con costanza Faroni al suo arrivo a Perugia. Non sono state, ovviamente, tutte rose e fiori, nel negoziato e nel rapporto tra i negoziatori, ma lo sforzo comune per trovare il modo di salvare il Perugia c’è stato e alla fine ha avuto esito.
Unica parte spinosa della conferenza stampa è stata quella relativa al rapporto con l’allenatore uscente Giovanni Tedesco, bandiera dello storico Perugia gaucciano, dimessosi all’avvento di Arena Curi e di Alessandro Gaucci. Ha detto Alessandro: “Io non ho esonerato nessuno, Giovanni è un amico, è stato il mio capitano del Perugia, ha salvato l’ultima stagione tra grandissime difficoltà, volevo parlargli, volevo valutare insieme a lui quali erano stati i problemi della squadra, perchè quello che ho visto lo scorso anno, anche sotto la sua direzione, non mi è piaciuto. Volevo capire se avevamo le stesse valutazioni, le stesse idee, le stesse intenzioni, ma non è stato possibile, non ho potuto incontrarlo perché non ha voluto. In 3 giorni ho dovuto trovare un nuovo allenatore e fare la scelta migliore possibile”. Ma i tifosi mugugnano gli è stato detto e lui: “Conosco la piazza di Perugia, mi hanno duramente contestato anche quando eravamo in serie A e andavamo in Europa… io sono qui per fare delle scelte in un tempo incredibilmente ristretto”. Sono tante le scelte da fare, chiedo a tutti di azzerare il passato e tutte le difficoltà che ci sono state, invito tutti a spingere questo presente verso il successo!
Al momento opportuno torneremo su tutte le questioni, torneremo anche sul rapporto con i tifosi, per ora bisogna essere lieti che la barca va, è salpata e sembra in mani forti e sicure. Aspettiamo di conoscere i calciatori e la nuova società, vediamo cosa succederà sul campo e quali saranno i progetti societari per la squadra e fuori dal campo. Sulla capacità e la professionalità calcistica di Gaucci non ci possono essere dubbi. Le sue ambizioni, il suo richiamo ai giovani, alla cura del vivaio, al calcio femminile sono convincenti come il suo curriculum e come l’aneddoto che ha raccontato di suo padre Luciano. “Un giorno torna a casa e mi dice… Alessandro abbiamo comprato il Perugia, ora bisogna lavorare… e io gli dissi… ma sei sicuro? avremo un sacco di guai e perderemo un sacco di soldi… per sopravvivere nel calcio bisogna vincere… e Lucianone rispose… e perché noi non vinciamo?”
Speriamo che gli vada bene ad Alessandro e speriamo che l’entusiasmo della città possa ridestarsi … ma essere qui oggi sembra proprio quasi un miracolo!



