di Gabriella Mecucci
Il nuovo direttore del Festival dei Due Mondi Daniele Cipriani aveva invitato tutti gli appassionati di musica a “non prendere impegni” per il 3 luglio. E aveva ragione: il concerto in piazza Duomo con musiche di Rachmanicov è stato travolgente.
La London Symphony Orchestra, diretta dal canadese Yannick Nézet-Seguin, e la pianista Beatrice Rana hanno eseguito magistralmente la Rapsodia su un tema di Paganini e la Sinfonia numero n.2 in mi minore, op.27. Nella prima parte del concerto c’è stato il dialogo fra l’orchestra e la pianista, un capolavoro di precisione tecnica e capacità espressiva. Al termine, Beatrice Rana è uscita e rientrata più volte fra gli applausi.
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Nella seconda parte è esplosa tutta la forza e la vivacità del direttore Nézet – Seguin, non a caso definito dal New York Times “il più grande generatore di energia sui palchi internazionali”. A conclusione il pubblico che gremiva Piazza Duomo e l’intera scalinata è esploso in un lungo applauso. Tutti in piedi.
Come sempre nei concerti a Spoleto una parte importante del successo è dovuta alla fantastica architettura della piazza, a cui si è aggiunta una serata illuminata da una luce pulita dalla pioggia e un’atmosfera addolcita dalla brezza. Insomma, all’appuntamento del 3 luglio non si poteva davvero mancare. Del resto, c’erano tutti gli elementi per un’esibizione che avrebbe segnato il Festival: c’era una delle più grandi orchestre d’Europa, una delle migliori pianiste europee e un direttore esplosivo. La musica di Rachmanicov poi, piena di invenzioni, così come lui stesso voleva “si rivolge al cuore” e seduce l’ascoltatore.
La prima parte del Festival si è chiusa con un grande successo dell’evento più importante dell’intera rassegna 2026. Ma c’è ancora molto da vedere in questa edizione che anticipa i 70 anni del Due Mondi.



