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La guerra del cemento è tutt’altro che finita. A Gubbio impazzano le dietrologie e i rumors sulle prossime mosse. I guadagni del finanziere – influencer. Le nomine ai vertici

La guerra eugubina del cemento è finita con la vittoria di Carlo e Ubaldo Colaiacovo? Non è proprio così. Intanto continua e si rafforza la causa di Giuseppe contro lo zio presso il tribunale di Firenze. E poi, come finirà la vicenda del diritto di prelazione? Ormai molti racconti convergono su un punto dirimente: Gianluca Vacchi avrebbe prestato i famosi 70 milioni che mancavano alla cordata zio-nipote per comprare il 25 per cento di Financo di proprietà di Giuseppe. Oggi in mano ai due c’è la quota del 75 per cento della cassaforte di famiglia e il potere decisionale nelle scelte del terzo gruppo cementiero italiano. Se il prestito del finanziere-influencer fosse però davvero avvenuto e venisse dimostrato, ne conseguirebbe la sua partecipazione all’acquisto. Ma la prelazione è garantita solo ai membri della famiglia e non agli esterni come Vacchi. Quindi l’atto di acquisto potrebbe essere invalidato e si tornerebbe, come nel gioco dell’oca, alla casella di partenza. Per il momento il magistrato ha dato ragione al tandem zio – nipote che risultano dunque i vincitori della contesa, mentre Paola e Francesca, figlie del fratello Pasquale, vengono giudicate perdenti perché rimaste isolate col loro 25 per cento. Ma non è detto che non ci possano essere delle novità.

Come è noto, tutto è iniziato perché la cordata Eques, guidata da Gianluca Vacchi e da Brunello Cucinelli decise di rompere gli indugi e di offrire 450 milioni per prendersi il 25 per cento di Financo in mano a Giuseppe. A lui Eques aveva prestato in precedenza 150 milioni di euro per far fronte al suo massiccio indebitamento, soldi che avrebbe dovuto restituire entro cinque anni, con l’aggiunta di premi e di interessi. Per evitare che Vacchi e Cucinelli diventassero padroni del 25% della cassaforte di famiglia c’era un solo modo: Carlo e Ubaldo dovevano esercitare il diritto di prelazione e acquistare loro la quota di Giuseppe. Lo hanno fatto e sono dunque diventati i trionfatori della ormai storica guerra del cemento. Ma le cose stanno proprio così?

Per qualche giorno è stata questa l’opinione più diffusa a Gubbio. Poi, vicino alla Festa dei Ceri, durante la quale in città non si parla d’altro che della Corsa, lo scontro dei Colaiacovo è passato sotto silenzio, per riprendere subito dopo con la guerra delle narrazioni contrapposte. In città i rumors impazzano e si sono formati due partiti. C’è la schiera dei bene informati della fazione cosiddetta trionfante che raccontano la seguente versione. Il patto fra Carlo e Ubaldo è forte e saldo e saranno loro a governare a lungo il gruppo. La cordata Vacchi – Cucinelli che voleva acquistare il 25 per cento di Giuseppe si sarebbe invece divisa. Il re del cachemire avrebbe preferito comprare davvero la quota del rampollo ribelle, di cui è grande amico, mentre il finanziere-influencer avrebbe deciso di fare una spettacolare capriola alleandosi con Carlo e Ubaldo e prestando loro i 70milioni che gli mancavano per raggiungere i 450 dovuti. Cucinelli non avrebbe apprezzato un tale spettacolare cambio di casacca e avrebbe per questo deciso di ritirarsi. Insomma fra i due vecchi sodali ci sarebbe stato un forte contrasto. Vero? Falso? Impossibile al momento saperlo. E’ certo invece che Gianluca Vacchi in questo business guadagnerà due volte. Il primo guadagno lo ha fatto con Giuseppe che dovrà restituire circa 200-220milioni a Eques per ripagare il prestito iniziale di 150 milioni, più premi e interessi. Il secondo guadagno lo farà quando Carlo e Ubaldo dovranno ridargli i 70 milioni, più premi e interessi.

Alla narrazione che dà per trionfante la cordata zio-nipote se ne oppone un’altra che considera quella da loro ottenuta una vittoria di Pirro. Perché? Innanzitutto i due si sono indebitati sino alla punta dei capelli. Devono dare alla banca francese Natixis 380mlioni, più di 80mila euro al giorno. L’istituto che ha da riscuotere un simile credito potrebbe acquisire quindi un peso importante nelle decisioni aziendali. E Vacchi, con i suoi 70milioni di prestito, di cui in tanti sono ormai certi, sarebbe sempre in agguato. Così è fatto un finanziere di razza come lui: il portafoglio prima di tutto.

Colacem fa molti profitti, ma le difficoltà da affrontare dall’accoppiata vincente sono parecchie vista la valanga di debiti che pesa sulle sue spalle. E poi – ci si chiede a Gubbio – siamo sicuri che i due vincitori andranno sempre d’accordo? Qualcuno fa notare con un sorrisetto mefistotelico: il 75% per cento di Financo è diviso in un 37,5 % di Carlo e un secondo 37,5% di Ubaldo. Basterebbe che uno dei due 37,5% rompesse la cordata e si sommasse col 25% di Francesca e Paola per raggiungere una nuova maggioranza pari al 62,5%. Le nipoti emarginate potrebbero così inopinatamente riprendersi un ruolo da protagoniste.

Dulcis in fundo, si vocifera anche sulle ragioni della scelta iniziale del duo Vacchi-Cucinelli che avrebbero fatto l’offerta di 450milioni per costringere Carlo e Ubaldo ad uscire allo scoperto: o accettavano che due esterni entrassero nella proprietà Financo o si decidevano a comprare, indebitandosi sino alla punta dei capelli. Eques avrebbe dunque tessuto la tela del ragno dove zio e nipote sarebbero caduti e rimasti prigionieri.

Se qualcuno sperava che su Gubbio finalmente regnasse la pace del cemento, si sbagliava di grosso. Nei prossimi giorni Carlo e Ubaldo mostreranno le loro intenzioni quando decideranno l’assetto dei nuovi vertici. Quale orientamento prevarrà? Ci saranno segnali di distensione oppure i Buddenbrook di casa nostra continueranno sulla strada dello scontro all’ultimo sangue? Questa rissosa saga familiare non è comunque finita e l’esito è tutt’altro che scontato. Carlo e Ubaldo hanno vinto solo il primo round.