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di Ilaria Borletti Buitoni*


I turisti che arriveranno a Perugia durante il periodo di Natale e che si aspetteranno di camminare per Corso Vannucci fino alla Fontana Maggiore per poi magari di entrare in Duomo, si troveranno invece davanti ad un gigantesco palco grazie al quale Perugia sarà teatro di un evento che verrà seguito a Capodanno da milioni di persone e che produrrà – in parte l’ha già prodotta – un’eccezionale ricaduta sul turismo della città.
Le polemiche si sono scatenate tra chi pensa che questa sia un’occasione formidabile per promuovere Perugia e la regione e che non si possa sprecare nemmeno a fronte di costi non indifferenti per le amministrazioni pubbliche, e chi invece ritiene che il nascondere la facciata della Cattedrale a Natale con una struttura che ne impedisce totalmente la visione e anche parzialmente l’utilizzo al punto di spingere la Curia a cambiare il calendario relativo alle processioni, sia un errore, persino un’offesa. Non vorrei farne una questione esclusivamente legata alla nota polemica, mai risolta come nel caso delle Grandi Navi a Venezia, tra tutela e valorizzazione del patrimonio culturale: il tema è più importante e merita un’ attenzione maggiore che la semplice critica o il solo plauso: ormai anche in Italia l’uso di “Buone Feste”invece di ” Buon Natale” ritenuto il primo più “politicamente corretto” è, dopo i paesi anglosassoni, frequentissimo. Il riconoscimento di radici millenarie culturali e religiose viene qualche volta interpretato come una forma di oscurantismo che preclude la costruzione di una società multietnica. In realtà questo è l’argomento: se si ritiene legittimo durante il periodo di Natale coprire interamente la facciata e l’entrata della Cattedrale nascondendole completamente alla visione sia dei perugini che dei turisti con un palco destinato ad una diretta Tv le cui ricadute sul turismo umbro saranno certamente importanti, questo vuol indicare una scelta la cui lettura non può essere solo legata ad un fatto estetico: l’accesso alla Cattedrale di San Lorenzo per la Messa di mezzanotte o per la Messa solenne del 25 dicembre in occasione della più importante festività religiosa in Italia da sempre celebrata, avverrà attraverso uno slalom tra tubi e fili, quasi fosse, quell’evento, un fatto secondario. La Cattedrale nascosta dietro il palco in occasione del Natale è simbolico di un’epoca che ha ribaltato giusto o sbagliato che sia, ovvio e prevedibile certo ma non per questo legittimo, le proprie priorità. 

Lo spettacolo, perché sempre di spettacolo si tratta, ha vinto sull’identità religiosa, sull’attenzione sempre avuta per quegli appuntamenti ( e quei luoghi che li rappresentano) che vedono fedeli e non ritrovarsi per celebrarli. Milioni di persone vedranno Perugia il 31 dicembre in televisione e mi auguro che non decidano di venire tutti in Umbria subito viste le strade impraticabili, l’alta velocità non presente in questa regione e l’aeroporto, seppur con gli ultimi e benvenuti aumenti dei voli, che è ancora privo di collegamenti con alcune mete importanti. Recentemente, grazie ad un’efficace campagna televisiva della Regione Umbria che ne promuoveva la bellezza naturalistica, artistica e le qualità gastronomiche, il turismo umbro è decollato verso cifre importanti. Era proprio necessario ricorrere a questa diretta come strumento di promozione? Perchè non dedicare le risorse spese a raccontare l’Umbria dei cammini religiosi, artistici, naturalistici che porterebbero, se accompagnati da sufficienti infrastrutture, molti visitatori e per un lungo tempo periodo?

La facciata della Cattedrale di San Lorenzo sarà nascosta e il Natale che verrà celebrato in questa città avrà un sapore diverso. Sempre sperando che, smontando e rimontando il palco, niente possa danneggiare la Fontana Maggiore, a pochissimi metri, perché quella, sì ,da centinaia di anni è il simbolo della bellezza di Perugia nel mondo!


Buon Natale!

*Vicepresidente Fai e già sottosegretario al Mibac