di Gabriella Mecucci
La trovarono 150 anni fa nei pressi di Città della Pieve e poi, attraverso percorsi complicati, arrivò a Firenze. Qui, nel 1967, l’Arno la seppellì sotto un’onda di fango. Ma ora l’alabastro – bianco con striature grigie – dell’urna del Bottarone è tornato a risplendere grazie ad uno straordinario restauro. I due coniugi scolpiti sulla kline suggeriscono col loro abbraccio intimo e solenne quanto gli Etruschi non nascondessero i loro sentimenti, ma li volessero anzi comunicare. Adesso l’opera d’arte di circa 2400 anni fa è la vera star del Salone Archeologia e Turismo del capoluogo toscano. Riproposta oggi in tutta la sua bellezza, è stata studiata a fondo dai restauratori tantochè che hanno svelato tutti i colori che un tempo la ricoprivano.
Si tratta di una scultura del filone chiusino ed è particolarmente originale perché in quella zona i coniugi trapassati non venivano mai ritratti insieme, ma separatamente. Sulla kline il marito era in genere accompagnato da un demone femminile alato. Gli studiosi leggono questa scultura come dimostrazione dell’importanza che gli Etruschi riconoscevano alla famiglia, del legame profondo fra i coniugi e della rilevante posizione sociale della donna.
E’ questa una delle opere più belle che svela la loro anima profonda e che purtroppo non ritornerà in Umbria. Ma la regione di magnifici siti del popolo dei misteri ne ha altri e di grande importanza. Dal 27 aprile i visitatori potranno di nuovo ammirare la necropoli di Palazzone con tutte le sue urne e soprattutto l’ipogeo dei Volumni (Perugia). Chiuso nel giugno dell’anno scorso, riemergerà restaurato e con una nuova illuminazione. La luce consentirà di vedere particolari prima difficilmente apprezzabili delle sculture e dei bassorilievi. Il visitatore sarà aiutato ad esplorare la città dei morti e la casa tomba della famiglia Velimna con nuove tecnologie. L’intervento è stato fatto coi fondi del Pnrr e finanziato dal ministero de Beni Culturali e dal Comune di Perugia.
Il sito venne scoperto nel 1840 ed è una delle necropoli più importanti non solo per la bellezza artistica, ma anche perché testimonia della “romanizzazione” della cultura e della vita degli Etruschi. Roma aveva vinto: la sua egemonia diventava progressivamente più forte e imponeva i propri riti e i propri costumi, tanto è vero che l’ipogeo di Ponte San Giovanni è costruito come una casa a pianta romana.
Ma c’è di più. A Orvieto recenti scavi hanno portato alla luce quella che potrebbe essere la testa del Dio degli Etruschi. Si tratta di un volto a grandezza naturale. E questo confermerebbe che quello sotto la Rupe è il Fanum Voltumnae, un luogo dove le dodici città (dodecapoli), si riunivano ogni anno per ragioni politiche e istituzionali.
Immaginiamo il Vaticano e quell’angolo di Bruxelles dove si concentrano i palazzi dell’Unione Europea e mettiamoli insieme, contigui: quello per gli Etruschi era il Campo della Fiera di Orvieto dove venivano celebrati riti, ma dove c’erano anche luoghi d’incontro, mercati, spettacoli. Dagli scavi, che vanno avanti da anni sta emergendo una vera e propria capitale della dodecapoli di 2500 anni fa. Simonetta Stopponi, che li dirige, recentemente ha infine annunciato il ritrovamento del possibile volto di un Dio, contribuendo così a accreditare la natura religiosa del sito di oltre cinque ettari.
Del Fanum ne hanno scritto grandi autori latini quali Tito Livio, Properzio e Plinio il Vecchio. Quest’ultimo ha raccontato come, in occasione della conquista di Volsinii, attuale Orvieto, i romani la depredarono di ben duemila statue di bronzo. Una testimonianza questa che lo indica come un importantissimo luogo di culto, probabilmente il più importante della Lega delle dodici città – stato. Era già stato ritrovato in passato anche un grande tempio.
Tre novità importanti illuminano dunque la storia di un popolo misterioso, anche perché la sua scrittura è stata solo parzialmente decriptata e quindi i luoghi, i reperti sono di grande aiuto per ricostruirne la vita e la cultura. L’Umbria quest’anno, oltre ad essere per il centenario francescano una capitale del cattolicesimo, lo sarà anche del mondo etrusco grazie alle tante scoperte che ne raccontano l’affascinante storia. Delle vere superstar.



