di Porzia Corradi
L’Umbria è fra le cinque regioni d’Italia che non hanno sbocco al mare, ma ci sono tanti luoghi con acque cristalline dove andare per difendersi dalla calura estiva che quest’anno imperversa più che mai.
Ci sono specchi d’acqua carichi di fascino come il lago Trasimeno o la Cascata delle Marmore per la quale Lord Byron coniò la definizione di “orrido bellissimo”. Per non dire della lanciatissima Rasiglia, o del lago di Piediluco che affascinò persino Brigitte Bardot
Ma queste sono destinazioni molto conosciute e già apprezzate dagli umbri e dai turisti italiani e stranieri. Fuori dalla pazza folla agostana ci sono però posti meno noti dove le chiare fresche dolci acque la fanno da padrone rendendo il clima tutt’intorno mite anche quando la colonnina di mercurio si avvicina ai 40 gradi. Ci sono fiumi, laghetti, canyon prossimi agli splendidi centri storici umbri.
Le Fontanelle di Sassovivo
Vicino a Foligno, a pochi chilometri dal centro cittadino ecco le acque curative che scorrono nella zona di Sassovivo. Luogo felice e rifugio dal caldo, dove vanno le famiglie e i bambini che qui possono liberamente giocare. A oltre 556 metri di altezza ci si può riposare all’ombra di alberi centenari. Si possono fare bellissime passeggiate nel corso delle quali si incontrerà la splendida abbazia di Sassovivo. Fondata nel 1070 dagli eremiti benedettini, rappresenta una straordinaria opera di architettura che ruota intorno al chiostro duecentesco. Si trova appollaiata su una roccia ed è circondata da oltre sette ettari di un bosco di lecci. Fresco, acqua, silenzio, bellezza a pochi minuti da Foligno e a ad una mezz’ora da Perugia.
Le cascate cristalline del Menotre
I dintorni di Foligno custodiscono un’ incredibile quantità di tesori legati all’acqua, alcuni dei quali semisconosciuti e con un fascino selvaggio. Nei pressi del borgo di Pale, c’è una delle zone più spettacolari dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Il fiume Menotre modella il paesaggio come fosse un grande scultore e forma piccole oasi, rivoli, forre, grotte. Partendo dall’abitato si può raggiungere il sentiero che porta alle cascate: due chilometri fra felci, pioppi e giochi d’acqua che si concludono con l’arrivo al paese di Belfiore dove il fiumiciattolo si getta nel Topino. Il tutto è immerso in un fresco e in un silenzio straordinari. Da Pale è possibile partecipare alla visita guidata delle Grotte dell’Abbadessa. Si tratta di un viaggio in profondità con torcia e caschetto per ammirare le sculture create dal Menotre.
Le Fonti del Clitunno
Quando si passeggia per la splendida Spoleto, se il caldo prende il sopravvento, a pochi chilometri, si trovano le refrigeranti fonti del Clitunno, che Carducci cantò come simbolo dell’Umbria verde: l’immagine che ha reso famosa la regione un po’ ovunque diventando l’eterno claim della pubblicità. Qui c’è un laghetto dalle acque calme e limpidissime, color smeraldo, circondato da grandi spazi verdi e enormi salici piangenti che regalano una provvidenziale ombra ai visitatori e ai cigni, ai germani, agli anatroccoli. Anticamente erano considerate acque sacre e infatti, a un chilometro e mezzo, c’è il Tempietto dedicato al Dio Clitunno. Il clima dolce, la bellezza straordinaria del luogo non hanno ispirato solo Carducci ma anche poeti come Virgilio e Byron.
Narni e il grande spettacolo del Nera
Nei pressi della città che ha dato il nome alla fiabesca Narnia, più precisamente a quattro passi da Stifone, quaranta anime, si trovano due vere e proprie meraviglie, da lasciarti senza fiato. Alle Mole di Narni c’è una controindicazione perché non vi si può fare il bagno, ma la frescura e i colori dello specchio meritano una breve visita. Alle sorgente della Morica invece ci si può immergere. Attenzione però quelle acque così invitanti, sono davvero molto fredde. Conviene passeggiare lungo il fiume, godere di una temperatura mite anche quando altrove fa caldissimo. La gamma di azzurri che assume il fiume e i verdi del Parco delle Gole del Nera sono indimenticabili
Il canyon di Baschi
Fra Orvieto e Todi c’è un pezzo di territorio umbro di rara bellezza. Nei pressi di Baschi, a due passi di Civitella del Lago, si può ammirare il magnifico spettacolo delle Gole del Fiorello, una sorta di canyon scavato dal Tevere. Un monumento naturale: aspre pareti di roccia calcarea ricoperte da vegetazione che superano i 200 metri di altezza. E poi voragini e grotte. E’ questa una zona che attrae in modo particolare gli appassionati di speleologia. Baschi è un borgo medievale, incastonato fra Todi e Orvieto e molto suggestivo con le sue chiese e soprattutto con i caratteristici vicoli molto stretti, in alcuni casi perfino difficili da percorrere. Dai punti più alti del paese si vede il bel lago di Corbara, circondato da una campagna in parte boscosa e in parte piena di vigneti (vi si produce il vino di Orvieto) e di uliveti.
La Gola del Bottaccione
E’ un luogo affascinante che si trova fra il Monte Foce e il Monte Ingino, in prossimità di Gubbio. C’è il torrente Camignano e c’è un lago artificiale molto antico, dove sorgono la diga e l’acquedotto medievale. Un percorso monumentale che si snoda in un contesto naturale e storico-architettonico affascinante, immerso in un clima fresco, lontano dalla folla. Ma la gola del Bottaccione è famosa nel mondo soprattutto per gli studi geologici che vi sono stati condotti, tanto che è stata definita “un archivio della terra”, una storia di tutte le sue modificazioni. Qui si trovano anche i segni della caduta del meteorite che provocò la scomparsa dei dinosauri. Per questo l’intera zona è inserita nei parchi protetti dall’Unesco. In questo contesto ricchissimo di ogni tipo di stimoli, sul versante Est del monte Foce, sorge il monastero di Sant’Ambrogio, collocato su pareti quasi perpendicolari e ora restaurato. Abbiamo messo la Gola del Bottaccione come ultimo itinerario, ma risulta forse essere il più imperdibile fra i luoghi citati.



